Tutto l'amore che ho

Tutto l'amore che ho Tutto l'amore che ho , poesie dettate direttamente dal cuore

Fingifintanto che tremo,piccolo pesce morenteappeso all'amodella tua bugia,emulo pendulauna poesia,sulla scia della nost...
07/12/2024

Fingi
fintanto che tremo,
piccolo pesce morente
appeso all'amo
della tua bugia,
emulo pendula
una poesia,
sulla scia della nostalgia,
incurante di questa mia agonia,
esorcizzando la noia della monotonia,
incanto una nenia.
Non si colora il tramonto
di un'altra fantasia,
stanotte piange il cielo
penuria d'armonia,
ancora una volta
prima di imparare a vivere
muoio,
tanto poi mi rialzo
piano piano,
e, forse, se Dio vuole,
somatizzo il dolore
nel pieno di un interno baccano
e lo descrivo
nella confusione di un testo
che nell'oscurità
mi turba il sonno
torturandomi il pensiero,
Regge bene l'urto
l'animo mio bambino,
s'appunta lo sbaglio sul cuore
e mesto prosegue
nel suo cammino
guardingo e diffidente
al passo del prossimo vicino,
attenta al lupo
che si nasconde
dietro a un agnellino,
con gli occhi fissi
a un orizzonte
ancora troppo lontano,
nel sogno che mi fugge di mano,
come una stupida spero,
anche se cede lo spirito battagliero
all'esca di un pescatore
fissa a un esile filo,
in fin dei conti
non sono che un luccio
che del mare ha perso l'impero,
rassegnato a un più crudele destino,
troverò il mio dominio,
volgare escremento tra le viscere dell'uomo

Mi siedo accanto a te mentre dipingi con minuzia il volto di Venere,le brune chiome, fiamme selvagge che fuse insieme, t...
06/12/2024

Mi siedo accanto a te mentre dipingi con minuzia il volto di Venere,
le brune chiome, fiamme selvagge che fuse insieme, travolgono ogni confine,
gli occhi, due pozzi neri, muto presagio di un fremito di passione,
con palpebre spalancate in un sussurro di primule,
che scioglie in miele il cupo mare di lacrime dell'iride
La bocca tutta un fiume di delizie, miete vittime,
audace e limpida, rossa di rose eppure candida,
non accetta l'offerta di nessuna svendita,
ma una replica di baci da prodigare all'anima poetica,
ma io...io, non ho altra rima da aggiungere,
nessun'altro annedoto da scrivere,
non sono io la tua Afrodite, la tua Venere,
vergine memore dei tuoi occhi mi struggo in un canto flebile,
sono un abisso di polvere e cenere in mezzo alle bufere
di un cattivo cielo invernale che non perdona il mio incedere
Mi insegneresti tu a vivere questo pesante esistere?
A nutrire di ogni tua carezza le nudità di un cuore mai stanco di insistere?
Mi dici da quali labbra apprendi il tuo fiorire libero all'amore?
Ché sono ingarbugliata in una notte senza congedi
e trovo soddisfazione nel cambiare i suoi arredi
smarrendomi tra le parole di cantanti e aedi,
inutilmente impantanata in una miriade di brividi,
se sono questo niente che dal tuo ciglio escludi,
l'inatteso che in silenzio deridi, come foglia caduta ai tuoi piedi
e non mi aiuterà l'idioma dell'esperienza,
non ho altri che te negli occhi e nel cuore,
icona che attenta alla pelle della mia innocenza
Non ho un rosario di nomi a celebrare del mio passo la grazia,
ho fame solo del tuo apparirmi innanzi in tutta la tua elegante avvenenza
Che vuoi che importi al mondo dell'essere mio così speciale?
Che vuoi che importi a me del non essere banale,
se volgi sempre il tuo sguardo altrove e accanto a me non ti impegni a camminare?
Se tutta questa trasparenza è un mare in cui non hai mai voglia di naufragare?
Mi insegni ad abbigliarmi di bellezza come un fiore,
così da farmi amare senza limiti e nessuna condizione,
di prepotenza e travolti dal fuoco della passione,
in un continuo suono di campane preludio di un florido fulgore?
Non dedicare ad altre queste mie parole,
eterea devozione al mio sentire che da altri non s'è mai lasciato affabulare
Ti prego, trasforma con la forza del tuo ardore e
la potenza del tuo dire, queste mie esili mani in ali,
atte a farmi fluire soave nell'atmosfera della tua storia,
a rendermi memoria di una perenne eternità e non dell'ennesima avventura,
che vermiglia l'azzurro dei nostri giorni futuri,
dirada via la pioggia su ormai trascorsi sentieri,
governa un'alba di fiordalisi e sempiterni desideri

Goccia a goccia canta la pioggia, calda l'estate  tra le tue braccia,cuore a cuore,  guancia a guancia.Guancia a guancia...
04/12/2024

Goccia a goccia canta la pioggia,
calda l'estate tra le tue braccia,
cuore a cuore, guancia a guancia.
Guancia a guancia, cuore a cuore,
passano le ore, si eclissano le parole,
nell'aria riecheggia il dolce suono
di un'emozione lontana e nuovamente
è primavera, mentre l'autunno
indossa il suo primo abito da gala
Pensa a una sera sola: la mia mano
che si accosta alla tua e timida la sfiora,
affiora l'amore e subito si fa storia,
di luce colora l'aurora , è flora e fauna
che innamora e ristora, rincuora la speme
che sfila fiera intorno alla raggiera
di una gioia futura e la sua voce
cantando poco a poco affina.
Ormai nudi gli occhi,sorridono
al non detto, sorridono perché
il non detto,in un attimo è respiro
che si trasforma in fatto e tu
sei la forma dei mie pensieri
che veste ogni mio passo
e abbraccia ogni mio tratto,
trema nel cuore,persiste d'abitudine,
perfora la pelle, sbrilluccica come stella
esplosa all'improvviso sul trono dell'atto.
Profuma d'anelito l'innocenza,
boccioli di carezze fioriscono
sul mio viso con eleganza,
in una danza di sussurri
che esaspera la paura
trasudando acquiescenza,
la castità si apre all'accoglienza
e non è più mancanza
ma vagito di rinascita,
germoglio di riconoscenza,
un afono grido nella scatola
di questa stanza

Se sei stella, con le tue cinque punte contundenti,rigami e feriscimi  questo lagnoso cielo!Sono stanca di sentirlo sing...
03/12/2024

Se sei stella, con le tue cinque punte contundenti,
rigami e feriscimi questo lagnoso cielo!
Sono stanca di sentirlo singhiozzare tutto il giorno invano,
mentre mestamente per le strade del centro cammino
avvolta nel gelo, sembra sempre inverno
e s'attarda a mostrarsi al mio sguardo
la magia di un sereno arcobaleno
dove pavoneggiandosi lieto spunta un gabbiano
Le sue lacrime cadendo piano sul mio volto bambino,
dalla mano han lavato via il destino
e chissà quando più lo ritrovo in futuro,
se riscopro nel mio palmo un vuoto cavo,
un profondo buco nero dentro il quale non allevo
che virgulti di speranza e a stento vivo,
ricoprendomi di un velo di pazienza già ormai vinta
da un nuovo dolo.
Di qual colpa debbo io chieder perdono a qualcuno?
Verso quale Santo rivolgere dovrei le mie preci
nell'attesa fiduciosa di un sincero condono ?
Luneggiare vorrei un paesaggio vispo e chiaro
avacciandosi la gora al mulino,
preparando un abbondante desco a un albore mattutino
profidioso tesoro di una veste di percalle
che vedo in chiaroscuro quando il pianto
si calma e il mare appare un vetro piano
che prevede dell'estate l'imminente arrivo
quando la volta celeste si dipinge d'avorio
Se sei un angelo, a quel punto, allora
insegnami il volo a cuor leggero,
nella notte tempestosa in mia difesa assumi
le veci di un faro se ignoro che oltre il nero
anche per me possa esserci un fato
di prospere bellezze non avaro,
portami in alto solo standomi vicino
e poi accosta al mio il tuo respiro
che dinnanzi a te io non parlo,
tutta tremo e a malapena sospiro,
stretta stretta nel vello di un ghiro
o lepidottero di uno striminzito impero,
unico e solo sovrano ,
contro innumeri improveri cospiro,
aspirando inutilmente il viro di un messaggio
da una sperduto regno zaffiro,
ma se con te , finalmente, mi libro lontano,
passa il brivido di paura e canto come un usignolo,
rinasce, così, fiero, un gesto puro
come lo sboccio spontaneo di un ciclamino
su un impervio incoltivato terreno,
ma io ti sfioro solo quando ti scrivo,
solo quando in due linee di versi
il tuo bel volto infilo e mi impressiono
al sapere innamorato di un' altra
la dolcezza del tuo pensiero,
se fosse in mio possesso
quel prezioso bene raro,
d'emblee dimenticherei
dei capricci del tempo
tutto l'amaro e più di una spilla
d'oro appuntata al petto l'avrei caro

TAUTOGRAMMA CON LETTERA "V"Vivimi vivisezionandomi voracemente,vincendo violandole vetuste virtù.Verso virginee vette , ...
02/12/2024

TAUTOGRAMMA CON LETTERA "V"

Vivimi vivisezionandomi voracemente,
vincendo violandole vetuste virtù.
Verso virginee vette , versificami!
Vedo viandanti vincoli vanificarmi,visitami !
Vorrei vederti volarmi vicino vigilandomi,
vertiginoso verzellino viaggiatore verso
vesperi viali, vegliami, vigorosamente
valutandomi vigna vibrante vita!
Vezzeggiami !Vetrosi villaggi vetrioleggianti vista
vilipendia vivacemente vestendoli,
versami verve vernale,volgiti verecondo vergogna,
verdeggiami verbo, variami vanto,
vienimi verbigrazia ventileggiandomi,
venerabili ventagli ventura,
venerando veniali voglie,
vellutata venere, velami vecchiaia,
vaticinami vastità, va****so vangelo varami !
Valoroso vampiro valicami vene, vendicami villanie!
Vagheggiami valenti vagiti,
vampeggiami vandalo vassallo ventricoli,
volteggiandomi variegati valzer,
veggenti vasti virgulti

LIPOGRAMMA SENZA LA LETTERA "V"

Abitami dissezionandomi bramoso,
piegando infrangendole canute moralità
In direzione di liliali sommità, poetami!
Scorgo legami nomadi mandarmi a monte,incontrami!
Abbisogno percepirti aleggiarmi contiguo tutelandomi,
impetuoso fringuellino migratore oltre crepuscolari sentieri,
proteggimi tenacemente, contemplandomi pergola palpitante linfa!
Accarezzami! Spenti paesaggi deturpanti lo sguardo
dileggia agghindandoli allegramente,
stillami l'estro degli albori,innalzati, castigato imbarazzo,
germogliandomi parole,cangiami il fiore all'occhiello,
approssimati , per esempio,arieggiandomi
una onorabile rosa di fortuna, concependo aerei capricci,
idolatrandomi calda Afrodite,adombrami l'autunno senile,
profetizzami spazio, in un fine dogma, presentami!
Dissanguatore audace squrciami la polla,
punisci le insolenze! Sospirami di animosi albori,
di ondate di calore balenami,barbaro segugio, il cuore,
piroettandomi nella policromia di un turbine
profeta di un'abbondanza di eredi

Proteggiamo le fondamenta della distanza nel nostro fragile appartenerci accanto,ma sogniamo nel profondo di non esserci...
02/12/2024

Proteggiamo le fondamenta della distanza
nel nostro fragile appartenerci accanto,
ma sogniamo nel profondo di non esserci
di mancanza ,camminando in riva al mare,
ubriachi non di vino, ma inondati
di una mai perduta speranza
e una luce negli occhi dolcemente danza,
poesia pura che scansa l'apparente lontananza,
l'amore occupa il posto vuoto lasciato dall'indifferenza,
un solo sorso di complicità è di già grazia,
la carezza di un'alleanza incurante di ogni differenza.
E i pensieri imbevuti di emozioni,
s'intessono con costanza in una parure di canzoni
Udiamo l'eco dei nostri cuori a nozze
e l'esultanza della pelle sotto una quiete cristallina di stelle.
L'universo è tutto raccolto in quel mancato abbraccio
che manderebbe alla deriva ciascun impaccio
imposto da una nostra scarsa capacità di coraggio
e scioglierebbe"all'intrasatta"ogni ghiaccio
che gela tra noi altre forme di conoscenza
ostacolando il risveglio del sentimento oltre il cambiamento,
ma nello spazio il calore di un canto avanza,
del richiamo della felicità sopraggiunge l'impazienza,
l'impertinenza di un desiderio brucia con forza,
sogna di poter tradurre in una comunanza di baci,
nella fatale unione di stomaci e toraci
in un accumulo di passione l'avvolgersi delle nostre voci
la pace dei sensi , la reincarnazione dello spirito libero
in un rovente crogiolo di solitudini e croci

Io ci credevo nella vertigine,nella spirale che muta in vortice,incanalare l'amore in un'eterna immagine,scombussolando ...
02/12/2024

Io ci credevo nella vertigine,
nella spirale che muta in vortice,
incanalare l'amore in un'eterna immagine,
scombussolando della vita le restanti pagine.
Spiegami, adesso, come ti posso raggiungere,
se il sogno è una cometa che non ha origine,
se la mia voce riduci in cenere,
quando tra noi ogni connessione è labile
e se ritieni una forma di crimine
mostrare a me l'essere tuo più invisibile.
Ogni confine diventa impossibile,
nell'arrestare parole sei abile
ed anche il cuore ormai si è fatto esile
se di un tuo abbraccio la pelle resta vergine,
non ho parole da imprestare al mio scrivere,
in nessun verso vedo la gioia rinascere,
la delusione distrugge il mio vivere.
Mi sono aperta in un modo così semplice,
ho superato il limite oltre il suo vertice,
non voglio che tu mi veda amaramente piangere,
è una voragine che non puoi comprendere,
un vizio che si dirama fin nelle mie propaggini,
ma io non posso sentirmi colpevole,
se mi rifiuto di ignorare questo fulmine,
se il canto in me ancora non è flebile,
se ancora bramo l'incanto che spezza ogni argine
e l'abitudine di un perenne turbine,
disgelo di questa turpe mia solitudine
Ora ti prego di non bloccarmi con la tua acredine,
non far cader sul nostro incontro la ruggine,
che questo spazio si riempia di virgole fino al suo culmine,
che nessun punto tra noi venga a farsi cardine.
Mettimi pure, se vuoi, in croce,
gettami intera in una fornace,
se mi ritieni di un peccato matrice,
sono una donna che quel che sente dice,
che scava a fondo , non si accontenta di guardarti in superfice,
negami gli occhi , renditi austero in bella cornice,
questo "ti amo" è una forza motrice,
mi rende martire ed insieme beatrice,
vittima e schiava, ma schiava felice !

Ho guardato una stella cadere,oscillare, senza saper andare.Era un sogno in esilio a morire,per la fretta di accadereSfu...
02/12/2024

Ho guardato una stella cadere,
oscillare, senza saper andare.
Era un sogno in esilio a morire,
per la fretta di accadere
Sfuggito alla tana degli occhi
ha rotto i tacchi che più in alto
lo facevano apparire.
Ho temuto vederlo sbranato dai falchi,
l'ho rinchiuso in arabeschi di cielo,
lontano dagli asfalti dei palchi,
dalla terra bagnata dei parchi,
dove entrano solo gli occhi di pochi,
di quei pochi che di luce non sono mai paghi
Prima di condannarlo all'ergastolo
di uno stato larvale,
prima di ammirarlo gelare o impolverire,
ho deciso di lasciarlo parlare,
di ascoltare il suo libero dire,
di strapparlo via alla bocca dei falchi,
di sottrarmi alla condizione degli eunuchi
e di stendere ai suoi piedi confini oltre gli archi,
che di fuori o di dentro non ci sono solo orchi,
che al destino sono inutili tutti questi blocchi
che il mio sguardo non è cieco come quello dei vecchi
e ogni giorno vede nuove melodie,
lance improvvide trafiggere i miei orecchi
Che c'è un posto anche per me, lassù, oltre il gelo,
il mio sogno non può esser velleità
che s'infrange contro un muro
"Il candore è nipote dell'ispirazione"
ed un verso si stende sul biancore
di una lucida, mai plagiata ragione
Resterò qui pronta ad aspettare
che poesia possa un giorno a me tornare,
per guardarla, effimera, sul mio foglio volare
e, finalmente, avvenire, dopo un così lungo bramare,
senza più alcun timore di morire,
senza più immaginare il suo sentire
nella fredda cella della solitudine
i suoi ultimi giorni vacuamente andare finire

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