24/08/2026
Wendy Uba è il nome che l’autrice ha scelto per raccontare la sua storia. Una storia già sentita, quella di migliaia di donne africane, portate in Italia da uno sponsor, con la promessa di un futuro migliore. Promessa che si rivela poi essere un incubo, tra prostituzione, criminalità e debiti da ripagare, e che, in prima persona, Wendy ha affrontato e sconfitto. In questo racconto realistico e toccante, assistiamo come in un romanzo di formazione all’evoluzione della protagonista dall’infanzia all’età adulta, scoprendo il coraggio e la voglia di riscattarsi e di superare il trauma della terribile esperienza vissuta.
📘 Uba, Wendy e Monzini, Paola. Il mio nome non è Wendy. GLF editori Laterza, Roma, 2007.
Questo libro è disponibile per il prestito su Minerva a partire da settembre. 🦉
🚨La nostra biblioteca sarà chiusa dal 3 al 28 agosto; le prenotazioni dal catalogo riprendono il 27 agosto.
13/08/2026
La oggi ci porta in Cina, all'Opera di Pechino. Si tratta di una delle forme teatrali orientali più note al mondo, nata alla fine del XVIII secolo e caratterizzata da ricchezza di costumi, performance che superano il canto ed il ballo, acrobazie e recitazioni che esaltano la storia dell'arte drammatica cinese. 🇨🇳
Nella nostra Biblioteca custodiamo una serie di libri attraverso i quali potrete scoprirne la storia e le particolarità. Tra questi, disponibili per consultazione a partire da settembre:
📘 Pisu, Renata, et al. L’Opera di Pechino. A. Mondadori, Milano, 1982.
📘 Mayer, Fred. , and Werle-Burger, Helga. , and Roy, Claude. , Gamard, Jean. �L'�opéra chinois [Paris] Denoël, 1982.
Per approfondimenti sulle particolari pitture facciali utilizzate nelle messe in scena:
📘 Menglin, Chao, et al. Peking Opera Painted Faces : With Notes on 200 Operas. Beijing, Morning glory, 1992.
🚨 La nostra biblioteca sarà chiusa dal 3 al 28 agosto.
04/08/2026
oggi vi porta…al cinema! 🎥
Il nostro studente collaboratore Paolo Juan, che studia inglese e tedesco, ha approfondito alcune tematiche legate alla storia europea del secondo dopoguerra e ha scelto per voi il film del 2015 Land of Mine – Sotto la sabbia (titolo originale Land of Mine – Under Sandet) del regista danese Martin Zandliviet.
La trama si ispira a fatti realmente accaduti in Danimarca poche settimane dopo la fine della Seconda guerra mondiale, nella primavera del 1945. In quel periodo, migliaia di soldati tedeschi furono costretti dagli Alleati a partecipare alle operazioni di bonifica e ricostruzione per rimediare, almeno in parte, ai danni causati dalla Germania nazista ormai sconfitta.
Il regista Martin Zandvliet concentra però l'attenzione su quanto avvenne lungo le spiagge della costa nord-occidentale danese affacciate sul Mare del Nord, che i tedeschi avevano disseminato di mine nel timore di uno sbarco alleato. Nel film seguiamo le vicende di quattordici giovani soldati tedeschi, perlopiù adolescenti e privi di esperienza, impauriti, affamati e provati dalla guerra, costretti a individuare e disinnescare le mine nascoste sotto la sabbia. Solo quattro di loro riusciranno a sopravvivere a questa missione estremamente pericolosa.
Per chi volesse sapere di più su questo fatto storico, su Minerva potete consultare l’ebook: Marianne Stecher-Hansen, Nordic war stories : World War II as history, fiction, media, and memory, New York, Oxford: Berghahn, 2021 📘
Ringraziamo .giuffre_99 per aver condiviso con noi questo film interessante 😊 Fateci sapere nei commenti le vostre impressioni! 💬
31/07/2026
Buone vacanze dalla vostra biblioteca! ☺️
28/07/2026
Con Jorge, nostro studente collaboratore, andiamo in Perù per conoscere la storia della comunità Nikkei, formata dai discendenti degli immigrati giapponesi che vivono nel Paese da oltre cent’anni.
Un percorso fatto di incontri, sfide e integrazione che ha lasciato un segno profondo nella storia e nella cultura peruviana.
Se siete curiosi di approfondire la storia di questa comunità, su Minerva potrete trovare questo ebook:
Ross, Douglas E., and Koji Lau-Ozawa. Charting the Emerging Field of Japanese Diaspora Archaeology. First edition., Springer Nature Singapore Pte Ltd, 2023, https://doi.org/10.1007/978-981-99-1129-5.
Ringraziamo Jorge per questo interessante post!
24/07/2026
“Bias effetto alone” (o Halo effect)
💭 “Questo libro ha una copertina strana… quindi non sarà serio.”
Ti è mai capitato di pensarlo?
Succede più spesso di quanto credi — ed è colpa del “bias effetto alone”.
👉 È quel meccanismo mentale che ti porta a giudicare oggetti e persone partendo da un solo e unico aspetto: una copertina, un titolo, un’immagine, un dettaglio estetico … e la tua mente decide tutto il resto.
🎓 In università questo bias può ingannarti e influenzare le tue opinioni:
- sottovaluti un testo solo perché “non ti ispira”
- scegli solo libri con copertine “belle da vedere” e con titoli accattivanti
⚠️ Ma attenzione: un singolo elemento non racconta mai tutto e riconoscere questo meccanismo aiuta a sviluppare un approccio più consapevole alla scelta delle fonti, alla lettura critica e alla costruzione del proprio metodo di studio.
Open your mind.
✨ Micro-tip per evitarlo:
Prima di giudicare, chiediti:
👉 “Sto valutando davvero il contenuto del testo, analizzando anche l’indice e l’abstract… o mi sto basando solo sull’impressione estetica?”.
Per approfondire: Talamas, Sean N., et al. “Blinded by Beauty: Attractiveness Bias and Accurate Perceptions of Academic Performance.” PloS One [United States], vol. 11, no. 2, February 2016, pp. e0148284–e0148284,
[Image by AI]
.scienzepolitiche.unimi
22/07/2026
Vi è mai capitato di passeggiare in città, e perdervi nei vostri pensieri, mentre vi godete il paesaggio?
Pierre-Auguste Renoir ha immortalato proprio questa magia nel suo dipinto Les Grands Boulevards, trasformando una passeggiata parigina in pura poesia visiva.
🖌🎨
Dimenticate la destinazione. Seguite una strada qualsiasi, lasciatevi attirare da un dettaglio, da una luce, da un profumo. Flâner è l’arte di vagabondare con lentezza, trasformando una semplice passeggiata in un viaggio di scoperta.
[Immagine: Les Grands Boulevards, dipinto a olio su tela del 1875, conservata presso il Philadelphia Museum of Art a Filadelfia, Pennsylvania, USA.]
Per approfondire il tema, vi consigliamo questo libro, disponibile nel nostro catalogo Minerva 🦉 :
Ulf Peter Hallberg, Lo sguardo del flaneur, Milano : Iperborea, 2002📖
20/07/2026
Con piacere, condividiamo!
👇👇👇😊
15/07/2026
Dal 2006 al 2016 il rap italiano è sbarcato nel mainstream in un paese come il nostro, spesso tradizionalista e restio ai cambiamenti. Con Clementino, Fabri Fibra e Marracash il genere è uscito dai circuiti underground per approdare al grande pubblico. Dietro a questi artisti c’è il nome di una donna capace di interpretare le regole di un gioco fatto prevalentemente da uomini: Paola Zukar. “Rap” vuole essere una specie di backstage di quello che è successo alla scena in questi vitali ultimi anni ripartendo proprio dal 2016, anno epico in cui la prima versione del libro fermava il suo racconto, anno in cui uscirono dischi importantissimi per l’affermazione della trap e del rap, quel 2016 che viene già considerato un anno magico e nostalgico dai più giovani, l’anno nel quale hanno cercato e trovato uno spazio a fianco di ciò che c’era già prima. In questo libro si ripercorre l’esperienza personale di Paola alla guida della sua agenzia, la Big Picture Management, e il percorso umano e artistico che l’ha portata a trasformare la sua passione in una professione.
Zukar, P. Rap : una storia italiana. Nuova ed. aggiornata. Milano: Baldini+Castoldi, 2021.
Se questo libro ti incuriosisce, bastano pochi click per prenotarlo tramite il nostro catalogo Minerva 🦉!
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