Cinquepani

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Cinquepani Fraternità Gesù Risorto, Casa di Preghiera di Tavodo, Trento Italy Riuniti nel mio nome).

Siamo in tutto sei fratelli, di cui due sacerdoti diocesani, e quattro sorelle; viviamo in una Casa di Preghiera diocesana, vicino a Trento, a Tavodo, paese che conta circa cento abitanti. Qui cerchiamo di vivere la nostra sequela a Gesù e il servizio che il Padre Vescovo ci ha affidato: “Procurare alla Chiesa un luogo di silenzio, preghiera e carità, un luogo dove si possa contemplare e condividere la vita della prima Chiesa di Gerusalemme” (cf. Nella Casa accogliamo le persone, non solo della nostra diocesi, che desiderano trascorrere un tempo di intimità col Signore Gesù: può trattarsi di un’ora come di un giorno o di una settimana, secondo le esigenze delle singole persone; cerchiamo di offrire loro il servizio della nostra preghiera comunitaria, cui possono partecipare, il nostro silenzio, perché Gesù possa parlare loro, la guida spirituale e l’introduzione all’ascolto della Parola, ed anche dei corsi di Esercizi Spirituali, un servizio semplice per la cucina in un ambiente povero ed essenziale.

11/10/2026

132 “Tutte le celebrazioni cui voi partecipate, saranno celesti, divine, ricche di santità per ciascuno e per tutti. Non importa chi celebra: ricordate ciò che diceva e faceva San Francesco. Non guardava ai peccati dei sacerdoti, ma vedeva in essi il Figlio di Dio. Anche fossero stati cattivi, li onorava come suoi signori e si affidava al Signore Gesù, che si serve sempre di peccatori. Tutte le celebrazioni porteranno il frutto della Vite potata dall’agricoltore, e faranno crescere la Chiesa santa come edificio che accoglie tutti i poveri del mondo, tutti i peccatori per i quali Gesù è morto e risorto”.

09/10/2026

132 “Ora, a tutti voi chiedo di pregare per me, perché io non sia tentato di far commedia con i misteri del mio Signore e del mio Dio. Quando partecipate alle celebrazioni liturgiche della Chiesa, quelle di tutti i santi Sacramenti, non guardate me. O meglio, guardatemi pure, ma sappiate che siete alla presenza del vero ed eterno Sacerdote: è lui che celebra il suo sacrificio, è lui che offre al Padre se stesso, e offre anche il suo Corpo di cui noi siamo le membra. Il frutto di ogni celebrazione, chiunque sia il celebrante, viene dalla Vite vera, da Gesù”.

07/10/2026

131 L’abba riprese da dove era stato interrotto: “Il valore a quanto avviene nella celebrazione eucaristica della Chiesa non lo dò io con le mie eventuali trovate, con le mie novità. E non lo dà nemmeno un abba santo, se ci fosse, nemmeno lui con la sua santità. Il valore e l’efficacia viene sempre da Gesù, dalla sua Presenza, dalla sua Croce e dalla sua Risurrezione. Allo stesso modo l’abba che presiede non toglie il valore al dono di Dio con i capricci liturgici o con le sue distrazioni. Questi potrà far soffrire assieme al Signore anche il cristiano attento, ma la Presenza di Gesù in mezzo ai suoi fedeli non viene meno”.

05/10/2026

130 Il giovane non si arrese: “E se qualcuno si scandalizzasse?”. E Cristoforo: “Chi si scandalizza è uno che giudica Gesù, come si sono scandalizzati al vederlo entrare in casa di Zaccheo a Gerico. Chi lo giudica non vuole imparare da lui. In effetti Gesù non scandalizza quando mostra la misericordia del Padre. Chi lo ama, riceve da lui vita, ma chi non lo ama, rifiuta il Dono del Padre, l’Emmanuele. Non ti preoccupare di loro, come Gesù non se ne è occupato! Mi puoi dire che è necessario istruire i fedeli perché non si accostino a ricevere il Corpo di Cristo in maniera sacrilega: è vero, questa è opera di grande carità. Ed è opera da farsi con vera carità”:

03/10/2026

questo proposito, tu doni la Santa Comunione a tutti quelli che si presentano: sai se ne sono degni?”. Cristoforo rispose con serietà: “Io non posso giudicare nessuno, nemmeno me stesso. Riguardo al Corpo di Cristo, so, e davanti a tutti dichiaro, che io non ne sono degno. Che posso dire degli altri? Anche tu dichiari di non esserlo. So anche che è presente e giustificante l’ignoranza, e che ci può essere una fede segreta, cui io non mi posso avvicinare. So che c’è pure la malafede, come quella di Giuda Iscriota. Ma ho visto Gesù entrare nella casa di Zaccheo. Era peccatore, non convertito, tanto che tutti i presenti giudicarono Gesù come inadempiente, complice di un peccatore. Quel che è successo in quella casa lo sai. Gesù è entrato sotto il tetto di un indegno: chi sono io per impedire a Gesù di entrare nella vita di chi non è convertito? Sai tu cosa succederà?”.

01/10/2026

128 “Il momento più importante e bello arriva quando accolgo il Corpo di Cristo e bevo il suo Sangue. È il momento cui tende tutta la celebrazione. Mi vergogno di averlo vissuto molte volte come nulla fosse. È il momento del morire di Gesù e il momento del suo risorgere. Non sono capace di viverlo come merita, e forse non sarò mai in grado di farlo in modo degno del Signore. Prego che lui stesso mi converta e mi trasformi, anche se non sarò mai degno di mangiare il Pane della vita. È una meraviglia pure il poterlo distribuire a voi tutti. So che diventiamo un tutt’uno con Gesù, che realizza l’unità santa tra tutti noi”.

29/09/2026

127 “Le persone che dicono che la mia celebrazione è diversa, non sanno quanto vi ho detto. Esse si accorgono di essere nella città santa, dove Dio Padre è seduto sul trono, e Gesù in piedi, come agnello immolato. Non vedono, ma godono di essere circondati dagli angeli, e sorretti dai Santi di Dio. Io non faccio nulla di speciale: cerco di essere vero, complice, anzi, partecipe dell’amore del Padre per tutti. Quando prego, prego; quando istruisco i fedeli, desidero aiutarli a mettersi in ascolto della Parola divenuta carne per morire per noi, e così togliere il peccato che respiriamo tutti i giorni nel mondo in cui viviamo”.

27/09/2026

126 “Quando mi accingo a pronunciare l’omelia, mentre tutti cantano tre volte ‘alleluia’, ho qualche trepidazione. Trasmetterò le parole di sapienza che lo Spirito Santo mi suggerirà? Sarò capace di donare Parola di Dio e non pensieri umani? I presenti capiranno ciò che dico, oppure non riuscirò a spiegarmi? In passato la trepidazione aumentava. Adesso mi affido e mi fido dello Spirito Santo, tanto che gli dico: ‘Se vuoi, questa volta fammi fare br**ta figura. In compenso però converti a Gesù almeno uno dei presenti!’. Non lo saprò mai se le mie omelie portano frutto per il regno dei cieli, e nemmeno voglio saperlo. Cerco di rimanere unito a Gesù, allora il frutto ci sarà: l’ha detto proprio lui!”

25/09/2026

125 “Per un periodo ho avuto la tentazione di sperare che molte persone seguissero me, apprezzando le mie celebrazioni personalizzate o le mie omelie. Qualcuno diceva che volevo avere dei fans, cioè persone che mi ammiravano. Per grazia di Dio, San Paolo mi ha risvegliato, quando rimproverò i Corinti. Alcuni si vantavano di essere seguaci suoi, altri di Apollo, altri di Cefa. Li rimproverò tutti: nessun apostolo ha salvato qualcuno. L’unico salvatore di tutti è Gesù. Voleva che tutti seguissero e amassero solo Gesù, che fossero, casomai, dei fans di Gesù. Cercai allora di orientarmi decisamente solo a Gesù, che deve non solo piacere a tutti, ma essere seguito da tutti anche sulla croce”.

23/09/2026

124 “Lo Spirito Santo mi ricorda che quel che faccio l’ho ricevuto, e l’ho ricevuto perché io lo trasmetta come l’ho ricevuto, senza aggiungere né togliere alcunché. Non è mio compito. Già San Paolo ebbe a dire: «A voi infatti ho trasmesso, anzitutto, quello che anch'io ho ricevuto» (1Cor 15,3). Imitava Gesù, che diceva e faceva ciò che vedeva fare dal Padre (Gv 5,19). Se cambiassi ciò che ho ricevuto, diverrei ridicolo, tanto che tu mi dovresti dire, a ragione: ‘Ma questa è roba tua, non della Chiesa di Dio’! Inoltre, cosa che mi spaventa a pensarla, e ancor più a dirla, ma è necessario: quando celebro la santa Liturgia io sono «alter Christus». Chi vede me è attento a Gesù stesso. È lui il celebrante vero, benché nascosto dalle mie sembianze, è lui gradito al Padre, è lui che si offre in sacrificio, sulla croce”.

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