15/12/2025
Le parole del Dott. Giuseppe Lavenia sono il presupposto del nostro lavoro.
Molti dei nostri studenti e studentesse sono bambini e bambine a partire dai 3 anni di età.
Ma non per questo, l' idea di "successo" è più lontana. Anzi, è a partire da qui che si costruisce un'immagine che è spesso lontana dal bambino reale, dal bambino possibile.
È già a questa età che gli adulti iniziano a modellare le giovani vite intorno ad un paradigma di successo, infallibilità, prodigiosita' obbligatoria.
La nostra risposta è: il bambino deve essere sé stesso a modo suo. Il nostro ruolo è facilitare, offrire occasioni, trasmettere amore per quello che offriamo. Non pressione, non performance, nessuna aspettativa che non tenga conto della persona che abbiamo davanti.
Ogni volta che parlando di bambini piccoli o anche adolescenti ci sentiremo dire: "ma fate il saggio?", "dovete dargli i compiti perché altrimenti non vediamo se questa passione è reale", "no, questo metodo è troppo giocato, non impara niente", la nostra risposta sarà sempre la stessa: lasciateci fare il nostro lavoro perché i risultati arrivano con il tempo e la dedizione. Nessuno diventa poliglotta o Mozart in un mese, e questa idea deve radicarsi nelle menti adulte. Non si ha idea della paralisi a cui può portare l'aspettativa, l' idea di dover essere bravi a tutti i costi, veloci, perfetti, infallibili.
Noi lavoriamo con le persone reali, il loro benessere è la nostra priorità. Non faremo mai nulla per compiacere un narcisismo adulto e sterile, se contrasta con il sentire dei bambini e dei ragazzi che incontriamo ogni giorno.
In un mondo dove sei visibile solo se sei performativo, come un elettrodomestico, abbiamo fatto una scelta opposta, e ne siamo orgogliosi.
Non è ansia.
È quello che succede quando cresciamo i ragazzi come se fossero un curriculum.
Gli diciamo: sii speciale.
non perdere tempo.
non restare indietro.
Poi ci sorprendiamo se si bloccano.
Non hanno paura di impegnarsi.
Hanno paura di diventare una delusione.
Quando il successo è l’unica identità concessa,
fallire equivale a sparire.
Questo non è un problema degli adolescenti.
È un problema della cultura adulta.