05/09/2026
SICILIA PRIMA PER EMIGRAZIONE: UN VERO E PROPRIO DEPORTAMENTO DI MASSA FIRMATO DALLO STATO ITALIANO. LA NOSTRA TERRA NON HA BISOGNO DELL'ITALIA!
I numeri sfornati dall’Istat non sono una semplice tabella statistica: sono la fotografia di una condanna a morte pianificata. Con 842 mila siciliani cancellati dalla loro terra e registrati all’Aire, la Sicilia conquista il primato più amaro e vergognoso: prima regione in assoluto per residenti all'estero, pari a oltre il 13% dell’intero contingente statale. Un milione di nostri fratelli e sorelle, la parte più viva, giovane ed energica del nostro popolo, è stata strappata via per andare a costruire la ricchezza di nazioni straniere, dall'Europa alle Americhe.
Non chiamatela emigrazione: questo è un genocidio demografico, una deportazione economica causata da oltre centosessant'anni di dominazione italiana. Roma ha ridotto la Sicilia a una colonia di consumo, una riserva di braccia da lavoro e di cervelli da esportare a costo zero, svuotando i nostri paesi, desertificando i nostri centri storici e lasciando le famiglie nell'abbandono. Mentre i governi centrali e i loro servi locali continuano a sbandierare passerelle elettorali, una città più grande di Palermo vive sparpagliata nel mondo perché lo Stato tricolore non offre loro altro che miseria, disoccupazione o la mortificazione del favore clientelare.
I dati certificano il fallimento totale dell'unità d'Italia: il Sud e le Isole coprono quasi la metà di questo esodo biblico, con un flusso continuo che continua a dissanguare le nostre comunità. Mentre oltre confine crescono intere generazioni di figli della Sicilia costretti a parlare altre lingue, nella nostra terra rimangono ospedali allo sfascio, ferrovie da terzo mondo, dighe a secco e campi lasciati morire nell'indifferenza dei palazzi romani.
Ci dicono che senza i fondi e la tutela dell'Italia la Sicilia non potrebbe sopravvivere: la verità è l'esatto opposto. È la Sicilia che non ha alcun bisogno dell'Italia, delle sue tasse rapaci, delle sue ruberie coloniali e delle sue catene burocratiche.
Il Movimento Siciliano d’Azione punta il dito e inchioda sul banco degli imputati la classe politica romana e i suoi complici ascari di casa nostra. Ogni valigia che si chiude a Punta Raisi o a Fontanarossa è un crimine di cui qualcuno deve rispondere politicamente. La Sicilia possiede risorse, posizione strategica, terra fertile, intelligenze e storia per essere una nazione prospera, libera e sovrana, capace di garantire un futuro ai propri figli nella loro patria.
È ora di spezzare il ricatto coloniale: fermiamo lo scempio dello spopolamento, riprendiamoci le nostre risorse e costruiamo una Sicilia libera, padrona del proprio destino e mai più terra di schiavi in fuga!