Priorità alla scuola Tarquinia

Priorità alla scuola Tarquinia Insegnanti, educator*, genitori e student*
Un movimento per reimmaginare collettivamente l’istruzione

21/01/2021

25 GENNAIO PAS SI MOBILITA DI NUOVO DAVANTI AGLI UFFICI SCOLASTICI DI ITALIA CONTRO LA FORMAZIONE DELLE CLASSI POLLAIO

Le scuole superiori stanno riaprendo, al 50%, in un certo numero di regioni, sulla base delle indicazioni del governo, le raccomandazioni del CTS, le delibere dei TAR che annullano le abusive ordinanze restrittive delle Regioni. E stanno riaprendo per la lotta che Priorità alla Scuola sta conducendo da mesi, in forme sempre più creative e audaci.
La nostra lotta per una scuola migliore – pubblica, laica, inclusiva e salutare – continua anche a scuole aperte, anzi proprio perché sta finalmente imponendosi l’idea che le scuole devono essere aperte: in presenza, in continuità e in sicurezza, come diciamo da aprile.
Il 25 gennaio PAS rilancia la mobilitazione per una scuola pubblica finanziata in modo adeguato al suo ruolo di costruttrice di futuro, perché il Recovery Fund non sia un'altra occasione mancata e gli slogan sulla Next Generation solo retorica. Il nostro è un movimento intelligente, che pensa e propone: abbiamo già reso pubblico il nostro programma sull’uso del Recovery Fund (si legge intanto a questo indirizzo: http://www.euronomade.info/?p=14153).
Le proposte devono diventare conquiste, e da aprile sappiamo che le conquiste si ottengono solo alzando la voce nelle piazze, nelle strade, sotto i palazzi delle istituzioni, nelle lezioni all’aperto, nelle occupazioni delle scuole. Per questo rioccupiamo lo spazio pubblico dal 25 gennaio.
Il 25 gennaio è il giorno in cui chiudono le iscrizioni alle scuole per l’anno scolastico 2021-22, è il primo passo verso un altro anno di scuola che vogliamo diverso da quello che stiamo vivendo. Ci mobiliteremo davanti agli uffici scolastici regionali e provinciali in tutta Italia.
Il 25 gennaio è l’occasione per dire basta alle “classi pollaio”: è imperativo ridurre il numero di alunni-e per classe, e perciò dare seguito quanto chiediamo da aprile, ovvero spazi e organico. È l’occasione per ribadire che non vogliamo più classi con più di 20 studenti-esse e che per adeguare l’organico vanno assunti immediatamente i precari della scuola. È l’occasione per dire che il sovraffollamento nelle classi è una delle ragioni principali (forse quella principale) per cui l’Italia si è fregiata del triste record europeo di interruzione della didattica in presenza, stracciando tutti i principali partner comunitari. È l’occasione per ribadire che pretendiamo una inversione di tendenza rispetto agli ultimi decenni: come per la sanità pubblica, la pandemia ha avuto l’effetto di certificare la dissennatezza dello smantellamento di tutti i servizi pubblici, che si traduce in riduzione di diritti fondamentali di cittadinanza.
Rifiutiamo la prospettiva di vedere applicati i soliti coefficienti per costruire le classi iniziali, o per accorpare le classi esistenti sopprimendo sezioni. È uno scandalo che le recenti linee guida del MIUR non prendano in considerazione la riduzione del numero di alunni per classe e il problema del sovraffollamento delle classi, che le richieste di riduzione di alunni per classe siano ignorate (è il caso di un recente emendamento in materia proposto da Rifondazione comunista).
Tutto questo non più è accettabile: non lo è in piena pandemia, non lo è se si vuole una scuola migliore. Non è più accettabile che la soppressione o la riduzione della scuola in presenza venga considerata un’opzione praticabile: la chiusura prolungata della scuola in presenza ha depotenziato il diritto costituzionale all’istruzione per un’intera generazione, che nei prossimi anni dovrà fare i conti con una preparazione inadeguata e con le conseguenze psicofisiche della didattica a distanza, ormai conclamati.
Il 25 gennaio, insieme ai COBAS e a Rifondazione Comunista chiederemo la tutela di quel che resta di questo anno scolastico, e un progetto per il futuro:
- che siano potenziati i trasporti locali dedicati al flusso scolastico;
- che siano effettuati screening costanti in tutte le scuole superiori;
- che sia possibile un accesso rapido ai tamponi per tutta la popolazione scolastica e un tracciamento efficace all’interno delle scuole;
- che il personale scolastico ad alto rischio sia inserito come prioritario nella fase 1 dell’agenda vaccinale;
- che i soldi del Recovery Fund, come quelli della legge di Bilancio, vengano investiti per una riduzione significativa del numero di alunni per classe e per il conseguente ampliamento dell’organico docenti e ATA, con una tempestiva stabilizzazione dei precari;
- che i soldi del Recovery Fund, come quelli della legge di Bilancio, vengano investiti nel campo dell’edilizia (di restauro e nuova);
- che le scuole di domani ospitino di nuovo infermerie scolastiche, capaci di sostenere quel servizio di medicina territoriale che non solo dovrebbe coadiuvare il contenimento e il superamento di questa e di eventuali nuove pandemie, ma collaborare a un’idea di salute che vada oltre la condizione di “non malattia”, agendo su un’educazione sanitaria ad ampio spettro.

Anche l'OMS lo ribadisce
06/11/2020

Anche l'OMS lo ribadisce

L'Oms osserva "un'esplosione" del numero di casi di coronavirus in Europa e invita gli Stati a misure "mirate e proporzionate". Tuttavia, ritiene che le scuole debbano restare aperte "fino alla fine" ed essere chiuse solo come ultima ratio. (ANSA)

Il diritto allo studio è uno dei diritti fondamentali ed inalienabili della persona. Nell' articolo 30 della Nostra Cost...
05/11/2020

Il diritto allo studio è uno dei diritti fondamentali ed inalienabili della persona. Nell' articolo 30 della Nostra Costituzione viene dichiarato che l' obbligo e il dovere dell' istruire è in capo principalmente ai genitori e la Dichiarazione dei diritti del fanciullo di Ginevra, così come il Trattato di Lisbona e la Convenzione Europea dei Diritti dell' uomo, sanciscono che lo Stato è obbligato a fornire tutti i mezzi necessari affinché si possa compiere l' istruzione del bambino; gli stessi atti ci ricordano inoltre il nesso fondamentale che lega l'istruzione e la formazione con il progresso sociale e l' uguaglianza. A suggerirci che la formazione culturale, in un paese civile, è alla base della democrazia intervengono anche gli articoli 33 e 34 della Nostra Carta Costituzionale. Vogliamo che i nostri figli possano tornare ad una scuola in presenza ed in sicurezza.

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04/11/2020

AVVISO IMPORTANTE: per causa di forza maggiore, annullato il flashmob in programma per il pomeriggio. Resta la speranza che anche l'Amministrazione del nostro Comune si conformi alle Indicazioni Nazionali, con didattica a distanza per le sole Scuole Superiori.

03/11/2020
La nostra raccolta firme prosegue.Chiunque può darci una mano!
03/11/2020

La nostra raccolta firme prosegue.
Chiunque può darci una mano!

Oggetto: “Priorità alla scuola” - considerazioni in merito alla Ordinanza Sindacale n. 37 del 30 Ottobre 2020 del Comune di Tarquinia Illustrissimo Prefetto, siamo un gruppo di genitori di Tarquinia che vuole dare voce alle istanze di molte famiglie della nostra città e intendiamo rappresentar...

Facciamo il modo che il nostro messaggio e le nostre richieste raggiungano più persone possibili!!!
03/11/2020

Facciamo il modo che il nostro messaggio e le nostre richieste raggiungano più persone possibili!!!

"Tarquinia, il prefetto garantisca immediatamente il diritto costituzionale allo studio". Scuola - A chiederlo con una lettera indirizzata anche alla ministra, al presidente della regione e al provveditore, sono 437 genitori che contestano l'ordinanza di chiusura degli istituti del sindaco Giulivi

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