03/02/2025
Credo che il successo non dipenda soltanto dalla nostra capacità di prevedere, ma anche e soprattutto dalla nostra abilità di reagire.
Infatti, per quanto ci sforziamo di far accadere la vita, programmandola in ogni minimo dettaglio, noi, spesso, siamo il risultato di quello che ci accade, e che non avevamo programmato. O meglio, siamo il risultato del modo in cui scegliamo di reagire a quello che ci accade.
Perché se è vero che non possiamo controllare il futuro, noi possiamo perlomeno controllare noi stessi, nel presente, quando il futuro assume sembianze che non avevamo per nulla pronosticato.
Così come accade nello sport, durante una partita, così anche nella vita i nostri piani sono puntualmente destinati ad essere messi in discussione, quando li mettiamo in atto.
Perché la vita, proprio come una partita, non è una simulazione controllata, non è un allenamento in cui possiamo provare e riprovare tattiche preparate a tavolino, per arrivare linearmente a un risultato ben definito.
La vita, come una partita, è imprevisto, caos, ostacoli, avversari che coi loro schemi intralciano i nostri, sfilacciando quelle ideali redini con cui avevamo imbrigliato il nostro destino, nell’ingenua speranza di poterlo ammansire.
Perciò, noi non dobbiamo solamente allenarci ad avere il controllo sulla vita, ma anche ad avere il controllo su noi stessi, quando la nostra vita smette di essere sotto il nostro controllo.