Istituto IACP - sede di Trento

Istituto IACP - sede di Trento Istituto dell'Approccio Centrato sulla Persona Sede di Trento

Per il Convegno Nazionale dell’Approccio Centrato sulla Persona quest’anno abbiamo scelto un tema di grande rilevanza cl...
31/08/2026

Per il Convegno Nazionale dell’Approccio Centrato sulla Persona quest’anno abbiamo scelto un tema di grande rilevanza clinica, umana e sociale: il rapporto tra trauma e relazione, esplorato attraverso la prospettiva dell’Approccio Centrato sulla Persona.

Viviamo in un tempo in cui il trauma assume forme molteplici. Non riguarda soltanto gli eventi eccezionali o catastrofici, ma può attraversare le esperienze quotidiane delle persone, le relazioni familiari, i contesti lavorativi, le trasformazioni sociali e culturali che caratterizzano il nostro presente. Sempre più frequentemente i professionisti della relazione di aiuto incontrano persone che portano con sé vissuti di sofferenza, perdita, discontinuità, vulnerabilità. Di fronte a queste esperienze, l’Approccio Centrato sulla Persona continua a offrire una prospettiva profondamente originale: non pone al centro il trauma come diagnosi o come etichetta, ma la persona nella sua interezza, con la sua storia, le sue risorse, la sua capacità di crescita e di trasformazione.

La relazione, nella prospettiva rogersiana, non rappresenta semplicemente il contesto entro cui avviene il cambiamento: essa costituisce la condizione stessa che rende possibile un nuovo modo di entrare in contatto con la propria esperienza. L’incontro autentico, fondato sull’empatia, sull’accettazione positiva incondizionata e sulla congruenza, può diventare uno spazio in cui ciò che è stato frammentato trova nuove possibilità di integrazione e nuovi significati.

Il tema del Convegno invita quindi a interrogarsi sul valore trasformativo della relazione, approfondendo come l’esperienza traumatica possa essere accolta, compresa e accompagnata senza perdere di vista la fiducia nelle potenzialità della persona. Una fiducia che costituisce uno dei principi fondanti del nostro Approccio e che continua a rappresentare una risorsa preziosa per chi opera nelle professioni di aiuto.

Complimenti a colleghe e colleghi di IACP Milano, che con l’associazione direzione libera,  stanno organizzando per il 2...
17/08/2026

Complimenti a colleghe e colleghi di IACP Milano, che con l’associazione direzione libera, stanno organizzando per il 25, 26 e 27 settembre, tra le montagne lecchesi, un evento chiamato Innata – Potere personale, azioni collettive. L’idea è promuovere e far sperimentare l’Approccio Centrato sulla Persona attraverso attività esperienziali outdoor, ma non solo.

  Il Congresso Nazionale CNCP 2026 intende promuovere una riflessione critica e interdisciplinare sul fenomeno della cre...
09/08/2026

Il Congresso Nazionale CNCP 2026 intende promuovere una riflessione critica e interdisciplinare sul fenomeno della crescente sanitarizzazione del disagio e dell’esperienza umana. In una società sempre più orientata a ricondurre ogni difficoltà esistenziale, crisi evolutiva o momento di vulnerabilità entro categorie diagnostiche e percorsi di trattamento, si assiste al progressivo rischio di interpretare come patologia ciò che appartiene invece alla naturale complessità del vivere. La sofferenza, l’incertezza, il conflitto, il limite e la fatica di affrontare i cambiamenti vengono così sempre più spesso delegati all’intervento dell’esperto, alimentando processi di dipendenza e una progressiva riduzione della percezione di autoefficacia delle persone.

In questo scenario, il Counseling propone una prospettiva culturale e professionale fondata su un paradigma differente. Pur riconoscendo il valore imprescindibile dell’intervento sanitario quando necessario, esso distingue il disagio fisiologico, connaturato ai processi di crescita e di adattamento dell’essere umano, dalle condizioni che richiedono una presa in carico clinica. Il disagio non viene considerato esclusivamente come un sintomo da eliminare, ma come un’esperienza significativa che, se adeguatamente accompagnata, può attivare risorse personali, processi di consapevolezza e possibilità evolutive.

Il Counseling si configura, infatti, come una disciplina della relazione, della promozione delle risorse e della responsabilità e autonomia personale, capace di sostenere gli individui nell’attraversare le sfide della vita senza sostituirsi alla loro capacità di scelta e di autodeterminazione. Il suo contributo consiste nel favorire la riattivazione delle competenze, delle risorse e del senso di efficacia personale, restituendo valore alla capacità delle persone di affrontare il cambiamento e di costruire risposte autonome e consapevoli.

03/08/2026

'Lasciar andare, affidare alle onde del mare e alla sua corrente le preoccupazioni e ciò che appesantisce il cuore. Posare in acqua e far cullare ciò che facciamo fatica a contenere nel nostro cuore.

In Giappone c'è un rito che si chiama NAGASHIBINA, le bambole che scorrono. Si affida all’acqua del fiume ciò che preoccupa, racchiudendolo nella forma di una bambola di carta.
Lasciamo andare....”
Sabrina Zanon
P rofessional counsellor

Quando ho intrapreso il percorso di formazione al counselling non sapevo che mi stavo incamminando lungo una strada che ...
28/07/2026

Quando ho intrapreso il percorso di formazione al counselling non sapevo che mi stavo incamminando lungo una strada che si sarebbe rivelata tortuosa e tutt’altro che semplice. Il sentiero in cui cominciavo a muovere i primi passi, infatti, si è rivelato sdrucciolevole, impervio e accidentato. Queste considerazioni si richiamano al vissuto emotivo che ha caratterizzato in particolare i primi mesi di corso accompagnando le diverse tappe che mi hanno portato a conoscere, scoprire e dis-velare gli assunti basilari dell’approccio centrato sulla persona.
Questo approccio rinvia ad un atteggiamento che, comportando autenticità e apertura all'esperienza nel "qui e ora", ci impegna in un costante processo di crescita alla ricerca e alla conquista della congruenza, cercando di rimanere “… in contatto con l’esperienza che fluisce momento per momento, dentro di noi …” (Rogers C. 1970). La ricerca di corrispondenza tra il “Sé reale” e il “Sé ideale”, diviene un invito ed un impegno etico in particolare per chi, come me, si trova a vivere, nella quotidianità delle relazioni familiari e nell’esperienza professione lavorativa, relazioni di aiuto complesse.

In queste pagine ho scelto di raccogliere ed esprimere ciò che ha suscitato in me meraviglia, che ha mi ha attratto, provocando disorientamento e sana destrutturazione, nel mio viaggio alla ricerca di un nuovo MODO DI ESSERE. Ho ripreso i fondamenti dell’approccio centrato sulla persona attingendo al testo “Un modo di essere” di Rogers e, come in una danza, ho tentato di specchiarmi in essi attraverso piccoli frammenti di vissuto personale tratti da pagine di diario, trovando nuova consapevolezza nel mio sentire e modo di essere.

20/07/2026

Il bruco e la farfalla“Giorni fa ho letto casualmente una frase scritta da Lao Tzu che ha avuto una risonanza particolar...
19/07/2026

Il bruco e la farfalla

“Giorni fa ho letto casualmente una frase scritta da Lao Tzu che ha avuto una risonanza particolare in me. Questo saggio cinese vissuto circa venticinque secoli fa diceva:
- QUELLO CHE IL BRUCO CHIAMA LA FINE DEL MONDO, IL MAESTRO LA CHIAMA LA NASCITA DI UNA FARFALLA.

Queste poche parole ma, soprattutto, il significato e il valore di questa metafora, mi hanno folgorato.
Ho sentito che mi apparteneva, che “calzava”, era diretta a me!
Tracciava con semplice naturalezza il mio essere di oggi, faticosamente bruco, dolorosamente in perdita, stretto nelle tenebre di un bozzolo diventato ormai troppo piccolo.
Ma quella del bruco non è la fine! Il maestro non la chiama fine, ma un momento di passaggio, il tempo della trasformazione, la prospettiva di una nuova vita, di una nascita!
Un nuovo volo seguirà la lacerazione del bozzolo …. ho fiducia.
Sono fiduciosa, riuscirò presto a liberarmi e a volare, a godere di una nuova pelle dai caldi colori, a gustare le fresche coccole del vento o la serenità di una sosta tra i petali di fiori profumati dai mille colori.

Potrò DIVENTARE farfalla, ESSERE farfalla!”
Sabrina Zanon

L’ageismo: un ostacolo alla comunicazione con persone anzianeL’Ageismo, è una forma di discriminazione ai danni di un in...
12/07/2026

L’ageismo: un ostacolo alla comunicazione con persone anziane

L’Ageismo, è una forma di discriminazione ai danni di un individuo basata sull’età, che riguarda oltre il 90% degli ultracinquantenni.

Ha conseguenze negative importanti sia a livello clinico che comunicativo e per questo l’associazione americana degli psicologici (APA) nel 2024 ha elaborato un documento rivolto agli psicologi per farvi fronte.

Esistono varie forma di ageismo:

- ageismo interiorizzato: ‘‘sono troppo anziano per imparare certe cose…” ecc.
- messaggi ageisti dai media, che presentano spesso l’invecchiamento come un fenomeno da nascondere e correggere. Oppure mostrano gli anziani come fragili, bisognosi di assistenza mentre in realtà molti continuano a lavorare, fanno volontariato, aiutano i figli sia economicamente che badando ai nipoti…
- ageismo interpersonale: messaggi sottili da parte di persone più giovani che presumono l’incapacità di una persona a svolgere determinati compiti per la sua età.

Si tratta quindi un fenomeno di cui diventare consapevoli, per poterlo combattere e migliorare la qualità dell’assistenza a questa fase di popolazione.

05/07/2026
05/07/2026

NAVIGARE L’INCERTEZZA PER FIORIRE
MORIN INCONTRA ROGERS

A pochi giorni dalla scomparsa di Edgar Morin, ritroviamo un filo invisibile che lo collega a Carl Rogers rispetto al tema dell’educazione e della crescita personale. Morin sosteneva che ci troviamo a vivere in un mondo imprevedibile e dobbiamo insegnare a “navigare in un oceano di incertezza attraverso arcipelaghi di certezza”. Ma come si fa a non affondare?
La risposta sta nell’intuizione di Rogers, che propone un’educazione centrata sullo studente. L’apprendimento deve essere significativo ed esperienziale, non un semplice accumulo passivo di nozioni. L’insegnante è un facilitatore che crea un clima di fiducia, empatia e ascolto. Anche Morin critica l'educazione che accumula saperi, senza insegnare a conoscersi e ad adattarsi. Solo una persona centrata, ascoltata e valorizzata nella sua unicità sviluppa le potenzialità necessarie per guidare la propria nave nelle tempeste del cambiamento.
L'educazione del futuro, secondo Rogers e Morin, non deve offrire risposte pronte o accumulare sapere, ma diventare una palestra di connessioni in cui IMPARARE AD IMPARARE, in cui il fallimento e l’errore divengono strumenti per esplorare nuovi sentieri di conoscenza.
Anche nel counselling e nella relazione d’aiuto non basta conoscere le teorie: serve entrare in relazione con un'esperienza umana unica, irripetibile e complessa. Non tutto può essere previsto o controllato: è proprio nella fiducia nel processo che la persona trova lo spazio per cambiare.

Indirizzo

Via Delle Laste, 22
Trento
38121

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