29/08/2026
I concetti di microclima, comfort e qualità ambientale sono validi, in realtà, per tutto il patrimonio edilizio abitato. Ma quando li osserviamo all’interno di un edificio storico, e in particolare di uno spazio sacro, assumono un significato ancora più interessante.
Perché in una chiesa il clima dell’ambiente non riguarda soltanto il comfort delle persone o la conservazione delle opere.
È strettamente legato al rito, alla funzione e all’esperienza che si svolge all’interno dello spazio.
La temperatura, l’umidità, la luce, l’acustica, la qualità dell’aria e persino gli odori contribuiscono a definire quel luogo e il modo in cui lo viviamo.
È stato per me particolarmente interessante poter esporre questi concetti in occasione di un Convegno presso l’Ordine degli Architetti, dedicato proprio al tema dello spazio sacro e della qualità ambientale.
Da quella esperienza nasce anche questo contributo, che sarà pubblicato a breve all’interno della Collana DISSOLVENZE.
Ho voluto sintetizzarne alcuni concetti in questo Caso Studio, in primis il fatto che spesso, quando parliamo di edifici, ci concentriamo su ciò che vediamo. Ma esiste una parte invisibile dell’edificio che può determinare il suo comfort, la sua conservazione e persino la sua identità.