06/08/2026
Ecco la vera reale dinamica dei fatti, l'intervento primario dei volontari e le gravi criticità emerse nei soccorsi e nella presenza dei dispositivi salvavita sul litorale.
I vertici dell'associazione "Le Fate di Arianna Onlus" rianimano l'uomo per oltre un'ora. Sanitari in ritardo e l'ombra dell'assenza di defibrillatori nei lidi vicini.
SCALEA (CS) – Un drammatico evento ha scosso la spiaggia libera di Scalea, dove un uomo di 67 anni, originario di Napoli, è stato colto da un improvviso e grave malore mentre si trovava in riva al mare a pescare. Nonostante i disperati tentativi di salvataggio, per l'uomo purtroppo non c'è stato nulla da fare. Tuttavia, la ricostruzione dettagliata dei fatti fa emergere una realtà ben diversa da quella inizialmente descritta dalle prime notizie di cronaca, mettendo in luce sia l'incredibile sforzo dei primi soccorritori sia gravi criticità nei tempi d'intervento e nella dotazione di dispositivi salvavita sul litorale.
A prestare i primissimi e fondamentali soccorsi all'uomo non sono stati nell'immediato i sanitari o le autorità, bensì il Presidente e il Vicepresidente dell'associazione "Le Fate di Arianna Onlus", Un ODV della provincia di Napoli, prontamente intervenuti non appena si sono resi conto della gravità della situazione. I due si sono spesi senza sosta per oltre un'ora, praticando ininterrottamente le manovre di rianimazione cardiopolmonare (CPR) e tentando di erogare le scariche necessarie con il defibrillatore nel disperato tentativo di riportare in vita l'uomo. Purtroppo non essendoci più febbrillazione il tentativo è stato invano.
A rendere la situazione ancora più drammatica e complessa sono stati i tempi di attesa dei mezzi di soccorso ufficiali: sia l'ambulanza del 118 che l'elisoccorso sono giunti sul posto dopo più di un'ora dalla chiamata di emergenza. In tutto questo lungo e angoscioso arco temporale, l'unica barriera tra la vita e la morte è stata rappresentata dalla determinazione, dalla preparazione e dallo sforzo esaustivo dei volontari dell'associazione, che non hanno mai smesso di rianimare la vittima.
La grave carenza di defibrillatori (DAE) nei lidi adiacenti
Un altro elemento di forte sdegno e riflessione riguarda il reperimento dello stesso defibrillatore. L'evento si è verificato su un tratto di spiaggia libera, ma nessuno dei lidi balneari situati nelle immediate vicinanze era dotato di un defibrillatore (DAE).
Per poter disporre del dispositivo salvavita, è stato necessario correre a recuperarlo fino a 5 lidi di distanza, percorrendo centinaia di metri preziosi mentre ogni secondo contava. Un fatto gravissimo se si considera l'importanza fondamentale della defibrillazione precoce in caso di arresto cardiaco e la necessità che le strutture balneari siano adeguatamente equipaggiate per far fronte alle emergenze.
Questo tragico episodio, pur essendosi concluso nel modo più triste per cause naturali, accende un faro sulle gravi carenze della catena dei soccorsi e sulla mancanza di presidi salvavita a portata di mano lungo il litorale. Resta l'encomiabile ed eroico gesto dei vertici de Le Fate di Arianna Onlus, che hanno lottato fino all'ultimo secondo per tentare un miracolo in condizioni di estrema difficoltà.
La vita umana è un dono sacro, inestimabile ed infinitamente prezioso, che abbiamo il dovere morale di preservare con ogni risorsa possibile. In situazioni di emergenza come un arresto cardiaco improvviso, i tempi tra la vita e la morte non si misurano in ore, ma in attimi, in secondi preziosissimi nei quali si decide un destino.
Ed è proprio in quei secondi decisivi che si è vista la prontezza di chi alla salvaguardia della vita ha dedicato la propria missione.
Con straordinaria abnegazione, tempestività e profonda umanità, i due si sono lanciati sul malcapitato avviando istantaneamente le manovre di rianimazione cardio-polmonare e battendosi per oltre un'ora ininterrottamente per tentare di strappare l'uomo alla morte.
Questo tragico fatto mette in risalto l'intenso, costante e straordinario lavoro portato avanti con passione dall'associazione "Le Fate di Arianna Onlus" di San Gennaro Vesuviano, che da più di 13 anni si occupa della diffusione delle manovre salvavita di primo soccorso e dell'uso del defibrillatore.
Il messaggio che l'associazione grida da oltre un decennio deve diventare la consapevolezza di una società intera: la formazione al primo soccorso non può restare un fatto isolato o facoltativo, ma deve essere di TUTTI.
Tutti i cittadini, gli operatori balneari, i gestori di locali pubblici, ma sopra tutto le Istituzioni devono obligatoriamente istituire la fomaziione obbligatoria alle istituzioni scolastiche, sia per il personale che per i discenti. essere formati e tutti gli spazi frequentati devono essere dotati di DAE.
Fornire a chiunque gli strumenti per intervenire immediatamente significa proteggere il bene più grande che possediamo. Perché di fronte a un'emergenza non si può attendere un'ora: occorre agire subito, nella profonda consapevolezza che la vita è un dono meraviglioso e che chi salva una vita, salva il mondo intero.