La Psicologia in Pillole - Eleonora Mangano Psicologa

La Psicologia in Pillole - Eleonora Mangano Psicologa Psicologa - Libera Professionista
Assistenza Psicologica al singolo, alla coppia e alla famiglia

- Percorsi di crescita personale
- Adolescenza
- Genitorialità
- Mediazione scuola-famiglia
- Orientamento Scolastico/Professionale
- Percorsi di benessere personale (controllo delle abitudini alimentari, prevenzione delle dipendenze)
- Corsi di Accompagnamento alla Nascita – Psicoprofilassi al Parto e sostegno alla genitorialità

“L’attesa” è un albo potentissimo perché non parla della morte in modo esplicito o didascalico: parla di quella soglia i...
10/09/2026

“L’attesa” è un albo potentissimo perché non parla della morte in modo esplicito o didascalico: parla di quella soglia in cui una persona ha smesso di aspettarsi qualcosa dalla vita.

Ci sono persone che, a un certo punto, smettono di aspettare.
Smettono di aspettare che qualcosa cambi, che qualcuno arrivi, che il dolore faccia un passo indietro.
Nel libro, la protagonista è una donna stanca di tutto.
Sa che Lei verrà a bussare alla sua porta.
E allora aspetta.

Eppure, mentre aspetta la morte, la vita continua a bussare.
Piano.
In modi inattesi.
Quasi senza farsi riconoscere.
E lei, ogni volta, apre.

Forse è questo che trovo più prezioso in questo albo: non racconta una salvezza improvvisa, né una vita che magicamente torna ad essere semplice.
Racconta la possibilità che qualcosa possa ancora accadere.

Non sempre chi vuole morire vuole davvero morire e porre fine alla propria esistenza.
A volte, vuole soltanto porre fine ad una sofferenza, ad un dolore diventato insopportabile e inenarrabile.

Perché parlare di prevenzione del suicidio non significa soltanto parlare di morte.
Significa parlare di dolore.
Di solitudine.
Di silenzi che diventano troppo pesanti.
Di persone che possono arrivare a non vedere più alternative.

E significa ricordarci quanto sia importante bussare.
Chiedere.
Restare.
Ascoltare senza minimizzare.
Prendere sul serio anche ciò che ci mette a disagio.

A volte la vita ricomincia bussando piano.

L’attesa - .ortolan e -

Meraki I Studio di Psicologia

          A settembre ricominciamo dalle domande.Non soltanto: «Quanto hanno studiato?»Ma anche: «Come stanno?»«Che cosa...
07/09/2026



A settembre ricominciamo dalle domande.

Non soltanto: «Quanto hanno studiato?»
Ma anche: «Come stanno?»
«Che cosa è cambiato?»
«Che cosa stanno cercando di dirci con il loro comportamento?»

Perché il nostro compito, come docenti, prima ancora di valutare, è imparare a guardare.

Perché la scuola possa continuare ad accendere quella cosa preziosa che viene prima di ogni voto:
la curiosità di sapere.

Buon anno scolastico a tutt*

        «Mi* figli* mi mente.»È così che molti genitori arrivano in studio.Ma, a volte, dietro quella che chiamiamo “bug...
31/08/2026



«Mi* figli* mi mente.»

È così che molti genitori arrivano in studio.

Ma, a volte, dietro quella che chiamiamo “bugia” non c’è una falsità: c’è un’informazione che non viene raccontata.
Un’omissione che può diventare, per un preadolescente o un adolescente, un modo per proteggersi da ciò che teme: il giudizio, la rabbia, la delusione, una punizione, un conflitto.

Per questo, più che chiederci «Perché non mi dice la verità?», può essere utile domandarci:
«Che cosa rende difficile, per mi* figli*, raccontarmi questa cosa?»

Costruire un dialogo aperto non significa sapere tutto dei propri figli, né rinunciare a regole e responsabilità.

Significa creare uno spazio in cui raccontare non faccia paura.

Perché la fiducia non si impone.
Si costruisce, conversazione dopo conversazione.

     Ciao, mio nuovo studio. 🤍Ancora non sei casa, rifugio, ristoro, bolla.Ma spero che, giorno dopo giorno, lo diventer...
21/08/2026


Ciao, mio nuovo studio. 🤍
Ancora non sei casa, rifugio, ristoro, bolla.
Ma spero che, giorno dopo giorno, lo diventerai.
Per ora sei fatto di pareti silenziose, di luce che entra dalle finestre, di oggetti scelti con cura.
Non hai ancora una storia.
Ma le storie, in fondo, non appartengono ai luoghi.
Sono le persone a regalarle.
Eppure ti immagino già. Ti immagino diventare un luogo in cui sia possibile fermarsi.
Un posto in cui sentirsi accolti, ascoltati, mai giudicati.
Ti immagino riempirti, un incontro dopo l’altro, di storie importanti.
Anch’io entrerò ogni giorno con qualcosa di nuovo: la curiosità di comprendere, la responsabilità di accogliere, l’umiltà di continuare a imparare.
Con la stessa cura che ha dato un nome a questo luogo: Meráki.
Il resto lo faranno gli incontri.
E sarà bello vedere questo spazio trasformarsi, lentamente, in un posto che avrà una sua anima.
E forse, senza accorgercene, ci cambieremo un po’ a vicenda.
Benvenuto, Meráki.
Abbiamo una storia tutto da costruire.
Cominciamo ora.

      Ciao, mio piccolo grande studio. 🤍Sei stato per me casa, rifugio, ristoro, bolla.Sei stato il luogo in cui fermarm...
25/07/2026



Ciao, mio piccolo grande studio. 🤍
Sei stato per me casa, rifugio, ristoro, bolla.
Sei stato il luogo in cui fermarmi, respirare, pensare, ascoltare.

Sei stato tante storie: storie arrivate da lontano e altre appena cominciate, storie fragili, coraggiose, dolorose, sorprendenti.
Hai custodito lacrime e sorrisi, paure e desideri, cadute e ripartenze.
Hai accolto persone che, entrando, portavano con sé il peso delle loro giornate e che, qualche volta, uscendo, sembravano averne lasciato qui almeno un piccolo pezzo.

Quattro anni.
Tante persone.
Tantissime storie.

E mentre gli altri cercavano la loro strada, anch’io, in qualche modo, ho trovato la mia.
Tra queste pareti ho imparato, ho cambiato idea, ho fatto spazio, ho ricominciato.
Ho lasciato qui una parte di me.
E so che, in qualche modo, una parte di te verrà con me.
Sei stato un pezzo importante della mia storia.
E certe storie non finiscono quando si chiude una porta.
Semplicemente, continuano altrove.

Ciao, mio piccolo grande studio.
Ti lascio con gratitudine, con un po’ di nostalgia e con il cuore pieno.

Ora è tempo di andare.

     Ci sono cambiamenti che non riguardano solo un indirizzo.Riguardano il modo in cui scegliamo di abitare il nostro l...
27/06/2026



Ci sono cambiamenti che non riguardano solo un indirizzo.
Riguardano il modo in cui scegliamo di abitare il nostro lavoro, di accogliere le persone e di dare forma ai nostri valori.

Questo post racconta il percorso che mi ha portata a scegliere un nuovo spazio professionale: non semplicemente uno studio, ma un luogo che sento più vicino al mio modo di intendere la relazione terapeutica.

È anche un modo per dire grazie ai luoghi che mi hanno ospitata e a tutte le persone che hanno fatto parte del cammino.

Se vi va, accompagnatemi in questo piccolo viaggio. 🤍

Oggi vi presento il nuovo volto di Meraki.Nasce insieme a un importante cambiamento: il trasferimento del mio studio in ...
24/06/2026

Oggi vi presento il nuovo volto di Meraki.

Nasce insieme a un importante cambiamento: il trasferimento del mio studio in una nuova sede.

Meraki è una parola greca che racconta il mettere sé stessi in ciò che si fa, con cura, passione e presenza.

Questo simbolo vuole raccontare proprio questo: un percorso che continua, una crescita che prende forma e uno spazio nuovo in cui accogliere storie.

          500 milioni di neuroni.Ma non dove te li aspetti.Nel polpo, due terzi sono nei tentacoli.Ogni braccio sente, d...
12/06/2026



500 milioni di neuroni.
Ma non dove te li aspetti.

Nel polpo, due terzi sono nei tentacoli.
Ogni braccio sente, decide, agisce.
Un’intelligenza diffusa, che non si concentra ma si distribuisce.

Apre barattoli.
Trova soluzioni.
Evade.
Riconosce le persone.
Cambia colore per ciò che prova.
Gioca.
Forse sogna.

Intanto, i ragazzi si interrogano sulla propria intelligenza.
La vogliono misurare, quantificare, ridurre a un numero.
Un QI che dica chi sono, quanto valgono, dove si collocano.

Ma raramente si chiedono altro.

Se sanno usare la loro intelligenza.
Se sanno leggere il mondo e non solo studiarlo.
Se sanno attraversare la complessità invece di evitarla.
Se sanno riconoscere ciò che sentono.

Perché l’intelligenza non è solo calcolo.
Non è solo prestazione.
Non è solo velocità.

È anche percezione.
È relazione.
È capacità di dare senso.

Eppure questa parte — l’intelligenza emotiva —
resta spesso invisibile, non allenata, non riconosciuta.

I ragazzi non conoscono davvero il loro potenziale.
Perché guardano solo ciò che si misura,
e trascurano ciò che li rende profondamente umani.

Grazie al veterinario Fabrizio Colucci per gli spunti che mi ha offerto per parlare di questo animale.

Grazie a e per lo sguardo divergente sul mondo animale, libero da pregiudizi.

Immagine tratta da “Nessuno sa” di Arianna Papini, edito da uovonero

       Ieri nell’aula magna del liceo “Sciascia-Fermi” ho assistito alla proiezione del cortometraggio “Petagna”, dirett...
07/06/2026



Ieri nell’aula magna del liceo “Sciascia-Fermi” ho assistito alla proiezione del cortometraggio “Petagna”, diretto dal regista Franco Blandi, curato dalla Professoressa Mariella Giuffre.
La petagna è una pianta rara che cresce tra le meraviglie dei Nebrodi, custodita dall’acqua, dal silenzio e dalla bellezza di luoghi.
Il corto -però- non è solo incentrato sul patrimonio naturalistico.
I protagonisti principali sono un ragazzo e una ragazza, che sembrano essere “sospesi”, in attesa di esser visti e di sentirsi riconosciuti.
Attraverso pochi gesti, sguardi appena accennati e parole quasi assenti, i giovani protagonisti raccontano qualcosa di profondamente umano: la fragilità di chi desidera avvicinarsi all’altro e, allo stesso tempo, teme di esporsi.
In quel silenzio, ho ritrovato il significato simbolico della Petagna.
Questa pianta sopravvive solo in condizioni particolari, in un equilibrio delicato che la protegge e le permette di crescere.
Così anche le persone.
A volte, hanno bisogno di trovare il proprio ambiente favorevole: relazioni sicure, luoghi accoglienti, spazi in cui non sia necessario difendersi continuamente.
Non tutte le piante crescono ovunque.
Non tutte le persone fioriscono in qualsiasi terreno.
A volte, la cura consiste proprio nel trovare il luogo che ci permette di diventare ciò che siamo.
Perché possiamo fiorire quando incontriamo un contesto che ci permette di essere autentici.
Forse è questo che il cortometraggio racconta così bene: dietro ogni sguardo trattenuto, dietro ogni esitazione e ogni paura di mostrarsi, vive il desiderio universale di trovare un luogo in cui sentirsi al sicuro.
Come la Petagna.
Perché la fragilità non è l’opposto della forza.
È spesso il punto da cui nasce il coraggio di cercare il proprio posto nel mondo.

     Quest’anno la grossa scommessa al  è stata prendersi cura dei docenti e interrogarsi insieme sul senso dell’in-inse...
03/06/2026



Quest’anno la grossa scommessa al è stata prendersi cura dei docenti e interrogarsi insieme sul senso dell’in-insegnare.
Incontro dopo incontro ci siamo fatti tante domande alle quali abbiamo provato a rispondere.

Abbiamo rimesso in discussione anche la frase “È intelligente, ma non si applica.”

Già! Perché cosa vuol dire veramente questa frase?

Sembra una spiegazione chiara, quasi definitiva.
In realtà, spesso è solo un modo rapido per chiudere una domanda complessa.

Ci siamo spostati da una frase automatica a domande che aprono possibilità educative.

Sappiamo che l’apprendimento non è mai riducibile a una sola dimensione.
Non è solo intelligenza.
Non è solo volontà.
Non è solo prestazione.
È un intreccio di competenze, motivazione, metodo, fiducia, senso.

Quindi, educare non è descrivere ciò che manca.
È comprendere cosa sta accadendo.
E soprattutto, chiedersi cosa può far emergere ciò che ancora non si vede.

Indirizzo

Meraki I STUDIO DI PSICOLOGIA/Vicolo Delle Scuole
Sant'agata Di Militello
98076

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00
Sabato 09:00 - 18:00

Telefono

+393288237340

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