31/08/2026
Per il Convegno Nazionale dell’Approccio Centrato sulla Persona quest’anno abbiamo scelto un tema di grande rilevanza clinica, umana e sociale: il rapporto tra trauma e relazione, esplorato attraverso la prospettiva dell’Approccio Centrato sulla Persona.
Viviamo in un tempo in cui il trauma assume forme molteplici. Non riguarda soltanto gli eventi eccezionali o catastrofici, ma può attraversare le esperienze quotidiane delle persone, le relazioni familiari, i contesti lavorativi, le trasformazioni sociali e culturali che caratterizzano il nostro presente. Sempre più frequentemente i professionisti della relazione di aiuto incontrano persone che portano con sé vissuti di sofferenza, perdita, discontinuità, vulnerabilità. Di fronte a queste esperienze, l’Approccio Centrato sulla Persona continua a offrire una prospettiva profondamente originale: non pone al centro il trauma come diagnosi o come etichetta, ma la persona nella sua interezza, con la sua storia, le sue risorse, la sua capacità di crescita e di trasformazione.
La relazione, nella prospettiva rogersiana, non rappresenta semplicemente il contesto entro cui avviene il cambiamento: essa costituisce la condizione stessa che rende possibile un nuovo modo di entrare in contatto con la propria esperienza. L’incontro autentico, fondato sull’empatia, sull’accettazione positiva incondizionata e sulla congruenza, può diventare uno spazio in cui ciò che è stato frammentato trova nuove possibilità di integrazione e nuovi significati.
Il tema del Convegno invita quindi a interrogarsi sul valore trasformativo della relazione, approfondendo come l’esperienza traumatica possa essere accolta, compresa e accompagnata senza perdere di vista la fiducia nelle potenzialità della persona. Una fiducia che costituisce uno dei principi fondanti del nostro Approccio e che continua a rappresentare una risorsa preziosa per chi opera nelle professioni di aiuto.