11/09/2022
Che bella storia.
Emozionante e bellissima storia...
“Volevo fare il missionario, ho finito per fare il preside di un liceo. Alla fine non sono due cose così diverse.
Il segreto per dirigere una scuola che funzioni? Far rispettare l’articolo 3 della Costituzione: tutti devono essere cittadini liberi, attivi e critici.
La mia scuola è sempre aperta, anche al termine dell’orario, senza che ci sia una vigilanza dell’adulto.
Gli alunni possono restare per studiare, mangiare la pizza, incontrare altri compagni. La scuola deve far diventare tutti attori, e non spettatori. Significa far sentire i ragazzi protagonisti.
Ho messo l’ufficio di presidenza vicino alle macchinette del caffé, nel posto più incasinato della scuola: dà l’idea di una comunità.
C’è il gruppo dei volontari, ci sono gli alunni che puliscono il cortile, quelli che raccolgono cibo per le associazioni equo solidali.
I miei studenti ci tengono alla loro “casa”. La ridipingono, la abbelliscono con opere d’arte. Una classe non può essere gelida, non può aver muri bianchi ospedalieri.
La scuola non è una catena di montaggio dove si ammonticchiano saperi sconnessi. È un mondo che va capito e trasformato.
Da noi il telefonino è uno strumento didattico, sarebbe una cavolata vietarlo. Non c’è dress code, perché esiste una forma di rispetto reciproco”.
Lui è Aluisi Tosolini, preside del Liceo scientifico musicale e sportivo “Attilio Bertolucci” di Parma, scuola che ha fondato e fatto in modo che diventasse un luogo creativo, aperto al dialogo e al confronto, dove gli studenti si sentano protagonisti.
Il primo settembre andrà in pensione, nei giorni scorsi gli studenti hanno organizzato una festa a sorpresa in suo onore.
Gli hanno regalato un piccolo ulivo e hanno composto dei cartelloni con una frase di Nietzsche: “Occorre avere molto caos dentro di sé per avere una stella che danza”.
A un certo punto hanno iniziato a urlare “Capitano, mio capitano”, come nel film L’attimo fuggente, e qui il preside Tosolini, non è riuscito a trattenere le lacrime...
Storie degli altri
Carmelo Abbate