27/03/2026
Diciamocelo chiaramente: le recenti parole di Gerry Scotti, non sono solo una battuta infelice, ma lo specchio di un pregiudizio che distrugge la scuola.
Se l'insegnante di sostegno non è formato e lo fa solo come ripiego,( si pensi a tutti quelli che nella vita volevano fare altro e non ci sono riusciti e grazie al TFA aperto a tutti oggi si sentono specializzati) non è solo inutile.... è dannoso. In assenza di competenze pedagogiche e cliniche, il docente diventa un muro tra l'alunno e la classe. Senza formazione e motivazione, il rischio è che il bambino venga solo "assistito" e mai realmente "incluso". Il risultato? Il sostegno finisce per servire solo ad appiccicare un’etichetta indelebile, a giustificare l’esclusione didattica e a confermare il pregiudizio. Un insegnante che lo fa per ripiego non vede il bambino: vede solo il "caso" da gestire. E un bambino guardato solo attraverso la sua diagnosi è un bambino a cui stiamo rubando il futuro.
Smettiamola di accettare "quello che passa il convento". I nostri studenti meritano professionisti, non ripieghi.
Una battuta pronunciata durante una puntata de La Ruota della Fortuna, condotta da Gerry Scotti, ha riaperto un tema che da anni attraversa il sistema scolastico italiano: il ruolo e il riconoscimento degli insegnanti di sostegno. Nel corso della trasmissione, commentando il racconto di una docente,...