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Schola philosophiae Filosofia e Scienze sociali - storia e Scienze umane ✔️✍️ prof. Ferdinando Dubla -didattica -

🖊️«il femminismo decoloniale situa la propria lotta all’interno della tradizione decoloniale dei popoli oppressi, con l’...
05/10/2026

🖊️«il femminismo decoloniale situa la propria lotta all’interno della tradizione decoloniale dei popoli oppressi, con l’obiettivo di "depatriarcalizzare le lotte rivoluzionarie".»
🖊️ «rifiutare l’integrazione del femminismo nelle politiche neoliberali e opporsi alla logica dello sviluppo che caratterizza un certo tipo di femminismo che ritiene la propria strada verso l’emancipazione l’unica valida. Il femminismo decoloniale, infatti, custodisce un messaggio di autodeterminazione essenzialmente inafferrabile da parte del sistema capitalistico, dalle sue logiche di sfruttamento e dalle sue economie produttrici di disuguaglianza.»
da C. Fazia - V. Amenta, Femminismo te***ne: per un'alleanza dei margini, Tlon, 2024, e.book, pos.245
📖 Il "femminismo decoloniale" radica la critica di genere nelle dinamiche materiali dei popoli oppressi e dei contesti subalterni.
L'ideologia dello "sviluppo" neoliberale assimila le istanze di emancipazione per trasformarle in merci o strumenti di competizione individuale. Rifiutare tale cooptazione significa affermare che l'uguaglianza non è l'accesso di poche alle posizioni di potere capitalistico, ma la distruzione delle strutture che generano lo sfruttamento di classe, di genere e di razza.

L’articolo sul blog assume come coordinata concettuale baricentrica l'elaborazione di bell hooks (Elogio del margine / S...
28/09/2026

L’articolo sul blog assume come coordinata concettuale baricentrica l'elaborazione di bell hooks (Elogio del margine / Scrivere al buio, ed. Tamu), sottraendo la categoria di "margine" a qualsiasi lettura caritativa o sociologicamente passiva. Il margine non viene postulato come mera privazione o tara dello sviluppo, bensì come sito di resistenza radicale e punto di osservazione antagonista sulle dinamiche dell'accumulazione capitalistica e della dominazione patriarcale.
📖
Il merito storiografico principale del testo risiede nella capacità di calare questa griglia teorica nella concretezza della lotta di classe del dopoguerra lucano, assumendo la biografia e le carte di Vincenza Castria (Montescaglioso) come terreno di verifica materiale. L'accesso alla scrittura e alla direzione politica da parte di una bracciante analfabetizzata dal latifondo — e colpita dalla violenza repressiva dello Stato con l'eccidio di Giuseppe Novello nel 1949 — dimostra che la "rassegnazione secolare" delle plebi meridionali è una categoria concettuale reazionaria, non storica.
⚒️ In entrambi i poli della ricerca, l'emancipazione femminile non è declinata nei termini dell'inclusione liberale di ceto, ma come rottura strutturale dell'ordine patriarcale, clericale e proprietario.
Dialettica tra teoria e prassi: la presa di parola della Castria nell'UDI e nelle istituzioni locali si salda idealmente all'impostazione dell'Articolo 3 (comma 2) di Teresa Mattei, confermando che la trasformazione della Carta costituzionale in realtà effettuale richiede l'iniziativa autonoma delle masse subalterne. /

Un breve confronto tra la “scrittura al buio” di bell hooks e la scrittura dai “margini” delle lettere di Vincenza Castria L'omaggio a R...

MARGINI E BUIO: DUE SUD DEL MONDO
24/09/2026

MARGINI E BUIO: DUE SUD DEL MONDO

bell hooks, Vincenza Castria, scrivere “al buio”, scrivere dai margini
🖊️Writing in the dark
Per bell hooks, "scrivere al buio" significa produrre teoria e narrazione partendo da una condizione di oscuramento imposta dal potere egemonico: è la condizione di chi abita il margine, dove le luci del "centro" (la cultura ufficiale, l'accademia, i media) non arrivano o arrivano solo per distorcere la realtà. Dunque “scrivere al buio” significa dar voce a ciò che è stato reso muto. È l'atto di tracciare segni in uno spazio dove il potere ha decretato che non debba esserci storia.
- Un breve confronto tra la “scrittura al buio” di bell hooks e la scrittura dai “margini” delle lettere di Vincenza Castria
✍️Il confronto tra la «scrittura al buio» di bell hooks e la scrittura scaturita dai «margini» nelle lettere e negli interventi di Vincenza Castria evidenzia un profondo nesso di continuità nell'elaborazione della teoria critica e della prassi femminista e subalterna. ⬇️
☑️La «scrittura al buio» come spazio di emersione del sé
Per bell hooks, la scrittura rappresenta un atto di rottura contro l'invisibilizzazione imposta dalla struttura di dominio capitalista, patriarcale e razzista. Scrivere "al buio" significa dare parola a ciò che il potere e l'egemonia culturale hanno relegato nell'ombra: è il gesto politico di chi ricompone la propria frammentazione interiore e trasforma la ferita dell'emarginazione in consapevolezza teorica.
☑️Le lettere dai «margini» di Vincenza Castria
Nelle lettere e negli interventi di Vincenza Castria (bracciante, militante dell'UDI e prima consigliera comunale di Montescaglioso), la scrittura nasce direttamente dalle viscere della lotta per la terra nel Mezzogiorno del dopoguerra. La sua presa di parola rappresenta l'accesso materiale all'alfabetizzazione politica per una donna del proletariato rurale: scrivere dai "margini" del feudo lucano significa spezzare il secolare silenzio imposto alle plebi meridionali dal latifondo e dalla morale clerico-patriarcale.
☑️Il margine come sito di resistenza radicale
Il punto di convergenza più alto tra le due prospettive risiede nella ridefinizione del margine:
per bell hooks (Elogio del margine), il margine non è una mera condizione di privazione subìta, ma un «sito di resistenza radicale», un luogo politico da cui guardare il centro con sguardo antagonista e da cui edificare nuove relazioni comunitarie.
Per Vincenza Castria, la periferia geografica ed economica della Basilicata cessa di essere spazio di rassegnazione per farsi avanguardia di classe. La sua scrittura epistolare e i suoi discorsi pubblici trasformano il dolore privato (il lutto per l'uccisione del compagno Giuseppe Novello) e la marginalità bracciantile in prassi organizzata, affermando la piena soggettivazione della donna lavoratrice.
In entrambe le esperienze, la scrittura cessa di essere un esercizio formale o un privilegio di ceto: si fa pedagogia della liberazione, strumento di riscatto e cartografia materiale in cui la parola scritta diventa il prolungamento necessario della lotta per la giustizia sociale. /
biblio.:
📖bell hooks, Elogio del margine / Scrivere al buio, a cura e con traduzione di Maria Nadotti, Tamu Edizioni, Napoli, 2020
📖Vincenza Castria: la rivelazione della politica. Lettere e interventi 1950-1989.
A cura di: Tommaso Russo, Adriana Salvia, Rosa Maria Salvia ed Emilia Simonetti, Calice Editori (promosso dalla Fondazione Basso e da istituzioni locali lucane in occasione del centenario della nascita di Vincenza Castria, 1922-2022), 2022, prefazione di Susanna Camusso.
🖊️🪔

Viviana Tortorici, La città non è neutra. Pratiche di resistenza e nuove cartografie urbane, presentazione di Ferdinando...
06/08/2026

Viviana Tortorici, La città non è neutra. Pratiche di resistenza e nuove cartografie urbane, presentazione di Ferdinando Dubla, Barbieri Editore, Manduria-Taranto, 2026, collana Koinonìa (vol. 1).
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premiére: 23 agosto 2026

“il futuro è la proiezione del presente nell’immaginario collettivo”Il "futuro" che la società immagina o proietta non è...
25/06/2026

“il futuro è la proiezione del presente nell’immaginario collettivo”
Il "futuro" che la società immagina o proietta non è una tabula rasa, bensì il prolungamento delle contraddizioni, dei rapporti di produzione e delle forme egemoniche del presente. Quando il sistema neoliberale satura l'immaginario, il futuro viene concepito solo come la ripetizione o l'esasperazione del presente, impedendo la pensabilità di una rottura radicale o di un'alternativa di classe.
Il compito della teoria critica e dello svelamento decostruzionista è proprio quello di rompere questa proiezione lineare per liberare l'imponderabile e restituire alla prassi la capacità di determinare un futuro autenticamente storico e rivoluzionario. / fe.d.

De Martino, De Palma, bell hooks e il ruolo degli intellettuali ‘organici’ alla classe
06/06/2026

De Martino, De Palma, bell hooks e il ruolo degli intellettuali ‘organici’ alla classe

De Martino, De Palma, bell hooks e il ruolo degli intellettuali ‘organici’ alla classe d.ssa Viviana Tortorici prof. Ferdinando Dubla ...

lunedì 25 maggio 2026 - ore 16,00 - 17,00 - Università della Libera Età - p.zza Nunzio Sulprizio, TarantoLezione 15 (con...
23/05/2026

lunedì 25 maggio 2026 - ore 16,00 - 17,00 - Università della Libera Età - p.zza Nunzio Sulprizio, Taranto
Lezione 15 (conclusiva) - corso di Antropologia filosofica 2025-2026
I CHIERICI DEL SUD DEI SUBALTERNI
De Martino, De Palma, bell hooks e il ruolo degli intellettuali ‘organici’ alla classe
✍️ d.ssa Viviana Tortorici
✍️ prof. Ferdinando Dubla

Indirizzo

C. So Umberto I Nr. 92
Taranto
74121

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