19/07/2026
LE ARTI MARZIALI SONO “AUTO-CONOSCENZA”
Sotto il profilo mentale, tutte le arti marziali tradizionali si prefiggono di rendere la mente più quieta ed anche più acuta, pertanto di raggiungere una più chiara consapevolezza anche di ciò che agita incessantemente l'animo del praticante.
La pratica, però, non prepara “di per sé” ad affrontare le sfide emotive che l’esistenza impone. Lo fa soltanto se l’osservazione del corpo e della mente viene poi mantenuta non soltanto quando ci si esercita, ma anche in ogni momento dell’esistenza quotidiana.
Le arti marziali sono volte a cogliere l’ISTANTE e insegnano come “fermarsi alla percezione” del reale, impedendo a questa percezione di scatenare una catena emotiva incontrollata che dalla percezione passi alla sensazione (piacevole, spiacevole o neutra), per poi diventare un'emozione che ci può condurre, più o meno inconsapevolmente, a uno stato di tristezza o di esaltazione, di rabbia o di frustrazione...
Attraverso una pratica corretta e consapevole delle arti marziali si esplora quindi una reale auto-conoscenza.
Nel Taiji la conoscenza di sé viene perseguita attraverso l’attenzione ininterrotta verso la postura, il rilassamento, il respiro, la morbidezza e la fluidità del corpo in movimento...
Perché solo attraverso questo continuo ASCOLTO il praticante può riuscire a raggiungere una maggiore consapevolezza di sé, dello spazio in cui agisce (da solo e nell'interazione con la forza altrui), del fluire del tempo, istante dopo istante, gestendo al meglio il flusso ininterrotto di ciò che si muove dentro la propria sfera fisica, mentale ed energetica.