12/01/2024
Il "Colombatto" chiama e l'"8 Marzo" risponde: No alla riforma degli istituti tecnici e professionali!
Volentieri condividiamo il comunicato dei colleghi e delle colleghe dell'IIS Colombatto di Torino, dove è stata respinta in collegio docenti la proposta di sperimentazione come è accaduto ieri nella nostra scuola!
Istituto alberghiero “Colombatto” di Torino, riflessioni sulla riforma della filiera degli istituti professionali e tecnici
Care colleghe e cari colleghi,
vorremmo condividere con voi le riflessioni e i passi fatti all’Istituto alberghiero “Colombatto” di Torino per quanto attiene alla riforma della filiera degli istituti professionali e tecnici.
Partiamo dall’inizio.
Durante le vacanze apprendiamo che è stato convocato per l’immediato rientro a scuola, un Collegio docenti straordinario che dovrà decidere in merito alla proposta di sperimentazione avanzata dal ministro Valditara.
Da più parti fra i docenti dell’Istituto – giungono richieste di maggiore informazione e approfondimento della questione.
A questo punto, dopo un veloce confronto tra i vari docenti Rsu e i componenti del Consiglio di Istituto, si decide di autoconvocare una riunione meet.
Una modalità, peraltro consolidata, che riscuote sempre larga adesione.
In un contesto del tutto informale vengono analizzate le diverse criticità e i limiti che la riforma imporrebbe. Particolare interesse suscita la notizia che il testo della riforma (qui in sperimentazione) risulta aver avuto parere negativo, il 7 dicembre 2023, dal Consiglio superiore della pubblica istruzione (Cspi).
Si rileva come, nel proporre la sperimentazione quadriennale nella scuola superiore:
1) il ministro abbia forzato la mano emanando un decreto con parere contrario del CPSI (consiglio superiore della pubblica istruzione), il che non è già una buona partenza;
2) si propone di contrarre il percorso scolastico in 4 anni mantenendo l'acquisizione delle stesse competenze del quinquennio (!)
3) non si chiarisce in nessun punto quale sarebbe il percorso dei disabili
4) si prevede l'inserimento nella scuola di soggetti privati provenienti dal mondo del lavoro che interverranno nella progettazione dell’offerta formativa scolastica
5) non si garantisce che il quadro orario delle singole discipline venga mantenuto
6) l'offerta formativa verrà concordata con le esigenze del territorio per cui non esisterà più un curricolo nazionale (notevole disparità tra le diverse regioni)
7) potranno essere fatti contratti con esperti del mondo del lavoro che effettueranno ore di insegnamento;
8) nel momento in cui delle classi concludessero il loro percorso al quarto anno avremmo una forte contrazione degli iscritti che porterebbe ad un’ulteriore riduzione delle cattedre.
È stupefacente che si pensi di arrivare a un cambiamento così radicale senza un confronto con chi vive la scuola tutti i giorni e soprattutto che si chieda ai singoli istituti di fare una scelta in merito.
Ragion per cui il destino della proposta era già segnato.
Il condividere queste riflessioni con i colleghi vuole essere un appello all’autorganizzazione e alla solidarietà trasversale.
“Se qualcuno dovesse chiedermi, come filosofa, che cosa si dovrebbe imparare al liceo, risponderei: “prima di tutto, solo cose “inutili”, greco antico, latino, matematica pura e filosofia. Tutto quello che è inutile nella vita”. Il bello è che così, all'età di 18 anni, si ha un bagaglio di sapere inutile con cui si può fare tutto. Mentre col sapere utile si possono fare solo piccole cose”
Agnes Heller