06/06/2026
*Impressioni a caldo sulla prima esperienza Erasmus+*
Per noi insegnanti della primaria dell’IC San Francesco-Petrarca, questa è stata la prima esperienza legata al progetto Erasmus+. Fino a qualche settimana fa, per me questa sigla evocava soltanto gli scambi universitari di lunga durata, a cui ho avuto la fortuna di partecipare ormai quasi vent’anni fa.
Consapevole del valore che ogni viaggio porta con sé, ho deciso di mettermi in gioco, ancora una volta. E che meraviglia è stata! Ho apprezzato ogni singolo momento di questa esperienza.
Ho avuto l’opportunità di immergermi nella cultura sp****la, riscoprendone le abitudini, le tradizioni e le specialità culinarie. Ho potuto partecipare al lavoro nelle classi, confrontarmi con colleghe e colleghi spagnoli e condividere esperienze, strumenti e metodologie didattiche.
Ho visto studenti comunicare in inglese, sorridere, studiare, abbracciarsi e litigare, come fossero amici da sempre. Vederli vivere questa esperienza con naturalezza mi ha emozionata. Sapere che per una settimana sono stati accolti come “figli adottivi” da famiglie fino a poco prima sconosciute, tra gazpacho, nuove abitudini e la siesta pomeridiana, mi ha fatto comprendere quanto stiamo contribuendo a formare giovani cittadini europei: ragazzi che non vedono confini, ma opportunità di incontro, crescita e scambio culturale.
Ho condiviso questa avventura con tre colleghe. Eravamo quattro persone diverse, con caratteri, esperienze e sensibilità differenti, chiamate a vivere insieme sette giorni su sette, ventiquattro ore su ventiquattro. Anche questa è stata una palestra di competenze: la collaborazione diventa indispensabile e i personalismi lasciano spazio all’ascolto, alla mediazione e al bene comune.
Porterò con me la precisione di Susanna Cirillo, la grinta di Chiara Cologno e la risolutezza di Raffaella Maffeo. Ognuna di loro ha contribuito a rendere questa esperienza speciale e formativa.
Accompagnare un gruppo di ragazzi all’estero per una settimana è una grande responsabilità, ma è anche una straordinaria opportunità. La soddisfazione più grande è sapere di esserci stati, di aver condiviso un percorso di crescita e di aver contribuito, nel nostro piccolo, alla costruzione di un mondo più consapevole, aperto, unito e solidale.
Grazie, Erasmus+, per averci ricordato che l’educazione non si ferma ai confini di un’aula o di un Paese, ma cresce nell’incontro con l’altro.
Grazie alla Ds, alla Dsga e alla prof. Curatolo per la lungimiranza e per offrire opportunità di crescita alla nostra comunità.