04/06/2023
Torniamo ad assaltare il cielo!
Si è conclusa ieri con questa rivendicazione la due giorni bolognese di dibattito, incontro e socialità che abbiamo ospitato in uno spazio abbandonato, occupandolo temporaneamente.
L'occupazione delle Ex Poste di via Zanardi ha avuto degli obiettivi chiari. Rivendicare la nostra legittimità di prendere gli spazi di cui abbiamo bisogno quando c'è così tanto lasciato all'abbandono; sistemare questi spazi e renderli a nostra misura, segnalando quanto vuoto esista intanto che le amministrazioni locali continuano la cementificazione; conoscerci e riconoscerci con le nostre coetanee da tutta Italia, iniziare ad immaginare possibilità di rete e convergenze future tutt3 insieme.
Ci collochiamo oggi in un presente mortifero, vessato dalla guerra e dai suoi regimi, dalla crisi climatica che ha prodotto la devastante alluvione del 13 maggio in Emilia Romagna, dalla violenza sistemica sui nostri territori, sui nostri corpi e sulle nostre vite.
A partire dalle scuole e da noi giovani precari3 abbiamo trovato dei punti di connessione e intreccio tra le lotte disseminate nei vari territori: questo presente ci atomizza, ci limita ad essere un voto, ci reprimere con presidi autoritari, forme di sfruttamento mortifere come l'alternanza scuola lavoro, con una militarizzazione sempre più intensa delle nostre strade, delle nostre piazze, dei nostri territori.
Per noi queste due giornate a Bologna sono solamente l'inizio, un primo momento in cui vederci, conoscerci, riconoscerci; per mettere in comune i nostri saperi, le nostre esperienze e le nostre lotte; per organizzare insieme l'assalto al cielo di cui abbiamo tanto bisogno in un presente sempre più violento, precario e precarizzante, anche a partire da qui!
La nostra risposta a questo modello di mondo e di vita che ci sta stretto è chiara: ci prenderemo sempre più spazi, costruiremo sempre più momenti, allacceremo connessioni tra tutt3 coloro che hanno voglia di alzare la testa!
Usciamo da queste due giornate con la gioia di esserci conosciut3 e aver condiviso saperi e sguardi sul mondo con l3 nostr3 compagn3 da tutta Italia, con l'intenzione di rivederci, alla fine dell'estate, in Val di Susa al campeggio studentesco No Tav.
Usciamo da queste due giornate con la gioia di avere restituito bellezza e senso ad un luogo abbandonato da decenni all'incuria, di essercene appropriate ma soprattutto di essercene prese cura, intanto che l'unica politica applicata sui nostri territori - al posto del riutilizzo - è quella della cementificazione di sempre più zone verdi, dello sfruttamento e della devastazione del suolo, della speculazione edilizia.
Usciamo da queste due giornate con ancora più rabbia addosso per quanto successo in Emilia Romagna il 17 maggio, quando le nostre case sono state allagate, le nostre strade distrutte, il nostro territorio sventrato. Questa rabbia non sfumerà, continuerà a crescere fino alla grande marcia dei diecimila stivali verso la regione, il prossimo 17 giugno, per fermare le politiche mortifere della crisi climatica, per avviare la ricostruzione sociale dal basso dei territori!
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