07/07/2014
Il nostro caro amico Giuliano Lemme ci ha inviato le sue note di degustazione degli Champagne Degustati giovedi scorso a Bevagna, per condividerle con noi e con tutti quelli che non sono potuti ve**re.
Gentilissimo come al solito apprezzo condivido e ringrazio.
CHAMPAGNE: TERROIRS A CONFRONTO
L’occasione è di quelle imperdibili: sei grandi Champagnes, introdotti e degustati con Massimo Billetto, nella splendida cornice della chiesa di S. Maria Laurentia a Bevagna; primo evento organizzato dalla Fondazione Italiana Sommelier Umbria e da ProWine. Un’occasione per conoscere, apprezzare, comprendere a fondo quello che per alcuni è il miglior vino del mondo, ma pe tutti è certamente il più famoso.
La scelta delle etichette non poteva essere più felice: stili e filosofie diverse, differenti dimensioni produttive, ma qualcosa in comune: un terroir, anzi molti terroirs, che interagiscono con uomini e vigne, per creare qualcosa di affascinante ed unico.
Lo Champagne può essere bevuto, e se ne ricava piacere. Ma può essere degustato e colto nella sua essenza, ed allora il piacere diviene doppio.
Pol Roger, Brut Réserve
Da una delle Maisons più conosciute, resa celebre dall’apprezzamento di Sir Winston Churchill, una cuvée affidabile e costante nella qualità. Di un vivido colore paglierino chiaro con nuances verdoline, presenta al naso riconoscibili sentori fruttati (spicca la susina gialla) e floreali, che con il passare del tempo si fondono con sfumature mielate. Sullo sfondo, una mineralità certamente presente, ma mai sopra le righe. Se al sorso non è un mostro di complessità, mostra una precisione quasi teutonica ed una confortevole beva. 86
Diebolt Vallois, Blanc de blancs Prestige
Si cambia decisamente registro con questo vigneron di Cramant, il villaggio che, assieme ad Avize, caratterizza i bianchi più potenti e complessi della Côte de Blancs. Non particolarmente intenso nel colore, stupisce per la vena agrumata che immediatamente spicca al naso, assieme a fiori di campo, sensazioni di miele di fior di limone, ed una mineralità di straordinaria caratterizzazione ed eleganza. Al sorso certamente non delude: la freschezza, che già si intuiva al naso, si dispiega e gioca una splendida partita con la sapidità; partita che finisce in un entusiasmante pareggio. 92
Vilmart, Le Grand Cellier
Ci spostiamo nella Montaigne de Reims con questa piccola cantina familiare di culto, che dalla fine dell’800 ha guadagnato l’apprezzamento degli appassionati. Cambia anche il registro, che si fa decisamente più scuro, con le note minerali, quasi salmastre, che prendono saldamente il sopravvento. Il frutto maturo, in questo caso, cede anche il passo a carruba e anice, in un quadro di grande mobilità. L’attacco in bocca è salato, con vivida cremosità a sostenere la beva. Molto chabliseggiante. 91
Corbon, Brut Prestige
Da un piccolo produttore “naturale”, il bicchiere più spiazzante. Apre con note di intesa acidità, anche volatile, poi dopo qualche minuto si apre su albicocca e fiori appassiti, che non riescono mai ad emergere in un quadro decisamente animale e terroso. Non per tutti i palati, ma affascinante. 84
Bollinger, La Grande Année 2004
Lo Champagne preferito di 007, in un’annata che oggi sta rivelandosi tra le migliori degli anni ’00, ha un naso decisamente giocato sul profilo ossidativo, come è nello stile della Maison, con note che ricordano anche il miele di castagno, il bergamotto ed il frutto giallo molto maturo, assieme ad un pizzico di pepe bianco. La bocca è di incredibile intensità, con freschezza in primo piano a confermare eleganza ed equilibrio. James Bond non si tratta male….93
Billecart Salmon, Nicolas François 1999
5 anni in più del precedente, ma al naso ne dimostra 5 di meno. La (bellissima) dimostrazione della differenza tra l’affinamento riduttivo e quello ossidativo in un grande Champagne. Qui le sensazioni sono giocate piuttosto sul frutto giallo, sulle erbe di campo, sul miele di zagara, con un avvicendarsi continuo di sensazioni dolce e minerali, che vengono puntualmente confermate dalla giovanile, giocosa bocca. Durerà ancora molto, molto a lungo. 92