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Ephphatha A biblical term used by Jesus in the gospel of Mark 7:34, "OPEN UP". Such term will be a help to understand how to open up ones mind and heart to the faith

The objective of this page is to promote a knowledge which is so common to everyone but it's just taken for granted. There are many words that can bring us far from this world, words that can cause pains and hurts, brotherhood and unity, informations and ideas. Ephphatha, will help us to open up to what is something from within, so to bring us to the Path of Life.

“As they talked and discussed these things with each other, Jesus himself came up and walked along with them.” — Luke 24...
26/09/2026

“As they talked and discussed these things with each other, Jesus himself came up and walked along with them.” — Luke 24:15

This verse captures the profound beauty of Christian spirituality: a God who does not await humanity from a distant throne, but becomes a fellow traveler along our daily paths.

The disciples on the road to Emmaus walk lost, weighed down by disappointment and sorrow after the crucifixion; they are discussing what they cannot comprehend. It is precisely in that moment of failure and confusion that Jesus draws near.

What is remarkable is that He does not impose Himself with fanfare: He adapts to their pace, listens to their bitterness, and transforms their journey. Life is often made of steep climbs, doubts, and unresolved conversations.

Luke's Gospel reminds us that we are never alone in our searching or wandering. Even when our eyes are clouded by weariness and we fail to recognize Him, Christ walks beside us, ready to warm our hearts and illuminate every step with purpose.

When Jesus commands the demons to enter the herd of pigs, he isn't just performing a standard exorcism; he is staging a ...
01/07/2026

When Jesus commands the demons to enter the herd of pigs, he isn't just performing a standard exorcism; he is staging a highly symbolic, multi-layered drama that addresses the deepest spiritual, cultural, and political anxieties of the ancient world.

By allowing the unclean spirits to inhabit animals that his Jewish audience already viewed as the ultimate symbol of pagan defilement, Jesus creates a vivid externalization of internal rot, physically moving the invisible, polluting presence of evil out of a human being and trapping it within a vessel that matches its own corrupt nature. This act of redirection functions as a cosmic eviction notice, signaling that no space—even a pagan territory like the Decapolis—is beyond God's jurisdiction, but the true climax occurs when the herd violently rushes down the cliff into the sea.

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When Jesus commands the demons to enter the herd of pigs, he isn't just performing a standard exorcism; he is staging a highly s...

04/07/2025

Per motivi organizzativi, le mie riflessioni quotidiane saranno pubblicate sul mio profilo personale: Joel Tamiok. Se desideri continuare a seguire il cammino di ispirazione e spiritualità, ti invito a raggiungermi lì. Grazie di cuore per il vostro affetto e la vostra presenza.

Con Dess Ssa Vlogs - Ho appena ottenuto un riconoscimento come fan più attivo/a! 🎉
04/07/2025

Con Dess Ssa Vlogs - Ho appena ottenuto un riconoscimento come fan più attivo/a! 🎉

📖 Giorno 1 – La parola che sale a Te, SignoreVersetto guida: Salmo 5,3✨ MeditazioneOgni parola che pronunciamo ha un pes...
03/07/2025

📖 Giorno 1 – La parola che sale a Te, Signore
Versetto guida: Salmo 5,3

✨ Meditazione
Ogni parola che pronunciamo ha un peso, una direzione, un effetto. Ma quando la nostra parola si rivolge a Dio, essa sale. Sale come incenso, come offerta, come desiderio di comunione. Inizia questo cammino imparando a parlare a Dio prima di parlare al mondo. La lode è il primo respiro del cuore che si sveglia.

🙏 Preghiera del giorno
Signore, oggi voglio che la mia prima parola sia per Te. Ricevi la mia voce, anche se tremante, anche se stanca. Fa’ che ogni parola che esce dalla mia bocca sia profumata di lode, e che il mio cuore impari a salire verso di Te, come un canto che non si spegne. Amen.

🪔 Azione concreta
Prima di iniziare la giornata, pronuncia ad alta voce una parola di lode: “Grazie”, “Alleluia”, “Tu sei buono, Signore”. Fallo anche se non ne hai voglia. Fallo per allenare il cuore a salire.

Lo scopo di questo percorso di 30 giorni è imparare, passo dopo passo, a riscoprire la potenza della parola benedetta, e...
03/07/2025

Lo scopo di questo percorso di 30 giorni è imparare, passo dopo passo, a riscoprire la potenza della parola benedetta, entrando in un vero e proprio allenamento spirituale alla lode. Viviamo spesso immersi in parole di fretta, di reazione, di rabbia o stanchezza… e dimentichiamo che le parole che pronunciamo plasmano anche ciò che viviamo.

Come dice un antico principio biblico e sapienziale: “Sei ciò che dici”. Le parole hanno vita: possono costruire o distruggere, incoraggiare o ferire, illuminare o oscurare. Se impariamo a dire il bene, ad esprimere benedizione, gratitudine, lode – anche nei momenti difficili – saremo circondati dalla forza delle parole buone, che orientano i pensieri e purificano il cuore.

Ma se, al contrario, lasciamo che dalla nostra bocca escano parole amare, spinte dalla rabbia, dalla stanchezza o dal disincanto, possiamo attivare inconsapevolmente un meccanismo di auto-maledizione: iniziamo a vivere sotto il peso delle parole negative che pronunciamo, a vedere in noi e negli altri solo ciò che non va.

Per questo, ogni giorno di questo cammino sarà un passo verso una trasformazione interiore concreta: imparare a custodire la bocca, coltivare la lode, purificare la mente e lasciare che il cuore si riempia della verità di Dio. Sarà un percorso non solo di preghiera, ma anche di educazione spirituale alla parola, per imparare a parlare come parlerebbe Cristo, con misericordia, saggezza e potenza.

“Che nessuna parola cattiva esca dalla vostra bocca, ma piuttosto parole buone, che edificano secondo il bisogno, e giovino a quelli che ascoltano.” (Efesini 4,29)

Al termine di questi 30 giorni, il nostro modo di parlare – con noi stessi, con gli altri e con Dio – sarà diverso. E ciò che è cambiato nella parola, sarà cambiato anche nel cuore.

III. Capitolo - Elena, il potere della lode e il perdono che guarisceDurante il percorso difficile della malattia, Elena...
03/07/2025

III. Capitolo - Elena, il potere della lode e il perdono che guarisce

Durante il percorso difficile della malattia, Elena trovò nella preghiera di lode una forza straordinaria. Era un conforto che la sosteneva anche durante le lunghissime attese per le visite ospedaliere. Giorno dopo giorno, si sentiva rassicurata dall’amore di Gesù, soprattutto grazie al contatto profondo con la Parola: il Vangelo e la Bibbia divennero il suo nutrimento spirituale quotidiano.

Elena iniziò a tenere un diario spirituale, dove annotava i suoi sentimenti più intimi, le sue fragilità, e persino le parole che immaginava potessero venirle da Gesù nei momenti di dolore e stanchezza. Quel diario divenne uno spazio sacro, una conversazione viva con il Signore.

In quei momenti di debolezza, Elena non smise mai di amare Dio. Anzi, fu proprio nella sofferenza che scoprì una verità profonda: non è la sofferenza a definire l’uomo, ma la capacità di amare dentro e nonostante di essa. La preghiera non era più solo richiesta di guarigione, ma diventò adorazione e gratitudine: per la vita ricevuta, per la fede ritrovata, e per l’opportunità di sentire — forse per la prima volta — di appartenere a una famiglia.

Fin da piccola, Elena si era sentita invisibile agli occhi dei suoi fratelli e abbandonata dalla madre. Ma in quel tempo di malattia, trovò anche la forza di perdonare. Decise di andare a parlare con sua madre, Eleonora, una donna severa, chiusa nel suo dolore, incapace di mostrare emozioni. Eleonora, di fronte alla malattia della figlia, non riuscì a offrirle né consolazione né parole di conforto. Uno dei fratelli di Elena, colpito da tanta freddezza, esplose in un confronto acceso con la madre.

La tensione sfociò in una lite. Eleonora, sentendosi accusata, respinse i figli, li cacciò di casa, incapace di accettare rimproveri o riconoscere i propri errori. Per lei, solo i figli del secondo matrimonio sembravano contare davvero. Quelli del primo, tra cui Elena, erano rimasti nell’ombra, segnati da un silenzioso abbandono.

Eppure, anche in quella delusione, Elena reagì con amore. Insieme a suo fratello, uscì da quella casa carichi di dolore, ma trasformarono quel momento in lode. In macchina iniziarono a cantare canti spirituali, a pregare per la madre. Pregavano non per un cambiamento forzato, ma per una conversione del cuore, affinché il Signore le donasse pace, guarigione interiore e libertà.

Quella preghiera scatenò qualcosa di meraviglioso: una pace profonda calò nel cuore di Elena e del fratello, un amore che andava oltre le ferite del passato.

Passati alcuni mesi, durante nuovi controlli e analisi, Elena cominciò a migliorare anche fisicamente. La guarigione sembrava arrivare in modo misterioso, ma potente. E lei stessa riconobbe qual era stata la chiave: il perdono.

Il perdono donato con tutto il cuore a una madre che l'aveva abbandonata, fu il seme di una nuova guarigione — spirituale, emotiva e, forse, persino fisica.

II. Capitolo - La fede di Elena nella prova della malattiaQuando ad Elena venne diagnosticato un tumore al pancreas, la ...
03/07/2025

II. Capitolo - La fede di Elena nella prova della malattia
Quando ad Elena venne diagnosticato un tumore al pancreas, la notizia la colpì duramente. Scelse però di non condividerla subito con i suoi fratelli: non voleva farli soffrire né turbare la loro serenità. Cominciò ad affrontare questa difficile battaglia ritirandosi spesso in adorazione davanti al Santissimo Sacramento, nel tabernacolo dell’altare.

Conoscendo ormai l’amore dello Spirito Santo, Elena provava certamente timore della morte, ma ciò che la turbava di più era l’idea che i suoi fratelli potessero allontanarsi dalla fede, scandalizzati dalla sofferenza. E proprio in quel silenzio della preghiera, invocando lo Spirito Santo, ebbe una chiara percezione: quel momento di prova era, in realtà, un tempo di grazia. Se quella malattia era arrivata, forse era per toccare i cuori dei suoi fratelli, a cui finora non era riuscita a parlare pienamente dell'amore di Dio e di Gesù.

Così prese una decisione coraggiosa: affrontare apertamente l’argomento con i suoi fratelli e chiedere loro di accompagnarla nella preghiera. Voleva offrire loro un messaggio forte e autentico: Dio non toglie la sofferenza né la morte, ma attraverso la preghiera dà forza, speranza, senso.

Elena cercava di spiegare che si può morire con o senza tumore. La morte non è legata a una sentenza medica: tante persone malate vivono a lungo, mentre altre, sane, muoiono improvvisamente in incidenti o per altre cause. Quello che conta è vivere il tempo che ci è donato con consapevolezza e fede.

Poco a poco, grazie alla testimonianza di Elena, anche i suoi fratelli cominciarono ad aprire il cuore allo Spirito Santo. Scoprirono una nuova forza: quella che aiuta ad amare, ad apprezzare di più le persone care. E iniziarono ad amare di più anche la sorella, ancora viva, presente. Elena fu molto chiara:

“Se mi volete bene, dimostratelo ora. Non aspettate il mio funerale per piangere davanti alla mia bara. State vicino a me adesso. Ho bisogno del vostro amore ora.”

Quelle parole scossero profondamente i suoi fratelli. Per la prima volta compresero davvero il valore dell’amore fraterno e dell’essere presenti l’uno per l’altro. Erano sempre stati presi dalla routine – lavoro, casa, responsabilità – senza fermarsi mai a riflettere, neppure la domenica, il giorno del Signore.

Questa malattia, seppur dura, non fu solo un fardello: divenne uno strumento di grazia. Grazie ad essa, Elena riscoprì l’amore dei suoi fratelli, e i suoi fratelli trovarono una via per avvicinarsi alla fede.

Anche se il desiderio era che la sorella guarisse, Elena fu sempre chiara nel dire che Dio non fa favoritismi. Non è perché si prega che tutto va secondo i propri desideri, e non è perché altri sono morti che abbiano pregato meno. Il disegno di Dio va oltre la logica umana.

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