Maggio Eugenio

Maggio Eugenio Esperto nel recupero e inclusione dei minori e degli adulti a rischio devianza e marginalità social

16/04/2020

Corona virus e crisi educativa.

L'epidemia che ha colpito il nostro paese ha scoperchiato per i più una realtà sconosciuta. Mentre in molti si ostinavano a minimizzarne i rischi, altri li accentuavano. Altri ancora, in una operazione di rimozione, preferivano girarsi dall'altra parte. Comportamenti sbagliati e pericolosi che hanno contribuito, ciascuno per la loro parte a sviluppare nel paese un clima di incertezza, confusione e in molti casi di angoscia. Quando nell'ottobre del 1973, in piena emergenza colera, mi congedai dal servizio militare obbligatorio, giunsi a Taranto proveniente da Reggio Emilia. Il pullman, che presi alla stazione, per recarmi a casa, fu costretto a fermarsi in prossimità dell'edificio del comune. Alcune centinaia di persone manifestavano a gran voce perché facevano richiesta del vaccino. In questi ultimi anni, nel nostro paese, ma direi in tutto il mondo occidentale, si è sviluppato il cosiddetto movimento anti vax che ha fatto milioni di proseliti. Si sono affermate ideologie populiste, anti storiche, anti scienza. I social hanno dato voce, cosi come Eco ci ha spiegato, a milioni e milioni di imbecilli il cui slogan dell'uno vale uno ha prevalso invece sulla cultura, sulla istruzione e sulla conoscenza. In questo quadro si sono inoltre diffusi comportamenti sbagliati e deprecabili, violenze di ogni genere, prevaricazione, razzismo, ecc. Per questo motivo, ritengo che nel paese c'è bisogno finalmente di elaborare un vero e efficace modello educativo capace di condurre le giovani generazioni, ma aggiungo anche gli adulti, verso un cammino lungo l'arco della vita che sia in grado di promuovere e favorire persone responsabili e dalla capacità di giudizio. Nessuno può negare che da anni, troppi anni, le cronache sono state occupate da episodi di violenza di ogni genere, esponenzialmente in aumento, commessi da nord a sud del paese, da giovani, giovanissimi e adulti, contro persone deboli e incapaci di reagire e difendersi. La crisi dei valori umani condivisi e di contro, l'affermarsi nella società di comportamenti egoistici e individualistici distanti dalla cultura storica della nazione, hanno determinato un modello sociale dove in molti si sentono autorizzati a esercitare qualsiasi forma di egocentrismo e individualismo spesso veicolati da episodi di violenza. La famiglia, nucleo educativo principale nella quale verso i figli venivano trasmessi i valori esistenziali fondamentali come il rispetto, la tolleranza, la responsabilità, sembra assente, priva di ogni contenuto educativo, arresa agli eventi, dove i ruoli genitori/figli non sono distinti e chiari, dove i primi hanno abdicato in ragione di una falsa interpretazione delle responsabilità dando ad ogni componente il nucleo familiare pari oggettività e influenza, determinando di fatto una situazione in cui i genitori sono uguali ai figli e viceversa. Inoltre, appare evidente, una sconcertante quanto pericolosa fragilità psicologica, che provoca comportamenti inadeguati, in ragione del fatto che molti cittadini non hanno la minima relazione verso l'insuccesso, il sacrificio e la privazione. In questo desolante quadro sociale, le storiche agenzie educative a partire dalla scuola e dalle istituzioni e per finire ai professionisti della educazione quali educatori e pedagogisti, mostrano tutta la loro inefficacia e assenza di progettualità educativa. In queste ultime settimane, in piena emergenza corona virus, moltissimi nostri concittadini hanno posto in essere comportamenti irresponsabili che aumentano il rischio del contagio. Si è ampiamente dimostrato come tantissimi italiani sono ostili ai comportamenti civili e alle regole in spregio ai più comuni principi della responsabilità e della solidarietà. Si rende necessario in questo vuoto educativo, promuovere una nuova pedagogia che sulla base delle macerie appena descritte riveda se stessa e si rifondi in una prospettiva di guida verso obiettivi che riaffermano i valori smarriti e che ponga finalmente al suo centro la persona. Un processo che abbraccia l'intera durata della vita. Il lavoro educativo, quindi, non ha mai fine. Un lavoro potenzialmente enorme, in continuo sviluppo,senza soluzione di continuità. Un lavoro che necessita studio continuo, informazione, capacità di intercettare e intuire i cambiamenti sociali in continuo sviluppo, della individuazione dei soggetti più deboli, quelli più esposti e indifesi, verso i quali orientare il lavoro educativo al fine di liberare le rispettive potenzialità nascoste e farne quindi persone mature e autonome in grado di decidere positivamente per il loro futuro e per quello degli altri. Una nuova pedagogia che si ispira ai diritti fondamentali dell'uomo spesso e da più parti calpestati, ma nello stesso tempo che sappia coniugare i diritti con i doveri, questi ultimi altrettanto importanti e decisivi, al fine di dare vita a persone in grado di crescere e svilupparsi in modo etico e responsabile.
Eugenio Maggio – educatore/pedagogista - CTU Tribunale di Taranto.
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29/03/2020
13/03/2020

Corona virus e crisi educativa.

L'epidemia che ha colpito il nostro paese ha scoperchiato per i più una realtà sconosciuta. Mentre in molti si ostinavano a minimizzarne i rischi, altri li accentuavano. Altri ancora, in una operazione di rimozione, preferivano girarsi dall'altra parte. Comportamenti sbagliati e pericolosi che hanno contribuito, ciascuno per la loro parte a sviluppare nel paese un clima di incertezza, confusione e in molti casi di angoscia. Quando nell'ottobre del 1973, in piena emergenza colera, mi congedai dal servizio militare obbligatorio, giunsi a Taranto proveniente da Reggio Emilia. Il pullman, che presi alla stazione, per recarmi a casa, fu costretto a fermarsi in prossimità dell'edificio del comune. Alcune centinaia di persone manifestavano a gran voce perché facevano richiesta del vaccino. In questi ultimi anni, nel nostro paese, ma direi in tutto il mondo occidentale, si è sviluppato il cosiddetto movimento anti vax che ha fatto milioni di proseliti. Si sono affermate ideologie populiste, anti storiche, anti scienza. I social hanno dato voce, cosi come Eco ci ha spiegato, a milioni e milioni di imbecilli il cui slogan dell'uno vale uno ha prevalso invece sulla cultura, sulla istruzione e sulla conoscenza. In questo quadro si sono inoltre diffusi comportamenti sbagliati e deprecabili, violenze di ogni genere, prevaricazione, razzismo, ecc. Per questo motivo ritengo che nel paese c'è bisogno finalmente di elaborare un vero e efficace modello educativo capace di condurre le giovani generazioni, ma aggiungo anche gli adulti, verso un cammino lungo l'arco della vita che sia in grado di promuovere e favorire persone responsabili e dalla capacità di giudizio. Nessuno può negare che da anni, troppi anni, le cronache sono state occupate da episodi di violenza di ogni genere, esponenzialmente in aumento, commessi da nord a sud del paese, da giovani, giovanissimi e adulti, contro persone deboli e incapaci di reagire e difendersi. La crisi dei valori umani condivisi e di contro, l'affermarsi nella società di comportamenti egoistici e individualistici distanti dalla cultura storica della nazione, hanno determinato un modello sociale dove in molti si sentono autorizzati a esercitare qualsiasi forma di egocentrismo e individualismo spesso veicolati da episodi di violenza. La famiglia, nucleo educativo principale nella quale verso i figli venivano trasmessi i valori esistenziali fondamentali come il rispetto, la tolleranza, la responsabilità, sembra assente, priva di ogni contenuto educativo, arresa agli eventi, dove i ruoli genitori/figli non sono distinti e chiari, dove i primi hanno abdicato in ragione di una falsa interpretazione delle responsabilità dando ad ogni componente il nucleo familiare pari oggettività e influenza, determinando di fatto una situazione in cui i genitori sono uguali ai figli e viceversa. Inoltre, appare evidente, una sconcertante quanto pericolosa fragilità psicologica, che provoca comportamenti inadeguati, in ragione del fatto che molti cittadini non hanno la minima relazione verso l'insuccesso, il sacrificio e la privazione. In questo desolante quadro sociale, le storiche agenzie educative a partire dalla scuola e dalle istituzioni e per finire ai professionisti della educazione quali educatori e pedagogisti, mostrano tutta la loro inefficacia e assenza di progettualità educativa. In queste ultime settimane, in piena emergenza corona virus, moltissimi nostri concittadini hanno posto in essere comportamenti irresponsabili che aumentano il rischio del contagio. Si è ampiamente dimostrato come tantissimi italiani sono ostili ai comportamenti civili e alle regole in spregio ai più comuni principi della responsabilità e della solidarietà. Si rende necessario in questo vuoto educativo, promuovere una nuova pedagogia che sulla base delle macerie appena descritte riveda se stessa e si rifondi in una prospettiva di guida verso obiettivi che riaffermano i valori smarriti e che ponga finalmente al suo centro la persona. Un processo che abbraccia l'intera durata della vita. Il lavoro educativo, quindi, non ha mai fine. Un lavoro potenzialmente enorme, in continuo sviluppo,senza soluzione di continuità. Un lavoro che necessita studio continuo, informazione, capacità di intercettare e intuire i cambiamenti sociali in continuo sviluppo, della individuazione dei soggetti più deboli, quelli più esposti e indifesi, verso i quali orientare il lavoro educativo al fine di liberare le rispettive potenzialità nascoste e farne quindi persone mature e autonome in grado di decidere positivamente per il loro futuro e per quello degli altri. Una nuova pedagogia che si ispira ai diritti fondamentali dell'uomo spesso e da più parti calpestati, ma nello stesso tempo che sappia coniugare i diritti con i doveri, questi ultimi altrettanto importanti e decisivi, al fine di dare vita a persone in grado di crescere e svilupparsi in modo etico e responsabile.
Eugenio Maggio – educatore/pedagogista – CTU Tribunale di Taranto.

08/01/2018

Consulenza educativa/formativa/pedagogica
Esperto nel recupero e inclusione dei minori e degli adulti a rischio devianza e marginalità sociale.
Esperto della formazione degli adulti.
Esperto nel bilancio di competenze e curriculare.
Esperto nella gestione e nella conciliazione dei conflitti.

Indirizzo

Taranto
74121

Telefono

335 6883546

Sito Web

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