Istituto Ascolto

Istituto Ascolto La nostra mission è quella di diffondere la consapevolezza sulle difficoltà di elaborazione uditiva (CAPD), relative cause e possibilità di intervento.

Al Istituto Ascolto ci occupiamo di screening, intervento e formazione per disturbi del linguaggio del apprendimento e comportamentali causati o in qualche modo influenzati da un disturbo centrale della elaborazione uditiva.

Sviluppo della Stimolazione Uditiva Individualizzata di Johansen (Johansen IAS - Italia )
11/09/2025

Sviluppo della Stimolazione Uditiva Individualizzata di Johansen (Johansen IAS - Italia )

Primo giorno della riunione internazionale di Responsabili nazionali JIAS a Bornholm (Danimarca).
Iniziamo tre giorni di condivisione e discusioni tecniche e cliniche per migliorare la nostra proposta e puntare sempre a migliori standard clinici.
Grande lavoro di preparazione durato mesi da parte di tutti che sta cristalizzando in ottime scelte e passi avanti!

La Musica è un esercizio segreto di aritmetica dell'Anima, che conta senza saperlo." (G.W.Leibniz)Siamo spesso talmente ...
17/06/2024

La Musica è un esercizio segreto di aritmetica dell'Anima, che conta senza saperlo." (G.W.Leibniz)

Siamo spesso talmente trasportati dalla emotività che ci trasmette, che ci scordiamo che la musica prima di tutto ha una componente fisica. Invece è affascinante cercare di comprendere come la musica interagisce con il cervello e come produce sviluppo. Oggi abbiamo tante ricerche che approfondiscono questo aspetto, ma anche i filosofi antichi eranno consapevoli di questa connessione.

Ascoltare la musica, ma anche farla, ha un effetto sulla attività del sistema nervoso centrale. Un gruppo di ricercatori...
12/09/2023

Ascoltare la musica, ma anche farla, ha un effetto sulla attività del sistema nervoso centrale.

Un gruppo di ricercatori della McGill University studia la sincronizzazione interpersonale nell'esecuzione musicale

Sappiamo che la musica è un’esperienza collettiva che unisce le persone. Dall'esecuzione orchestrale al battito delle mani del pubblico, la sincronizzazione getta le basi per tutte le interazioni musicali. Ma cosa spiega la nostra capacità di entrare in sintonia con qualcuno o di agire di pari passo con un gruppo?
Per trovare risposte, la professoressa Caroline Palmer della McGill University e il suo collega professor Alexander Demos dell’Università dell’Illinois a Chicago stanno usando la matematica e la teoria sociale per capire meglio come i musicisti sincronizzano la loro produzione musicale in gruppi. Il loro studio, "Le dinamiche sociali e non lineari si uniscono: sincronia di gruppi musicali", è stato pubblicato su Trends in Cognitive Sciences.

https://medicalxpress.com/news/2023-09-interpersonal-synchronization-music.html

Manolo Dominguez Neurosviluppo.it

Music is a collective experience that binds people together. From orchestral play to audiences handclapping, synchronization lays the foundation for all musical interactions. But what explains our ability to get in sync with someone or act in lock step with a group?

La ricerca attuale non si chiede SE l'ascolto di determinate stimolazioni uditive abbia un effetto sul Sistema Nervoso, ...
01/09/2023

La ricerca attuale non si chiede SE l'ascolto di determinate stimolazioni uditive abbia un effetto sul Sistema Nervoso, ma piuttosto quali siano i meccanismi coinvolti, alcuni di loro nascosti in opere d'arte sviluppate senza consapevolezza.
La Sonata per due pianoforti in re maggiore, K. 448, è un'opera composta da Wolfgang Amadeus Mozart nel 1781, quando aveva 25 anni, e alcuni ricercatori hanno scoperto che il "tempo" originale di questo brano, sia la chiave dei suoi effetti sulla attività elettrica del cervello e in questo caso sugli episodi epilettici. Nella stimolazione uditiva, la musica viene creata o modificata appositamente per ottenere questi effetti, la genialità di Mozart è stata quella di creare già a fine del 1700 musica che sincronizza le onde cerebrali.

Abbiamo tradotto per voi il abstract dello studio che è disponibile completo (OpenAccess) nel link di riferimento. Trovate entrambi nel nostro sito.
http://www.istitutoascolto.it/2023/09/01/effetti-elettroencefalografici-della-stimolazione-uditiva/

Se sei curioso puoi ascoltare il brano dal link sempre sul sito o sul QRcode.

Gli interventi di stimolazione uditiva possono essere utili non solo nelle condizioni di difficoltà di apprendimento e r...
31/05/2023

Gli interventi di stimolazione uditiva possono essere utili non solo nelle condizioni di difficoltà di apprendimento e ritardi del neurosviluppo, ma anche in situazioni di deterioro cognitivo relativo alla età. Abbiamo molte esperienze cliniche al riguardo, ora anche diversi livelli di ricerca stanno approfondendo i meccanismi coinvolti.

Music-Based Interventions for Brain Disorders of Aging

Brain disorders could potentially be treated with music-based interventions (MBIs).

NIH is promoting rigorously designed, well-powered MBI clinical trials to evaluate the role music in human brain diseases. NIH along with other groups have created a NIH MBI Toolkit for research on music and health across the lifespan.

The Toolkit defines the building blocks of MBIs and NIH-funded studies are strongly recommended to utilize the guiding principles in the Toolkit.

https://n.neurology.org/content/100/18/868
http://sciencemission.com/site/index.php?page=news&type=view&id=publications%2Fhow-apoe4-and&filter=22

Ogni suono, e così anche ogni fonema, può essere rappresentato per un onda che segue i cambiamenti nella pressione e che...
19/09/2022

Ogni suono, e così anche ogni fonema, può essere rappresentato per un onda che segue i cambiamenti nella pressione e che è ciò che il nostro cervello riceve in realtà.

Qui sono rappresentati in immagini in 2d quelli riconducibili all'alfabeto inglese.

Tanto bello quanto complesso e ci dà una idea di quanto complesso sia per il nostro cervello elaborare i suoni del linguaggio.

Un compito che va al di là della percezione e che spesso può essere inefficiente in alcune situazioni di disturbi del neurosvilupo, non solo in diagnosi gravi come spettro autistico o sindromi genetiche, ma anche nei disturbi dell'apprendimento.

Guardato così, non è tanto strano poter sentire "fischi" per "fiaschi".

Sul numero di ottobre del 2020 della rivista "Neuropsicologia" è stato publicato un piccolo studio che approfondisce qua...
18/05/2022

Sul numero di ottobre del 2020 della rivista "Neuropsicologia" è stato publicato un piccolo studio che approfondisce qualche aspetto della elaborazione degli stimoli uditivi in adulti con Dislessia. Nella nostra esperienza, merita la pena approfondire le capacità del nostro cervello di processare gli stimoli uditivi nei casi di difficoltà di questo tipo.

Traduzione del Abstract del articolo
La dislessia evolutiva (DD) è una condizione ereditaria associata a deficit di lettura, visivi e uditivi. Sono stati implicati processi atipici coinvolti nella codifica sensoriale a basso livello. Abbiamo testato il contributo della funzione magnocellulare uditiva utilizzando un compito comportamentale che considerava la differenza temporale tra coppie di toni sinusoidali identici. Gli studenti universitari adulti con una diagnosi esistente di DD (n = 78) sono stati confrontati con i controlli (n = 111) della stessa popolazione sui tassi di errore e sui tempi di risposta in intervalli di diversa durata. I tassi di errore e i tempi di risposta sono aumentati in entrambi i gruppi in corrospondenza alla crescente difficoltà del compito. Tuttavia, in media, il gruppo DD ha commesso uniformemente più errori e ha presentato decisioni più lente rispetto ai controlli. L'apprendimento senza supervisione dei modelli di errore ha messo in luce un continuum di tratti associato a differenze individuali nell'efficienza della risposta. Si suggerisce che nella Dislessia Evolutiva ci sia una difficoltà nell'utilizzo delle informazioni temporali derivanti da una codifica sensoriale alterata nel talamo uditivo. I risultati forniscono un forte supporto all'idea che le difficoltà di elaborazione uditiva nella dislessia, insieme ai deficit visivi e sensomotori, abbiano una eziologia comune nello sviluppo neurologico.

Quando il cervello passa da "sentire" ad "ascoltare"dall'Università di BasileaCosa succede nel cervello quando il sempli...
15/12/2021

Quando il cervello passa da "sentire" ad "ascoltare"
dall'Università di Basilea

Cosa succede nel cervello quando il semplice sentire diventa ascolto? Per rispondere a questa domanda, i ricercatori dell'Università di Basilea hanno tracciato l'impronta digitale neuronale dei due tipi di elaborazione udivita nel cervello del topo.
È intuitivamente chiaro che c'è differenza tra udito passivo e ascolto attivo. L'attenzione e lo stato animico, ma anche il movimento, giocano un ruolo nel modo in cui avviene l'elaborazione del suono nel cervello. I neuroscienziati la professoressa Tania Rinaldi Barkat e la dottoressa Gioia De Franceschi del Dipartimento di Biomedicina dell'Università di Basilea hanno fornito un resoconto accurato di ciò che accade in questo processo sulla rivista Cell Reports.

Per questo, migliorare le abilità di elaborazione centrale uditiva è uno strumento utilissimo per aiutare le difficoltà di apprendimento di alcuni bambini, che non hanno sviluppato adeguatamente queste abilità.

http://www.istitutoascolto.it/2020/05/26/ritardo-nella-elaborazione-uditiva-e-sviluppo-del-linguaggio/Uno dei sottotipi ...
26/05/2020

http://www.istitutoascolto.it/2020/05/26/ritardo-nella-elaborazione-uditiva-e-sviluppo-del-linguaggio/

Uno dei sottotipi del Disturbo Centrale della Elaborazione Uditiva (Centra Auditory Processing Dissorder – CAPD) è quello nel quale le difficoltà sono determinate dalla componente temporale, ovvero come il cervello elabora, interpreta e sistematizza gli aspetti legati alla sequenza e tempistica dei diversi suoni che compongono un fonema, una parola, uno stimolo qualsiasi.

Nonostante i bambini nello spettro autistico non verbali o con minimo sviluppo del linguaggio orale rappresentino circa il 25 / 30 per cento del totale della popolazione autistica, non essistono molti studi incentrati in questo specifico gruppo e nelle sue particolarità o necessità.

In questo studio del 2019, è stata utilizzata la MEG (magneoencefalografia) per misurare la risposta della corteccia uditiva in 105 partecipanti fra 8 e 12 anni divisi in tre gruppi: il primo bambini autistici non verbali, nel secondo bambini nello spettro con abilità cognitive nella norma e linguaggio verbale sviluppato, e il terzo bambini a sviluppo tipico. I risultati hanno confermato che il ritardo nella risposta uditiva era maggiore nei bambini con maggiori difficoltà nei test specifici di linguaggio. La conclusione per i ricercatori è che la misurazione della attività corticale relativa alla elaborazione uditiva può diventare un indicatore obiettivo delle difficoltà di linguaggio nel autismo.
Per questo motivo, è fondamentale concentrarci nella valutazione delle competenze uditive e nel suo sviluppo attraverso le diverse tecniche a disposizione, se vogliamo ottenere risultati significativi nelle competenze del linguaggio, che spesso vengono considerate limitatamente alla sfera cognitiva.


Roberts, T.P.L., Matsuzaki, J., Blaskey, L. et al. Delayed M50/M100 evoked response component latency in minimally verbal/nonverbal children who have autism spectrum disorder. Molecular Autism 10, 34 (2019). https://doi.org/10.1186/s13229-019-0283-3

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