01/10/2026
Un pomeriggio a Parigi. Per Laura.
È un pomeriggio mite quello che ci accoglie al Mémorial de la Shoah, nel quartiere del Marais, a Parigi. In tanti siamo arrivati qui da tutta Europa per rendere omaggio a Laura Fontana: storica, divulgatrice, animatrice culturale e figura di riferimento imprescindibile per la ricerca storica e la trasmissione della memoria della Shoah che, come lei ripeteva instancabilmente, è un fatto storico complesso e come tale deve essere indagato, compreso, spiegato, appreso.
L’ultimo regalo di Laura alle persone che nel tempo l’hanno accompagnata nel suo viaggio di studio e conoscenza – chi per molti anni, chi per pochi, come chi scrive – è stato l’incontro, avvenuto proprio nella cornice di questo pomeriggio parigino, con la signora Tatiana Bucci, una donna ottantanovenne con una missione chiara, che non potrà mai essere considerata conclusa: raccontare, a chiunque voglia ascoltare, una storia che appartiene al mondo intero, poiché Tatiana è sopravvissuta ad Auschwitz. Auschwitz: per molti il punto più basso della multiforme Storia europea.
Tatiana, insieme con sua sorella Andra, è una delle rare reduci – e una delle pochissime ancora oggi viventi – degli esperimenti condotti da Josep Mengele, “medico” nazista, sui gemelli, orrore che aggiunge orrore al progetto genocida del partito nazionalsocialista di Adolf Hi**er e dei suoi complici e alleati nei Paesi occupati durante il secondo conflitto mondiale.
Il contesto è quello della Shoah, al cui studio Laura Fontana ha dedicato la vita: il progetto criminale e industriale di Soluzione finale che i gerarchi nazisti idearono e misero in pratica contro gli ebrei europei – e potenzialmente contro tutti gli ebrei del mondo, stimati al tempo in circa undici milioni – a partire dal 1941. Ai sei milioni di ebrei sterminati aggiungiamo, per verità di memoria storica, le altre vittime del razzismo di stato nazista (Rom, Sinti, slavi), oltre agli oppositori politici, ai disabili, agli “indesiderati”, agli omosessuali, ai Testimoni di Geova, ai prigionieri di guerra trucidati senza giusto processo.
In assenza di Laura, che avrebbe dovuta intervistarla, Tatiana racconta le vicissitudini della propria vita a Olivier David, non senza concedersi puntuali riflessioni anche sulla più che controversa azione militare israeliana nella Striscia di Gaza dopo il 7 ottobre 2023.
Nel suo buon francese ricostruisce il contesto della propria infanzia nella Fiume degli anni ’30, all’epoca una città del Regno d’Italia, in una famiglia frutto dell’unione tra il padre, Giovanni, e una donna ebrea, Mira Perlow. La discendenza ebraica segnerà la vita di Tatiana e Andra, che dopo gli eventi dell’8 settembre 1943 e la costituzione della Repubblica Sociale di Salò si ritroveranno costrette a salire su un treno che le condurrà, dopo un viaggio estenuante e umiliante, insieme alla madre, alla nonna, a una zia e al cuginetto Sergio, nei campi di morte della Polonia occupata dai nazisti.
A casa torneranno solo Tatiana, Andra e la loro mamma. Le due sorelle, scambiate per gemelle, evitarono le camere a gas, a differenza di tutti gli altri bambini del loro convoglio, per essere prese in ostaggio dalla struttura di Mengele. Riusciranno a ricongiungersi con la madre dopo altre travagliate esperienze successive alla liberazione dei campi, e insieme sapranno ricostruirsi una vita, nonostante i traumi e i dolori vissuti e mai archiviati.
Non è qui che si vuole ricostruire la vicenda della vita di Tatiana – d’altronde esistono già libri, filmati su YouTube, persino un cartone animato che ne narra le vicende e la testimonianza – né chi scrive ha le necessarie conoscenze per farlo. Il coraggio di testimoniare parla per questa donna inossidabile e, come spesso capita dinanzi a storie del genere, le parole non sempre hanno la forza per esprimere ciò che si prova nel raccogliere certe verità.
È però certo che è stato un privilegio inaspettato, e per questo ancora più prezioso, poter ascoltare Tatiana Bucci dal vivo, ed è stato un dolore non poterlo fare accompagnata dalle domande e dai commenti di Laura, senza per questo che il buon Olivier David ce ne voglia, ça va sans dire.
Grazie al Mémorial de la Shoah di Parigi per averci consentito di vivere un’esperienze così intensa, grazie a Daniele Susini per averci accompagnato, negli ultimi tre anni, in questo viaggio di conoscenza, e grazie a Laura Fontana per averlo reso possibile e pensabile. La nostra scuola si impegna, con umiltà e perseveranza, a proseguire il percorso di formazione, ricerca e divulgazione da lei intrapreso, perché nessuno ci lascia mai veramente se chi resta raccoglie, nel suo piccolo, la missione e il lavoro che ne hanno segnato l’intera vita.
A Laura Fontana dedichiamo il seminario formativo per docenti ospitato dal nostro istituto venerdì 2 ottobre 2026, dal titolo “Vittime e carnefici nella Seconda Guerra Mondiale. La Shoah e i crimini di guerra sui civili”, organizzato dall’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra insieme con il Mémorial de la Shoah di Parigi.
Giancarlo Pichillo