Domanda troppo banale ma che se si prendesse seriamente faciliterebbe molto il compito di tutti gli educatori. Dallo studio teorico ed empirico nelle classi sono arrivata ad una breve conclusione: esiste un comune denominatore che ci lascia individuare l’essere Artista. Meglio quindi riformulare la domanda in: “Che cosa accomuna tutti gli artisti?”. Tre punti fondamentali:
1) Il GUSTO rivolto al s
uono o al colore, all’immagine o alla forma alla sonorità o alla gestualità
2) L’abilità e la volontà di RIPRODURRE l’oggetto del gusto in modo tale da
ri-creare un prodotto capace di evocare stati affettivi sia in sé che nel fruitore
3) L’ORGANIZZAZIONE del materiale da trattare. In sintesi, tutti gli artisti sono capaci di essere sensibili al dato artistico, trovano in esso un significato, anche affettivo, e godono della sua organizzazione. Da questa constatazione si sviluppa il lavoro di Altre Frequenze che si dirige verso una pratica del risveglio. Il nostro intento è quello di far fare, far sperimentare per acquisire una maggiore e differenziata conoscenza del reale e del sé. Conoscere il mondo attraverso una propria rappresentazione dello stesso. In un’ottica straniante un oggetto può essere visto in molteplici aspetti: a cosa serve, il suo colore, il suo peso, il materiale con cui è costruito. Ciò che ad Altre Frequenze interessa è sviluppare nel bambino la sua capacità di immaginare il reale attraverso molteplici linguaggi anche non verbali come il segno grafico o quello sonoro. Una didattica attiva quindi che, con una metodologia induttiva, parte dal bambino e dalle sue infinite potenzialità immaginative e arriva ad una organizzazione, anche informale, del prodotto da lui ri-creato. E adesso provate a chiedervi come pensate che suoni il sole e il sorriso, di che colore è? Laura Festa