27/07/2026
Un torneo è fatto di classifiche. Un viaggio di ricordi.
Siamo tornati da Reggio Calabria con qualche bella soddisfazione bridgistica, ma sarebbe davvero riduttivo raccontare questo fine settimana parlando solo dei risultati.
Abbiamo giocato un bellissimo torneo a Gambarie, ci siamo confrontati con giocatori provenienti da altre realtà, abbiamo imparato qualcosa dagli altri e, speriamo, lasciato anche qualcosa di noi.
Ma soprattutto abbiamo vissuto il bridge nella sua dimensione più bella: quella che unisce le persone.
Un ringraziamento speciale va a Valeria e a tutti gli amici del Circolo Ditto di Reggio Calabria, che ci hanno accolto con una disponibilità e un calore che ci hanno fatto sentire a casa fin dal primo momento. È questo lo spirito che rende speciale il nostro gioco: la competizione resta ai tavoli, mentre fuori si costruiscono amicizie.
Ogni volta che un'associazione decide di uscire dalle proprie mura e affrontare un viaggio per partecipare a un torneo, succede qualcosa di importante.
Si scoprono modi diversi di interpretare il bridge, si incontrano scuole differenti, si osservano stili di gioco nuovi. È come guardare lo stesso paesaggio da un'altra finestra: cambia la prospettiva e, inevitabilmente, si cresce.
Ma c'è qualcosa di ancora più prezioso.
Si condividono chilometri, cene, passeggiate sul lungomare, fotografie sotto la luna, risate, racconti e quei momenti che non compariranno mai nelle classifiche finali e che, proprio per questo, resteranno impressi più a lungo nella memoria.
Il bridge è certamente tecnica, concentrazione e competizione. Ma è anche un meraviglioso strumento per creare relazioni.
Le mani finiscono. Le amicizie, se coltivate, continuano.
Credo che questo sia uno dei compiti più belli di un'associazione: non limitarsi a organizzare tornei, ma creare occasioni per vivere esperienze insieme, perché è fuori dal tavolo che spesso nasce quel senso di appartenenza che poi rende ancora più piacevole sedersi a giocare.
Grazie a tutti i compagni di viaggio per aver reso speciale questo weekend.
E grazie agli amici reggini per averci ricordato, ancora una volta, che il bridge parla una lingua universale: quella dell'ospitalità, della condivisione e della passione.
Alla prossima. Con le carte in mano... e con la stessa voglia di stare insieme.