30/06/2026
"Fin dall'inizio, mi preoccupavo che l'utente si trovasse di fronte a questa realtà: non era al suo bisogno che potevo rispondere, ma alla sua domanda. Come dicevo prima, la risposta al bisogno sarebbe stata illusoria, avrebbe riproposto una situazione arcaica di indifferenziazione e di confusione. Avrebbe implicato una mia onnipotenza, una mia totale assunzione di responsabilità.
Avrebbe confermato il paziente in una posizione di impotenza, di dipendenza assoluta, lo avrebbe autorizzato a pretendere da me terapeuta, magicamente, quel benessere che, nella misura in cui era realisticamente possibile, solo a lui era dato di cercare e realizzare.
Presentando il suo bisogno, l’utente si presentava come oggetto di cura. Ma era la sua domanda a renderlo soggetto di fronte a un altro soggetto riconosciuto e accettato nella sua diversita.
Ma come richiedere all'utente di riconoscersi e differenziarsi, quando era proprio anche per un difetto più o meno grave di questa capacità che egli soffriva e chiedeva aiuto?
Toccava a me terapeuta pormi come tale. Toccava a me non rispondere al bisogno ma provocare una domanda.”
(Teoria clinica del Ruolo-Sergio Erba-Il setting siamo noi)