Gruppo Molisano Studi Ornitologici - GMSO

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Gruppo Molisano Studi Ornitologici - GMSO Unica associazione di ricerca scientifica in campo ornitologico riconosciuta in Molise e nel territorio europeo

Il Gruppo Molisano Studi Ornitologici
è l’associazione che riunisce professionisti e appassionati che si dedicano alla ricerca ornitologica, accomunati dal desiderio di sviluppare e diffondere solide conoscenze biologiche per la conservazione dell’avifauna.
- collabora con organizzazioni e società scientifiche italiane ed europee per la realizzazione di progetti di ricerca e la conservazione degli uccelli e dei loro habitat, offrendo una capillare rete di rilevamento sul territorio italiano, garantita dalla professionalità e dall’entusiasmo dei suoi soci;
L’associazione è aperta a tutti coloro che ne condividono i principi e lo spirito. Uccelli, Mammiferi, Anfibi del Molise; Data Base archiviazione osservazioni in campo corredate da immagini;
- Progetto Atlante Ornitologico Regionale.

Queste sono le cose che contano davvero 🙏🏻 Chapeau🤞 https://www.facebook.com/share/p/1DkgHkgrBK/
15/10/2026

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La migrazione dei tre giovani capovaccai nati al CERM e liberati nel Parco della Murgia Materana nell’agosto 2026 ha avuto pieno successo.

I tre esemplari rilasciati in Basilicata hanno raggiunto l’area di svernamento sub-sahariana senza incappare in nessuna delle tante minacce che sono causa di incidenti e di mortalità per la specie, bracconaggio in primis.

Jasmine, Nico e Pippo hanno lasciato la Basilicata, attraversato Calabria e Sicilia, sorvolato il Mar Mediterraneo e sono arrivati sani e salvi nella zona dell’Africa sub-sahariana che costituisce la tradizionale area di svernamento dei capovaccai italiani.

Tutti hanno percorso la rotta migratoria “classica”, quella che passa per la Sicilia occidentale e che viene seguita da migliaia di rapaci che nidificano in Italia e in altre aree dell’Europa centrale, settentrionale e orientale per raggiungere le aree di svernamento africane.

I tre giovani capovaccai, però, hanno effettuato una traversata del Mediterraneo piuttosto inconsueta: una volta giunti all’estremità occidentale della Sicilia, nessuno di loro ha puntato dritto verso la Tunisia, in modo da percorrere un tratto limitato di mare aperto (130 km separano le Isole Egadi da Cap Bon).

Jasmine è partita dalla Basilicata il 9 settembre. Una volta arrivata in Sicilia ha lasciato la costa trapanese e raggiunto l’isola di Lampedusa. Qui ha sostato un giorno per poi riprendere il viaggio ed arrivare sulla costa meridionale della Tunisia. In totale, Jasmine ha percorso circa 530 km sul mare aperto, suddivise in due tappe.

Dalla Tunisia il capovaccaio ha proseguito verso l’Algeria e, dopo una sosta di otto giorni nel massiccio dell’Ahaggar, in pieno deserto del Sahara, è arrivata al confine con il Mali agli inizi di ottobre 2026.

Il viaggio di Nico e Pippo è ancora più stupefacente. Pur essendo partiti dall’area di rilascio in giorni differenti (rispettivamente il 14 e il 16 settembre) i due capovaccai si sono “incontrati” in Sicilia occidentale e da lì hanno proseguito fianco a fianco il viaggio verso l’Africa. I tracciati dei loro GPS procedono affiancati dalla Sicilia sino alle coste tunisine localizzate nella parte settentrionale del golfo di Gabes, che i due capovaccai hanno raggiunto dopo 350 km percorsi in volo sopra il mar Mediterraneo.

Nei giorni seguenti, sempre volando assieme, hanno lasciato le coste tunisine per addentrarsi, in direzione sud-ovest, nel deserto algerino. A fine settembre hanno raggiunto il Mali.

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26/09/2026

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COMUNICATO STAMPA
La Società Ornitologica Italiana (SOI) celebra il 50° anniversario: focus sulle sfide e il futuro delle aree protette
Dopo i primi due appuntamenti di Termoli (Università degli Studi del Molise a Termoli) e Rende (Università della Calabria), si è concluso con successo il terzo evento dedicato al cinquantesimo anniversario della nascita della Società Ornitologica Italiana (SOI).
L’iniziativa si è svolta presso la Galleria di Storia Naturale dell’Università degli Studi di Perugia (Casalina) in collaborazione con il Centro di Ateneo per i Musei Scientifici e con il patrocinio del Comune di Deruta.
L'incontro, aperto con un caloroso omaggio a Elio Augusto Di Carlo, tra i padri fondatori della SOI, è entrato nel vivo con un dibattito cruciale incentrato sulle complesse problematiche gestionali che colpiscono le aree protette del nostro Paese.
Ecologia, territorio e minacce antropiche
Durante le sessioni scientifiche — intitolate "Le aree protette tra esigenze di tutela della biodiversità e sfide contemporanee" e "Il valore del territorio tutelato, le sfide condivise e gli strumenti di collaborazione" — gli esperti hanno analizzato il delicato rapporto tra ecologia e dinamiche sociali. È stata evidenziata l’urgente necessità di monitorare e quantificare l'impatto delle "pressioni" antropiche che minacciano i territori tutelati, tra cui:
•
Bracconaggio e attività illegali
•
Disturbo della fauna e dei siti di nidificazione
•
Dispersione incontrollata dei rifiuti
Emergenza fondi e proposta di una struttura regionale
Il dibattito ha portato alla luce una forte preoccupazione per la drastica riduzione dei finanziamenti pubblici, che costringe alcune aree protette a sopravvivere basandosi esclusivamente sugli introiti delle visite guidate. Per far fronte a questa carenza di risorse e di personale, è emersa la proposta concreta di istituire una struttura regionale di supporto. Questo organismo, avvalendosi di professionisti qualificati, avrà il compito di affiancare gli enti gestori in due direzioni chiave:
1.
Ottimizzare la gestione quotidiana e strategica delle riserve.
2.
Intercettare e richiedere linee di finanziamento dedicate e fondi europei.
Ricerca, comunicazione e il valore della biodiversità urbana
Un altro pilastro dell'evento è stato il ruolo strategico della divulgazione scientifica. La SOI ha ribadito l'importanza di investire nella comunicazione, pubblicando e rendendo accessibili i dati raccolti in anni di censimenti e monitoraggi della biodiversità.
In questo contesto, grande interesse hanno suscitato gli atlanti ornitologici urbani. Il confronto dei dati su scala pluriennale ha non solo documentato le variazioni nelle popolazioni di specie diverse, ma ha soprattutto dimostrato il ruolo vitale delle aree verdi cittadine, confermate come veri e propri hotspot di ricchezza ecologica e biodiversità da tutelare con estrema attenzione.
In occasione dell’evento è stata inoltre allestita la bella mostra fotografica “Voliamo a Deruta” a cura del fotografo naturalista Gino Giommi.

Indirizzo

Unimol,/Università Degli Studi Del Molise, Via Duca Degli
Termoli
86039

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