14/04/2021
I ragazzi di 3C intervistano il loro prof. di arte, il mitico Giacomo Luoni!
ANDREA.
“Come mai, professor Luoni, per la mostra nella nostra scuola è stato scelto proprio Caravaggio?”
“Due anni fa, come ben sapete, voi eravate in prima media, qui, nella nostra scuola, è stata realizzata una mostra su Giotto, che riguardava in particolare la “Cappella degli Scrovegni” che si trova a Padova… Caravaggio ha seguito le orme di Giotto riuscendo a realizzare nei suoi dipinti figure “vere”, in un contesto “vero” e in modo ancor più reale rispetto a Giotto… quindi, una sorta di continuità…”
MARGHERITA.
“Qual è il dipinto di Caravaggio che preferisce?”
“Il mio dipinto preferito è “La Madonna dei Pellegrini” perché rappresenta una Madonna-madre che ha sofferto per la morte del proprio figlio, mostra le caratteristiche di ogni madre. L’artista ha trasformato un’immagine dipinta in realtà.”
EMANUELE.
“Cosa pensa, quali sono le sue emozioni quando osserva un’opera del Caravaggio?”
“Quando osservo un dipinto del Caravaggio, vedo la “santità nel quotidiano” mi piace il realismo dell’artista. Penso di essere una persona umile e fragile e di fronte alle sue opere, quasi mi commuovo. Mi ritrovo in quelle persone semplici, anch’io bisognoso di quella vera luce. E’ un bel dono saper dipingere, mi piace dipingere, sono fortunato e grazie a questa mia attitudine, rappresento ciò che più mi sta a cuore.
ALESSIO.
“Perché Caravaggio viene definito un artista moderno?”
“Caravaggio è definito un pittore moderno perché è riuscito a trasportare l’elemento sacro nel profano ed ha portato il passato nel presente.”
ELISA.
“Cosa pensa della scelta stilistica diversa da quella dei suoi contemporanei?”
“L’originalità è la caratteristica principale che contraddistingue un artista. Ognuno deve fare qualcosa di nuovo e diverso, ogni artista, per essere considerato tale, deve avere una sua originalità. Per esempio, Caravaggio ha dipinto opere che possiamo definire “classiche” come la raffigurazione del Presepe, l’Annunciazione alla Vergine o la Crocifissione del Cristo che, di solito, vengono rappresentate in maniera simile.
Il Caravaggio attraverso la sua scelta di utilizzare luci ed ombre come nessun altro artista aveva fatto prima, ha voluto evidenziare nei suoi dipinti solo ciò che lui riteneva più importante e veritiero, trasmettendo una maggiore espressività al dipinto.
RICCARDO.
“Come mai, nelle opere del Caravaggio c’è una costante presenza di luce e di ombre. Cosa rappresenta la luce nell’artista?”
“Spesso, nei libri di storia si parla del Caravaggio descrivendolo come il pittore della luce ma…vedete ragazzi…la luce non si vede, è semplicemente riflessa dall’uomo, per cui la figura umana diventa specchio della presenza reale e viva della luce che il pittore usa per dare risalto ai vari personaggi rappresentati nell’opera; gli altri pittori anche suoi contemporanei, usavano luce diffusa che non dava molto risalto ai personaggi che l’artista stesso voleva evidenziare. In questo modo, la luce trasforma un personaggio dipinto in un personaggio reale. Ecco la novità: Caravaggio è pittore della luce e del buio, che sono elementi in contrasto tra loro, come il bene e il male, ma coesistono e caratterizzano l’opera.”
CAROLA.
“Lei professore, riuscirebbe a distinguere un’opera del Caravaggio da quella di un altro pittore?”
“Lo stile del Caravaggio è unico e particolare rispetto agli artisti precedenti. I seguaci di Caravaggio furono molti, in molti imitarono il suo modo di dipingere ma, nonostante questa somiglianza, le opere di Caravaggio sono uniche, distinguibili soprattutto per il loro stile. Per esempio, una delle opere in cui questa sua impronta è inconfondibile è la “Madonna dei Pellegrini”, come vi ho già detto la mia preferita, in cui la Madonna è raffigurata con vesti rosse e blu, a differenza di come è raffigurata solitamente: con la veste azzurra.”
CAROLA.
“Che cosa suscita in Lei maggior interesse nelle opere del Caravaggio?”
“Nelle sue opere, il pittore accentua sempre dei “particolari” che le caratterizzano, come la canestra nella “Cena di Emmaus” o i piedi sporchi nella “Madonna dei Pellegrini”. Questi particolari, pare fuoriescano dal dipinto e fanno sembrare l’opera ancor più vera, più reale. L’occhio dell’osservatore esterno si sofferma su questi particolari, così legati alla semplicità e quotidianità della gente comune e fanno capire l’intento del pittore: quello di rappresentare il vero.”
ELISA.
“Professore, cosa pensa di molti street-artists come Andrea Ravo che hanno rappresentato le opere di Caravaggio dipingendole con una bomboletta spray sui muri dei palazzi o nelle periferie delle grandi città? Secondo Lei come reagirebbe il Caravaggio vedendo le sue opere in tali contesti?”
“Mi piace l’idea di portare la “bellezza” anche fra persone che non conoscono i musei, che non hanno occasione o possibilità di apprezzare capolavori di grandi artisti. In un certo senso lo street-artist, rompe la divisione fra arte classica e arte contemporanea creando quasi un museo a cielo aperto. Secondo me, Caravaggio sarebbe contento di mostrare le sue opere, in grandi dimensioni, ad un pubblico molto vasto dando a molti la possibilità di godere di una bellezza che per anni ha vissuto solamente nell’interno di musei e gallerie.”
“Grazie professore per questa intervista che ha dato risposta a molte domande. Anche nella nostra scuola si è potuto realizzare qualcosa di nuovo che abbiamo apprezzato e che ci ha permesso di fare un viaggio nel passato attraverso le opere del Caravaggio considerato oggi uno degli artisti più amati in assoluto.”