17/02/2026
Per i miei alunni
Quella di San Francesco e l’agnellino è una delle storie più toccanti dei Fioretti e delle biografie scritte da Tommaso da Celano.
Rappresenta perfettamente la sua visione del mondo: per Francesco, ogni creatura non era solo "natura", ma un fratello o una sorella che rifletteva l'innocenza di Cristo.
Ecco il racconto della leggenda, tramandata come un fatto realmente accaduto durante i suoi viaggi.
Il Sacrificio del Mantello
Si narra che un giorno, mentre attraversava la Marca d'Ancona insieme a fra Paolo, Francesco incontrò un pastore che conduceva al mercato un agnellino nero, circondato da un gregge di capre e becchi.
Vedendo l'agnellino così solo e mansueto in mezzo a quegli animali più irrequieti, Francesco si commosse profondamente. Disse al compagno:
"Vedi questo agnellino? Mi ricorda la dolcezza e l'umiltà di Nostro Signore Gesù Cristo, che si lasciò condurre al macello per noi."
Il Baratto
Preso dalla compassione, Francesco chiese al pastore cosa ne avrebbe fatto dell'animale. Il pastore rispose che lo portava al macello per venderne la carne.
A quelle parole, il Santo non poté resistere.
Tuttavia, Francesco non aveva denaro. L'unica cosa che possedeva era la sua povera tonaca (o secondo alcune versioni, un mantello che gli era stato appena donato per ripararsi dal freddo).
Senza esitazione, offrì il suo indumento al pastore in cambio della vita dell'agnello.
Il pastore, vedendo il valore di quel panno rispetto a un solo agnellino, accettò lo scambio. Francesco prese la creatura tra le braccia, la rincuorò e proseguì il cammino, felice di aver "riscattato" quella vita.
Il "Lieto Fine" a Osimo
La storia non finisce con il baratto. Francesco portò l'agnello con sé fino alla città di Osimo. Lì incontrò delle monache e, non potendo tenere l'animale con sé nel suo peregrinare, lo affidò a loro raccomandando di trattarlo con ogni cura.
Si dice che l'agnellino, quasi riconoscente, vivesse nel chiostro seguendo le suore durante le preghiere e che, una volta tosato, la sua lana venisse usata per tessere una tonaca mandata proprio a Francesco, chiudendo così un cerchio di reciproca gratitudine.
Perché è un simbolo importante?
L'innocenza: L'agnello rappresenta la vittima sacrificale, colui che soffre senza colpa.
La povertà assoluta: Francesco dimostra che chi non ha nulla ha comunque "tutto" da dare se agisce con amore.
L'ecologia integrale: Per lui, salvare un animale non era un gesto sentimentale, ma un atto di giustizia verso il Creato.