Accademia dei Gelati in Scanno

Accademia dei Gelati in Scanno Istituzione culturale fondata a Scanno (AQ) nel XVII sec.

Dal 1563 al 1791 Scanno fu infeudata ai Principi D'Afflitto. Oltre ad essere il periodo più lungo del governo di un feud...
28/10/2025

Dal 1563 al 1791 Scanno fu infeudata ai Principi D'Afflitto. Oltre ad essere il periodo più lungo del governo di un feudatario, fu anche il periodo più difficile per gli Scannesi. Infatti, ogni progresso politico ed economico fu costellato da liti giudiziarie tra feudatario e cittadini.
Si vuole che Sant'Eustachio fu scelto come Protettore proprio dai D'Afflitto che facevano risalire le origini del casato al generale romano Placido, vissuto ai tempi di Traiano (II° secolo), poi divenuto Sant'Eustachio perché convertito al Cristianesimo e martirizzato.
La leggenda vuole, invece, che Sant'Eustachio fu eletto come Patrono dagli scannesi dopo un evento miracoloso.
Scanno era assediato da pericolosi banditi che impedivano a chiunque di entrare ed uscire dal paese. Quando l'assedio si fece più strigente una sera dai tetti del paese assediato apparve l'immagine di Sant'Eustachio. Nel vedere quel possente Generale i briganti immaginarono che ci fossero molti militari al suo comando e che non l'avrebbero spuntata in caso di attacco. Fu così che si diedero alla fuga e liberarono Scanno dall'assedio.
Come vedete sia una versione che l'altra hanno necessità di una verifica storica.

Nei piccoli paesi come nei centri urbani un po’ più grandi originariamente non esistevano i bagni. Solo negli ultimi sec...
27/10/2025

Nei piccoli paesi come nei centri urbani un po’ più grandi originariamente non esistevano i bagni. Solo negli ultimi secoli almeno una stanza della casa è stata destinata all'igiene della famiglia. Si è trattato di una vera e propria evoluzione culturale. Inizialmente si usava il pitale o vaso da notte collocato direttamente sotto al letto o nei comodini. Dopo l’uso venivano svuotati dove capitava. Con la realizzazione di una rete di fognature che andavano dalle singole abitazione fino al corso d’acqua più vicino alcune abitazioni si dotarono di armadi che servivano a contenere un tubo di collegamento diretto con la fogna centrale. In un secondo tempo si iniziò a costruire delle piccole strutture in muratura che venivano letteralmente appiccicate alle case o sospesi nel vuoto o poggiati su balconi o terrazzini e spesso avevano accesso esterno alla casa.
Scanno tra le altre attrazioni turistiche conserva un nutrito numero – io ne ho contati quasi cento – di queste infrastrutture che, essendo esterne appunto si possono ammirare in un vero e proprio itinerario. Ogni «cacaturo», come vengono definiti nella lingua locale, appartiene ad un modello diverso; così abbiamo i balconati, i terrazzati o i garittati che sono quelli che non poggiano su altre strutture murarie, ma sono sorretti da strutture metalliche o murarie.

30/09/2025

SCANNO, la Chiesa di Santa Maria della Valle o dell'Assunta, Storia e Arte

12/09/2025

Trovo pienamente appropriato che Alessia Orro scelga di indossare abiti tradizionali sardi anche quando gioca con la Nazionale Italiana. Questo gesto non è soltanto un richiamo alle sue radici, ma rappresenta anche un modo per valorizzare la cultura e l’identità della Sardegna su un palcoscenico sportivo nazionale e internazionale. Unire la dimensione agonistica a quella culturale contribuisce a trasmettere un messaggio di appartenenza e orgoglio, offrendo al pubblico un esempio di come tradizione e modernità possano convivere armoniosamente ❤️

Alfredo Libero Ferretti, Scanno 1957.
02/08/2025

Alfredo Libero Ferretti, Scanno 1957.

Adelia Nannarone a 93 anni ci ha lasciato. Ha lasciato le sue figlie orfane di una madre affettuosa e premurosa; fratell...
23/07/2025

Adelia Nannarone a 93 anni ci ha lasciato. Ha lasciato le sue figlie orfane di una madre affettuosa e premurosa; fratelli nipoti e parenti tutti privi di quel sorriso discreto e di quella riservatezza che facevano di lei il modello della donna scannese.
Però Adelia non ha lasciato solo i suoi cari, ha lasciato Scanno e gli scannesi privi della propria Cultura che a fatica Scanno ha cercato e che forse aveva trovato nel Costume delle donne. Adelia è stata l’ultima donna a scegliere di vestire il Costume. Non è l’ultima donna a vestire il Costume – ce ne sono ancora due viventi: la sorella Anna Nannarone di 96 anni ed una cugina di secondo grado Margherita Ciarletta di 94 anni – ma è stata l’ultima che ha incarnato una Cultura difficile ad affermarsi e già destinata a scomparire.
Adelia Nannarone non era destinata a vestire il Costume, non aveva seguito l’iter preparatorio di altre ragazze anche di poco più grandi di lei (si cominciava con la casacca o gonna, poi si passava al cummodine, al corpetto ed infine ai lacci e alla ‘ncappatura) e fino ai venti anni «vestiva alla signorina». Poi il giorno del matrimonio non scelse un abito di raso e di tulle e apparve nella sua bellezza indossando il “cappellitte d’uore”. Non chiese solo alla sorella o alle amiche, come le sue coetanee, di vestire l’abito nuziale, ma lo indossò lei stessa.
Quando usci la prima volta dalla casa nuziale il richiamo culturale aveva prevalso sul richiamo della moda e della praticità. Adelia vestiva in Costume perché doveva essere quello il suo modo di vestire, vestì il Costume tutti i giorni della sua vita nei momenti privati e nei momenti pubblici, in casa e sul lavoro, a Scanno e quando usciva dal paese.
Finisce con Adelia Nannarone una Cultura che ha avuto difficoltà a nascere e che transita nel nulla, un nulla fatto di mascherate e di ricerca di bollini. Un nulla che non da frutti e che impoverisce culturalmente, socialmente e moralmente.

Indirizzo

Scanno
67038

Sito Web

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