15/10/2026
Queste sono le cose che contano davvero 🙏🏻 Chapeau🤞
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La migrazione dei tre giovani capovaccai nati al CERM e liberati nel Parco della Murgia Materana nell’agosto 2026 ha avuto pieno successo.
I tre esemplari rilasciati in Basilicata hanno raggiunto l’area di svernamento sub-sahariana senza incappare in nessuna delle tante minacce che sono causa di incidenti e di mortalità per la specie, bracconaggio in primis.
Jasmine, Nico e Pippo hanno lasciato la Basilicata, attraversato Calabria e Sicilia, sorvolato il Mar Mediterraneo e sono arrivati sani e salvi nella zona dell’Africa sub-sahariana che costituisce la tradizionale area di svernamento dei capovaccai italiani.
Tutti hanno percorso la rotta migratoria “classica”, quella che passa per la Sicilia occidentale e che viene seguita da migliaia di rapaci che nidificano in Italia e in altre aree dell’Europa centrale, settentrionale e orientale per raggiungere le aree di svernamento africane.
I tre giovani capovaccai, però, hanno effettuato una traversata del Mediterraneo piuttosto inconsueta: una volta giunti all’estremità occidentale della Sicilia, nessuno di loro ha puntato dritto verso la Tunisia, in modo da percorrere un tratto limitato di mare aperto (130 km separano le Isole Egadi da Cap Bon).
Jasmine è partita dalla Basilicata il 9 settembre. Una volta arrivata in Sicilia ha lasciato la costa trapanese e raggiunto l’isola di Lampedusa. Qui ha sostato un giorno per poi riprendere il viaggio ed arrivare sulla costa meridionale della Tunisia. In totale, Jasmine ha percorso circa 530 km sul mare aperto, suddivise in due tappe.
Dalla Tunisia il capovaccaio ha proseguito verso l’Algeria e, dopo una sosta di otto giorni nel massiccio dell’Ahaggar, in pieno deserto del Sahara, è arrivata al confine con il Mali agli inizi di ottobre 2026.
Il viaggio di Nico e Pippo è ancora più stupefacente. Pur essendo partiti dall’area di rilascio in giorni differenti (rispettivamente il 14 e il 16 settembre) i due capovaccai si sono “incontrati” in Sicilia occidentale e da lì hanno proseguito fianco a fianco il viaggio verso l’Africa. I tracciati dei loro GPS procedono affiancati dalla Sicilia sino alle coste tunisine localizzate nella parte settentrionale del golfo di Gabes, che i due capovaccai hanno raggiunto dopo 350 km percorsi in volo sopra il mar Mediterraneo.
Nei giorni seguenti, sempre volando assieme, hanno lasciato le coste tunisine per addentrarsi, in direzione sud-ovest, nel deserto algerino. A fine settembre hanno raggiunto il Mali.