Michele Pan

Michele Pan Amo la gente che sa di essere viva.

Di solito qui parlo di perdita…di chi non c’è più…di ciò che resta dentro.Oggi no.O meglio… non direttamente.Oggi voglio...
07/04/2026

Di solito qui parlo di perdita…
di chi non c’è più…
di ciò che resta dentro.

Oggi no.

O meglio… non direttamente.

Oggi voglio parlarti di uno degli strumenti che utilizzo nel mio lavoro… quando la mente non si ferma più.

🌿 Se sei tra Padova, Vicenza o Treviso,
LUNEDÌ 20 APRILE alle 20:30 terrò una serata dal vivo.

Non sarà solo una serata informativa.
Sarà uno spazio per fermarsi…
e iniziare a vedere qualcosa che, nella vita di tutti i giorni, spesso ci sfugge (e che spesso "tortura" chi ha perso una relazione importante).

🧘‍♂️ VIVERE SENZA STRESS

Ti faccio una domanda semplice…
👉 Ti capita di avere la mente sempre attiva,
che torna continuamente sugli stessi pensieri?
👉 Di svegliarti già stanco,
con la testa che parte ancora prima di alzarti?
👉 Di sentirti in tensione, irritabile…
magari reagire in modo eccessivo
e poi restarci male?
👉 Di non riuscire mai davvero a “staccare”…
anche quando fuori è tutto tranquillo?
👉 O magari di accorgerti che alcuni pensieri
tornano sempre lì… su qualcosa o qualcuno che non c’è più?

🌿 Se ti riconosci anche solo in una di queste situazioni…
sei in buona compagnia.
E no, non c’è niente di sbagliato in te.
Semplicemente… la nostra mente non è stata allenata a fermarsi.

✨ Ed è qui che entra la Mindfulness

Non è qualcosa di complicato.
Non è teoria.
È un allenamento semplice e concreto
che ti aiuta a:
🔹 uscire dal pilota automatico
🔹 smettere di reagire continuamente
🔹 tornare al momento presente
🔹 scegliere come vivere ciò che accade

Con la pratica, le persone iniziano a:
✔ calmare il flusso dei pensieri
✔ ridurre lo stress e la tensione
✔ dormire meglio
✔ avere più lucidità nelle situazioni difficili
✔ ritrovare uno spazio di pace dentro di sé

🌿 Durante la serata non parleremo solo.
Faremo anche esperienza diretta.
Perché certe cose non si capiscono… si sentono.

💛Se senti che è arrivato il momento di
respirare un po’ di più dentro la tua vita… ti aspetto.

📌 Puoi prenotare il tuo posto cliccando il link nel primo commento o mandando un messaggio WA ai numeri che trovi nella locandina.

Dopo la perdita di una persona importante, per lutto o separazione, la mente può trascinarti continuamente nel dolore.No...
22/02/2026

Dopo la perdita di una persona importante, per lutto o separazione, la mente può trascinarti continuamente nel dolore.

Non è solo il ricordo.
È il modo in cui ti riporta indietro.
Molte persone pensano che sia normale dover sopportare questo per sempre.
Non è così.

Non si tratta di dimenticare.
Si tratta di imparare a vivere senza crollare ogni volta che il ricordo arriva.

Sto preparando qualcosa di molto concreto per chi vive tutto questo.

Te ne parlerò nei prossimi giorni.

𝗦𝗼𝗴𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗰’𝗲̀ 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗲 𝘀𝘃𝗲𝗴𝗹𝗶𝗮𝗿𝘀𝗶 𝗰𝗮𝗿𝗶𝗰𝗵𝗶 𝗲 𝗳𝗲𝗹𝗶𝗰𝗶La settimana scorsa, al venerdì sera, dopo una settimana intensa ...
30/01/2026

𝗦𝗼𝗴𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗰’𝗲̀ 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗲 𝘀𝘃𝗲𝗴𝗹𝗶𝗮𝗿𝘀𝗶 𝗰𝗮𝗿𝗶𝗰𝗵𝗶 𝗲 𝗳𝗲𝗹𝗶𝗰𝗶
La settimana scorsa, al venerdì sera, dopo una settimana intensa tra lavoro in azienda e notti passate a preparare qualcosa di speciale per chi mi segue, mi sono tuffato nel letto stanco ma grato.
Quel momento in cui ti infili sotto le coperte e il tepore piano piano ti avvolge.

Come faccio spesso, ho ripercorso la giornata:
🙏 ringraziando per ciò che è arrivato
🌱 accogliendo anche ciò che ha fatto male, perché so che spesso insegna qualcosa.

Poi, all’improvviso, arriva lei:
quella sensazione sottile di mancanza.
Non un dolore acuto.
Piuttosto un vuoto che chiede 𝗶𝗻𝘁𝗶𝗺𝗶𝘁𝗮̀, 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝘁𝘁𝗼, 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮.

Capita.
Capita di sentire il bisogno di intimità con chi ti conosce profondamente.
Capita che emergano fragilità dal profondo.
Capita che le aspettative si intreccino ai ricordi più belli e giochino con le emozioni.
𝗖𝗮𝗽𝗶𝘁𝗮.

È come se i ricordi bussassero alla porta proprio nel momento meno opportuno.
E lì potresti perderti. Oppure scegliere.
Scegliere chi essere, cosa volere, come vivere quel momento.
È in quell’istante che ho fatto ciò che ho imparato negli anni.
Quasi senza accorgermene, mi sono fermato e mi sono chiesto:
❓ Perché sto soffrendo?
❓ Da dove nasce questa sofferenza?
❓ Posso accettare che ora sia così?
❓ Posso accogliere questo sentire, visto che è parte di me?

Sono alcune 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗶 𝗾𝘂𝗮𝘁𝘁𝗿𝗼 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝗶𝗼 𝗺𝗲𝘁𝗼𝗱𝗼.
Domande semplici, ma potenti, capaci di evitare che un momento difficile rovini un pezzo di vita.
Quella sera ho accolto tutto.
E sono andato a dormire.

Durante la notte, verso il mattino, 𝗖𝗿𝗶𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮 è apparsa nei miei sogni.
Prima tra la gente, in un contesto che amava.
Poi ai piedi delle scale di casa, vestita di nero, con un piumino bianco leggero, luminosa, viva..
✨ 𝗘𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗲𝘇𝘇𝗮 𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮.

Due flash. Due attimi di vita. Come fotografie lasciate sul comodino dell’anima
Al risveglio ho sentito il corpo leggero.
Il sorriso spontaneo.
L’energia che scorreva.

𝗜𝗹 𝗾𝘂𝗶𝗻𝘁𝗼 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗼 si era compiuto: la 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲.
𝗟𝗮 𝘀𝗼𝗳𝗳𝗲𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗲𝗿𝗮 𝘀𝗽𝗮𝗿𝗶𝘁𝗮 𝗲 𝘀𝗶 𝗲𝗿𝗮 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘁𝗮 𝗶𝗻 𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮.

Perché quando smetti di respingere ciò che senti, la vita trova nuovi modi per raggiungerti.
🌿 𝗟𝗶𝗯𝗲𝗿𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝘀𝗰𝗲𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗲.
🌿 𝗟𝗶𝗯𝗲𝗿𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗮𝗺𝗮𝗿𝘀𝗶.
🌿 𝗟𝗶𝗯𝗲𝗿𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗶𝗼̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗳𝗮 𝗺𝗮𝗹𝗲, 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘀𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲.

Questo è il dono che mia moglie mi ha lasciato.
Ed è ciò che oggi condivido con chi sente il richiamo di 𝗥𝗶𝗻𝗮𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝘂𝗻 𝗔𝗱𝗱𝗶𝗼.

Se senti che queste parole parlano anche di te, scrivimi in privato o commenta: “Libertà di scegliere.”
Io ci sono. Se vuoi…

❓ 𝗤𝗨𝗔𝗡𝗧𝗢 𝗧𝗘𝗠𝗣𝗢 𝗦𝗘𝗥𝗩𝗘 𝗣𝗘𝗥 𝗦𝗨𝗣𝗘𝗥𝗔𝗥𝗘 𝗨𝗡 𝗟𝗨𝗧𝗧𝗢?È una domanda che questa settimana mi è stata fatta da una cliente durante un...
25/01/2026

❓ 𝗤𝗨𝗔𝗡𝗧𝗢 𝗧𝗘𝗠𝗣𝗢 𝗦𝗘𝗥𝗩𝗘 𝗣𝗘𝗥 𝗦𝗨𝗣𝗘𝗥𝗔𝗥𝗘 𝗨𝗡 𝗟𝗨𝗧𝗧𝗢?
È una domanda che questa settimana mi è stata fatta da una cliente durante una call conoscitiva.
Una domanda che nasce spesso nel cuore di chi si ritrova improvvisamente solo, dopo la perdita di una persona importante nella propria vita.

💭 Nasce perché, dentro di noi, scatta un bisogno intimo di risposta ad una domanda:
“𝗦𝘁𝗼 𝗳𝗮𝗰𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗲 𝗻𝗲𝗹 𝗺𝗼𝗱𝗼 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗼?”

Come se esistesse:
- un tempo corretto per soffrire
- una scadenza “invisibile” per tornare a vivere
- una regola non scritta da rispettare per non sentirsi “fuori posto”

Spesso, per aderire a questa morale condivisa, si finisce per mettere da parte ciò che si sente davvero:
➡️ il vuoto al risveglio
➡️ la casa che sembra immensamente grande
➡️ il silenzio a tavola
➡️ la sera che arriva troppo presto

Alla loro domanda, rispondo con un’altra domanda:
👉 “𝗦𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗼 𝘁𝗲, 𝗾𝘂𝗮𝗻𝘁𝗼 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗲?”
E lì accade qualcosa.

Le persone restano sospese, come se non fosse permesso loro di avere una propria risposta.
Come se, su questi temi, servisse qualcuno che dica quando smettere di soffrire e come farlo.
Perché quando si tratta delle nostre emozioni, della vita reale, del dolore che stringe lo stomaco ogni mattina, viviamo quella sensazione di non avere alcuna via d’uscita?

🗝️ Chiedersi:
“𝗖𝗼𝗺𝗲 𝘀𝘁𝗼, 𝗮𝗱𝗲𝘀𝘀𝗼?”
“𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗼 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗶𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮, 𝗼𝗴𝗴𝗶?”
non è un tradimento. 𝗘̀ 𝘂𝗻 𝘀𝗮𝗰𝗿𝗼𝘀𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗼!

Chi abbiamo amato non ci osserva per giudicarci se:
✅ torniamo a sorridere davanti a un’alba
✅ accettiamo un abbraccio affettuoso da qualcuno
✅ lasciamo entrare una persona capace di prendersi cura di noi

⏳ 𝗡𝗼𝗻 𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲 𝘂𝗻 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗼.
C’è chi impiega anni prima di immaginarsi di nuovo in piedi.
E c’è chi, dopo pochi giorni, si sorprende a chiedersi: “E ora, da dove riparto?”

Ogni storia ha il suo ritmo.
Come una ferita: alcune cicatrizzano lentamente, altre hanno bisogno solo di essere curate in un tempo più lungo.

🌱 Per questo il mio percorso "𝗥𝗶𝗻𝗮𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝘂𝗻 𝗔𝗱𝗱𝗶𝗼" segue si delle linee guida, ma si adatta profondamente alla persona.
Si adatta
- al punto in cui si trova
- alla sua storia
- alla disponibilità a trasformare la sofferenza in un punto di partenza, non in una condanna.

Perché soffrire, da soli, non ha senso.
Attraversare il dolore può diventare una via di:
✨ forza
✨ consapevolezza
✨ nuova qualità di vita

🤍 A volte, avere qualcuno accanto che conosce questo passaggio per esperienza diretta prima ancora di averci studiato sopra, fa la differenza tra restare fermi e tornare a respirare davvero.

Se senti che è il tuo momento per riprendere in mano la tua vita, commenta “𝗩𝗼𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗿𝗶𝗻𝗮𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲” o scrivimi in privato su Messenger.

Ci prenderemo uno spazio gratuito per dedicare tutta l’attenzione che la tua storia merita.

🌍 𝗦𝗲𝗶 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗲𝘇𝘇𝗮, 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗳𝗿𝗮𝗴𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀.
Non lasciare che la mancanza indurisca ciò che in te è vivo.
✨ Io ci sono. Se vuoi…

𝗨𝗻'𝘂𝗹𝘁𝗶𝗺𝗮 𝗿𝗶𝗳𝗹𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝘁𝗿𝗮𝗴𝗲𝗱𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗖𝗿𝗮𝗻𝘀-𝗠𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗮Dopo quel tragico giorno, sono nate in me alcune riflessioni che se...
12/01/2026

𝗨𝗻'𝘂𝗹𝘁𝗶𝗺𝗮 𝗿𝗶𝗳𝗹𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝘁𝗿𝗮𝗴𝗲𝗱𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗖𝗿𝗮𝗻𝘀-𝗠𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗮

Dopo quel tragico giorno, sono nate in me alcune riflessioni che sento il bisogno di condividere con chi mi segue.

𝗜 𝗺𝗲𝗱𝗶𝗮 𝗲 𝗹𝗮 𝘁𝗲𝗹𝗲𝘃𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 vivono, lo sappiamo, spesso di catastrofi e tragedie. Più sono scioccanti, più fanno audience. Il problema non è raccontare ciò che accade, ma come lo si fa. Purtroppo queste notizie vengono trattate con la stessa modalità con cui si commenta l’ultima uscita provocatoria di un politico o l’ennesima polemica di giornata.
La ripetizione ossessiva delle immagini, la sovraesposizione del dolore, l’assenza di uno spazio di silenzio e di riflessione finiscono per creare una sorta di anestesia emotiva collettiva, di cui questo mondo non ha davvero bisogno.

Vediamo tragedie diventare aperture fisse dei telegiornali, non per favorire una crescita umana o una riflessione condivisa, ma solo per il gusto “di cronaca”. E così accade che giovani ragazzi, che in quei momenti hanno semplicemente fatto ciò che ogni essere umano dovrebbe fare davanti a chi è in pericolo (aiutare chi sta rischiando di morire), vengano trasformati in “eroi nazionali”.
Quei ragazzi, però, porteranno dentro ricordi profondi e traumatici. Avrebbero bisogno di protezione, non di essere esposti come trofei mediatici.

Mi chiedo spesso quanto sarebbe diverso se, invece delle immagini ripetute, potessimo ascoltare il racconto di quella tragedia, fatto da persone che hanno vissuto, attraversato ed elaborato esperienze simili. Persone che sanno cosa significa perdere qualcuno di caro, separarsi da chi si ama o da chi si è messo al mondo.
➡️Forse sparirebbero le banalità.
➡️Forse emergerebbero parole di conforto autentico, di vera vicinanza.
➡️Forse, prima di passare alla “notizia successiva”, ci sarebbe spazio per un minuto di silenzio: per sentire che quel dolore, in fondo, riguarda anche noi. Per inviare un pensiero, una preghiera, una meditazione a chi non c’è più e a chi resta.

𝗘 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗺𝗶 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮 𝗿𝗶𝗳𝗹𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲: 𝗹𝗮 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗲.
Questa compagna di vita che tendiamo a nascondere, a ignorare, a rimuovere… salvo poi esserne devastati ogni volta che si ripresenta.
Viviamo come se il tempo fosse infinito.
Eppure sappiamo che non lo è.

In una recente discussione qualcuno mi diceva: “Stiamo meglio di una volta, viviamo più a lungo”. Ma io mi domando: 𝗹𝗮 𝗳𝗲𝗹𝗶𝗰𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗱𝗶𝗽𝗲𝗻𝗱𝗲 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗱𝗮𝗹 𝗻𝘂𝗺𝗲𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗶 𝘃𝗶𝘀𝘀𝘂𝘁𝗶, 𝗼 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀, 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗻𝘀𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗽𝗶𝗲𝗻𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗶?
❓ Tu cosa sceglieresti?

Una realtà che incontro spesso, parlando con persone che hanno perso qualcuno di caro, è la totale impreparazione di fronte alla morte.
➡️Se arriva improvvisa, mi dicono: “Avessi avuto almeno il tempo di abituarmi all’idea”.
➡️Se arriva dopo una lunga malattia: “Eh… non ci si prepara mai abbastanza..”.
E allora diventa evidente una verità scomoda: pur sapendo che la morte fa parte della vita, continuiamo a non volerci preparare ad affrontarla. È come sapere di dover scalare una montagna senza allenarsi, senza strumenti, senza guida.
Fare conoscenza con la morte prima che sia lei a ve**re da noi resta un tabù enorme.

𝗘𝗽𝗽𝘂𝗿𝗲 𝗹’𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝘂𝗺𝗮𝗻𝗼 𝗵𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗼𝗿𝘀𝗮 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶𝗮: la consapevolezza, e la possibilità di apprendere attraverso la testimonianza di chi ha già vissuto certe situazioni.
Un tempo si imparava soprattutto ascoltando chi aveva già attraversato certi passaggi della vita. Oggi abbiamo tutto digitalizzato, ma proprio questa abbondanza di informazioni rischia di allontanarci dagli insegnamenti più autentici: quelli che nascono dall’esperienza reale, dalla fragilità, dalla perdita e dalla trasformazione.

Forse, è proprio lì che possiamo tornare per imparare a vivere.
Un abbraccio a quanti hanno sperimentato la perdita di un caro 🫂

𝗠𝗼𝗿𝗶𝗿𝗲 𝗮 𝟭𝟱 𝗮𝗻𝗻𝗶Di solito evito i telegiornali.Non per indifferenza, ma perché troppo spesso scelgono di raccontare il m...
02/01/2026

𝗠𝗼𝗿𝗶𝗿𝗲 𝗮 𝟭𝟱 𝗮𝗻𝗻𝗶

Di solito evito i telegiornali.
Non per indifferenza, ma perché troppo spesso scelgono di raccontare il mondo solo attraverso la sofferenza.
Oggi però mi sono fermato davanti alla notizia di quanto è accaduto a , in Svizzera.

Quando ho sentito che così tanti ragazzi hanno perso la vita proprio mentre stavano vivendo un momento di gioia, ho sentito immediatamente qualcosa spegnersi dentro.
Come una slavina improvvisa che tutto azzera lasciando un silenzio assordante.
Le energie azzerate. Un senso di vuoto assurdo.

È stato impossibile non percepire lo strazio dei genitori che in un istante hanno visto la loro vita cambiare per sempre.
Figli giovani, pieni di vita, strappati via senza alcun preavviso.
Non c’è logica che tenga.
Non c’è spiegazione che consoli.

In momenti come questi, l’unica cosa che sento autentica è il desiderio di abbracciare.
Abbracciare le mamme, i papà, i nonni, i fratelli, le sorelle, gli amici del cuore.
Abbracciare non per dire qualcosa, perché non ci sono parole, ma per condividere, anche solo per qualche minuto, il peso di una tragedia immane, per prendere su di sé un piccolo frammento di quel dolore, affinché chi resta non si senta completamente solo sotto un carico così grande.

L’abbraccio, nei momenti di distacco violento, è forse il gesto più curativo che esista.
Non risolve.
Non aggiusta.
Ma rompe l’isolamento, restituisce un filo di calore umano, permette all’energia vitale di fluire là dove sembra essersi fermata.
È una presenza che dice: “Non sei solo. Sono qui.”

Essendo lontano, oggi posso solo offrire un pensiero silenzioso.
Una meditazione donata a quei ragazzi che non hanno trovato una via di fuga.
Ai familiari che stanno cercando un senso dove senso non c’è.
Ai giovani sopravvissuti, che dovranno imparare a convivere con un ricordo troppo grande per la loro età.

La vita è fragile.
Imprevedibile.
E proprio per questo ogni giorno condiviso con chi amiamo è un dono immenso.
Un dono che spesso diamo per scontato… fino a quando non ci viene ricordato, nel modo più crudele, quanto nulla sia garantito.

Oggi le parole perdono di senso.
Il cuore è l’unico a poter dire qualcosa.

R.I.P. 🙏❤🙏

31/12/2025
Dedicato a chi ha perso una persona cara💕💕💕💕💕💕💕- 𝗟’𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗺𝘂𝗼𝗿𝗲 -Ci seinel gesto che faccio quando apro la finestra,n...
25/11/2025

Dedicato a chi ha perso una persona cara
💕💕💕💕💕💕💕
- 𝗟’𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗺𝘂𝗼𝗿𝗲 -
Ci sei
nel gesto che faccio quando apro la finestra,
nell’aria che entra
e mi ricorda che posso ancora respirare.

Ci sei
nei passi che muovo incerti,
perché ogni volta che cado
è il tuo coraggio che mi rialza.

Ci sei
nelle cose piccole,
in quelle a cui non facevamo caso
ma che ora profumano di te.

E mentre il dolore scolora a modo suo,
tu diventi luce discreta,
forza che non chiede nulla
e presenza che non svanisce.

Non sei più dove eri,
ma sei ovunque io riesca ancora ad amare.

⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Ci sono amori che continuano a guidarci anche quando la vita sembra essersi fermata.
È proprio da quella luce silenziosa che possiamo ricominciare a respirare, un passo alla volta, fino a tornare a vivere davvero.

💓 Se senti che è il momento di rialzarti con dolcezza e trovare un modo nuovo di stare al mondo, seguimi per trovare parole, strumenti e sostegno per aiutarti a ritrovare forza, presenza e speranza 🙏

🌿 𝗛𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗮𝘂𝗿𝗮 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗮𝗯𝗯𝗮𝗻𝗱𝗼𝗻𝗮𝘁𝗼/𝗮 𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗹 𝗺𝗶𝗼 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗻𝗲𝗿 𝗼 𝗮𝗺𝗶𝗰𝗼 𝘀𝘁𝗿𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗺𝗶 𝗹𝗮𝘀𝗰𝗶.Ecco un’altra affermazione...
17/11/2025

🌿 𝗛𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗮𝘂𝗿𝗮 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗮𝗯𝗯𝗮𝗻𝗱𝗼𝗻𝗮𝘁𝗼/𝗮 𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗹 𝗺𝗶𝗼 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗻𝗲𝗿 𝗼 𝗮𝗺𝗶𝗰𝗼 𝘀𝘁𝗿𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗺𝗶 𝗹𝗮𝘀𝗰𝗶.
Ecco un’altra affermazione che spesso viene espressa durante le sessioni con le persone che mi contattano, per tornare a vivere dopo un lutto o una separazione, e che reputano “normale” avere questo tipo di timori quando si ama qualcuno.

La paura di essere abbandonati – di restare soli, di non avere più qualcuno con cui condividere momenti, giornate o interi anni di vita – è talmente diffusa da sembrare quasi una natura inevitabile dell’amore.
Ma purtroppo non sempre ciò che è condiviso da tanti è anche naturale o sano.
E soprattutto… se una cosa ti fa stare male, non ha senso accettarla solo perché “succede a molti”.

👉 In realtà, la paura dell’abbandono non nasce nell’età adulta, e non nasce nemmeno dalla relazione attuale.
Affonda le sue radici molto più indietro.

🔍 𝗗𝗮 𝗱𝗼𝘃𝗲 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗲 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗽𝗮𝘂𝗿𝗮?
1️⃣ Dai primi anni di vita
Quando siamo piccoli, dipendiamo completamente dagli adulti.
Se il legame è instabile, imprevedibile o emotivamente distante, il bambino impara una verità interiore:
👉 “L’amore può sparire da un momento all’altro.”
Questa credenza rimane silenziosa… finché in una relazione adulta non la riattiva.
2️⃣ Dall’assenza di contenimento emotivo
Se da piccoli abbiamo vissuto emozioni più grandi di noi senza essere accolti o rassicurati, dentro nasce un messaggio profondo:
👉 “Se mostro ciò che sento, rischio di perdere l’altro.”
E così iniziamo ad adattarci, compiacere, trattenere.
3️⃣ Dai modelli familiari osservati crescendo
Se i nostri genitori erano freddi, distanti, ansiosi o ipercritici, abbiamo imparato a collegare amore e ansia.
E da adulti confondiamo amore e bisogno.
4️⃣ Dalle ferite di vecchie perdite
Lutti, malattie, separazioni o improvvise rotture durante l’infanzia… creano “micro-abbandoni” che il corpo ricorda anche quando la mente non li ricorda più.

🧠 𝗘 𝗼𝗴𝗴𝗶 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼?
Significa che la paura dell’abbandono non parla del tuo partner…
parla della bambina o del bambino che eri, che ancora teme di non essere abbastanza per meritare amore.

Questa paura spesso diventa una immane sofferenza quando quell’oggetto del tuo amore sparisce. Allora li ti ritrovi indifeso/a e spesso pieno anche di sensi di colpa perché “lo sapevi” dentro di te che temevi tutto questo e non hai fatto abbastanza affinché non succedesse.

𝗟𝗮 𝗯𝘂𝗼𝗻𝗮 𝗻𝗼𝘁𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗲̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝘀𝗶 𝗽𝘂𝗼̀ 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝗿𝗲, 𝘀𝗲 𝘀𝗶 𝗱𝗲𝗰𝗶𝗱𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗽𝗶𝘂̀ 𝘂𝘁𝗶𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗱 𝗮𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗽𝗮𝘂𝗿𝗮.

💛 Vuoi scoprire quanto questa paura influenza ancora la tua vita?
Ho creato un Check Up gratuito dell’Autonomia Affettiva per aiutarti a capire:
✔️ da dove nasce la tua paura
✔️ quanto stai dipendendo emotivamente dagli altri
✔️ cosa puoi fare per iniziare a stare bene anche da solo/a

🎁 𝗦𝗰𝗿𝗶𝘃𝗶𝗺𝗶 𝗶𝗻 𝗗𝗠 𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗿𝗼𝗹𝗮 “𝗟𝗶𝗯𝗲𝗿𝘁𝗮̀” 𝗲 𝘁𝗲 𝗹𝗼 𝗶𝗻𝘃𝗶𝗼 𝘀𝘂𝗯𝗶𝘁𝗼.
Non sei sbagliato/a.
Stai solo ascoltando una parte di te che chiede finalmente pace. 💚

✨ 𝗘𝘃𝗶𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝗽𝗿𝗶𝗺𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗺𝗶𝗲 𝗼𝗽𝗶𝗻𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗽𝗮𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗹𝗶𝘁𝗶𝗴𝗶𝗼 𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗲𝗿𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗹’𝗮𝗹𝘁𝗿𝗼. Questa è una delle affermazioni che p...
09/11/2025

✨ 𝗘𝘃𝗶𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝗽𝗿𝗶𝗺𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗺𝗶𝗲 𝗼𝗽𝗶𝗻𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗽𝗮𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗹𝗶𝘁𝗶𝗴𝗶𝗼 𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗲𝗿𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗹’𝗮𝗹𝘁𝗿𝗼.
Questa è una delle affermazioni che puoi trovare all'interno del mio "Check Up dell’Autonomia Affettiva". E, se la tua risposta è “sì”, è molto probabile che quella paura abbia sabotato la tua capacità di essere te stesso/a… soprattutto nella relazione che hai perso.

Molte persone che oggi soffrono per un lutto o una separazione mi confessano che, già prima del distacco, vivevano con questo terrore silenzioso:
👉 “Se dico ciò che penso, lo/la perdo”.
E così, per proteggere il legame, hanno smesso di essere autentici, spontanei, sinceri.

𝗜𝗹 𝗽𝗮𝗿𝗮𝗱𝗼𝘀𝘀𝗼?
Nel tentativo di evitare una rottura, hanno trasmesso poca trasparenza, poca sincerità, poca considerazione per l’altra persona.
Chi era vicino a loro percepiva chiusura, trattenimento, distanza… quando in realtà desideravano solo vicinanza, amore, pace.
E così, invece di costruire un ponte, si creava un muro invisibile.

🌿 Se ti riconosci in questo, ci sono due passi fondamentali da fare:
1️⃣ 𝗔𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗮 𝗱𝗼𝘃𝗲 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗲 𝗹𝗮 𝗽𝗮𝘂𝗿𝗮
Quella paura non arriva dal nulla. Qualcuno, in passato, potrebbe averti fatto sentire amabile “solo se” eri come voleva che tu fossi. È un ricatto affettivo sottile che ti spinge a rinunciare a parti di te per paura di essere rifiutato/a.
2️⃣ 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝘁𝘂𝗮 𝗱𝗶𝗳𝗳𝗶𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮̀
Non devi dire tutto subito. Puoi iniziare con sincerità:
“Ho un pensiero che temo possa ferirti, e questo mi blocca. Non so se dirlo o come dirlo”.
Con questa premessa, lasci all’altro la possibilità di scegliere.

𝗘 𝘁𝘂, 𝗰𝗼𝗻 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗽𝗿𝗲𝗺𝗲𝘀𝘀𝗮, 𝗼𝘁𝘁𝗶𝗲𝗻𝗶 𝗱𝘂𝗲 𝘃𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮̀ 𝗽𝗿𝗲𝘇𝗶𝗼𝘀𝗲:
✅ Se non vuole saperlo, forse non gli interessava davvero chi sei, ma chi puoi essere per lui/lei;
✅ Se ascolta e accoglie, ti sentirai rassicurato/a nell’essere te stesso/a. Anche se c’è disaccordo, il tuo gesto mostra amore per l'altro e non paura.

💔 E se ormai è “troppo tardi” e il distacco è già avvenuto, per separazione o per lutto, questa paura può amplificare la sofferenza e i sensi di colpa.
Ma è proprio adesso che puoi trasformarla: imparando a esprimerti, a riconoscerti, a liberarti da modelli che ti hanno tenuto in gabbia.

🌱 Il "𝗖𝗵𝗲𝗰𝗸 𝗨𝗽 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗔𝘂𝘁𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗮 𝗔𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮" ti aiuta a vedere tutto questo con chiarezza: come ti rapporti a te stesso/a, agli altri, e dove puoi iniziare a ritrovare verità e libertà.

💌 𝗦𝗲 𝘃𝘂𝗼𝗶 𝗿𝗶𝗰𝗲𝘃𝗲𝗿𝗹𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝘂𝗶𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲, 𝘀𝗰𝗿𝗶𝘃𝗶𝗺𝗶 𝗶𝗻 𝗽𝗿𝗶𝘃𝗮𝘁𝗼 𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮 “𝗟𝗶𝗯𝗲𝗿𝘁𝗮̀”.
È un primo passo per tornare a sentirti in pace con te stesso e con chi non c’è più. 🌟

̀

𝗡𝗲𝗹 “𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗶”, 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗿𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗶𝗹 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮🌿 Oggi mi sono fermato a ricordare la "mia Cristina" per darle un ...
02/11/2025

𝗡𝗲𝗹 “𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗶”, 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗿𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗶𝗹 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮
🌿 Oggi mi sono fermato a ricordare la "mia Cristina" per darle un nuovo abbraccio d’amore, e per ringraziarla dei tanti momenti che ha scelto di condividere con me nella sua vita.
Oggi i cimiteri si riempiono di fiori.
Io ci vado poco al cimitero.

Ci vado poco perché il cimitero contiene solo la materia di cui eravamo fatti e non della persona che siamo stati.
Il vero luogo dove riposa Cristina non ha bisogno di fiori o abbellimenti, perché è sempre vivo e splendente: 𝗲̀ 𝗶𝗹 𝗺𝗶𝗼 𝗰𝘂𝗼𝗿𝗲. ❤️

Non servono ricorrenze o giorni speciali.
𝗖𝗶𝗼̀ 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗶𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲 𝗲̀ 𝗶𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗱𝗮 𝗰𝗶𝗼̀ 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗼𝗴𝗴𝗶.

🎵 Quando ascolto “Un mondo a parte” di Jovanotti, mi commuovo ogni volta, primo perché parla un po’ della nostra storia e poi perché è stata Cristina a farmi conoscere le sue canzoni. Io poi gliele cantavo nei nostri viaggi in macchina, soprattutto “Come musica”.
Quando la cantavo mi commuovevo e sentivo il cuore esplodere di felicità.
Ci guardavamo negli occhi e partiva un sorriso… quel sorriso intimo che bastava per dirci tutto. 💞

Oggi ho anche riguardato ciò che avevo scritto su FB in quei giorni del distacco.
Non ricordavo tutta quella forza.
Non ricordavo la centratura che tanti mi avevano riconosciuto in quel momento….
La mente a volte ci inganna, tende a ricordare più le lacrime che la luce.

𝗘 𝗮𝗹𝗹𝗼𝗿𝗮 𝗿𝗶𝗻𝗴𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗲𝗺𝗼𝗿𝗶𝗮, 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗼 𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲𝗴𝗴𝗲𝗿𝗲 𝗶 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗿𝗱𝗶 𝗲 𝘃𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗵𝗼 𝘃𝗶𝘀𝘀𝘂𝘁𝗼 e mi fa capire ancora di più perché oggi sento il bisogno di aiutare chi soffre per la perdita di una persona cara. 🌺

𝗔 𝗰𝗵𝗶 𝗼𝗴𝗴𝗶 𝘀𝗶 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗲 𝘁𝗿𝗶𝘀𝘁𝗲 𝗼 𝘀𝗼𝗹𝗼, 𝘃𝗼𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗱𝗶𝗿𝗲 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼:
𝘀𝗲 𝘁𝗶 𝗺𝗮𝗻𝗰𝗮, 𝗲̀ 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗵𝗮𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝘀𝗼 𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼, 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮 𝗵𝗮 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝘁𝗼 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘁𝘂𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮.
Se però questa tristezza continua, mese dopo mese, forse è il momento di guardare dentro di te, con gentilezza, e capire da dove arriva quella sofferenza.
In questi giorni ho completato un 𝗖𝗵𝗲𝗰𝗸-𝘂𝗽 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗔𝘂𝘁𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗮 𝗮𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮, che può aiutarti a scoprire il tuo modo di vivere le relazioni — con te stesso, con il partner e con la vita.
💌 Se lo desideri, scrivimi in privato e sarò felice di inviartelo.

✨Allora… Buona Giornata della memoria a tutti.

Che porti con sé nuova consapevolezza del bello della vita, e la forza che nasce dall’amore condiviso. 💫

💔 𝗘𝘀𝗰𝗶 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗯𝘂𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗼𝗳𝗳𝗲𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗼 𝗼𝗴𝗴𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗰𝗼𝗻 𝘁𝗲.Ci siamo….sono arrivati i giorni in cui ric...
01/11/2025

💔 𝗘𝘀𝗰𝗶 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗯𝘂𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗼𝗳𝗳𝗲𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗼 𝗼𝗴𝗴𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗰𝗼𝗻 𝘁𝗲.
Ci siamo….sono arrivati i giorni in cui ricordiamo tutte le persone che abbiamo amato e che non sono più con noi nella vita di ogni giorno.
Sono state preziose, uniche, le migliori che potessimo incontrare…
Eppure, a volte, quell’amore si trasforma in un buco nero da cui facciamo fatica a uscire.

🌀 È un passaggio cruciale che incontro spesso con le persone che seguono il mio percorso “𝗥𝗶𝗻𝗮𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝘂𝗻 𝗔𝗱𝗱𝗶𝗼”.
Si arriva in un punto in cui ci si chiede:
👉 𝗤𝘂𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗼 𝗲̀ 𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲 𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗻𝘁𝗼, 𝗶𝗻𝘃𝗲𝗰𝗲, 𝗲̀ 𝗮𝘁𝘁𝗮𝗰𝗰𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗼 𝗽𝗮𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮𝗿𝗲 𝘀𝗼𝗹𝗼/𝗮?
L’amore autentico non svanisce con la scomparsa della persona.
✨ Resta, si trasforma, ci rinforza nella vita che continua.
Ma se ti senti ancora dentro una buca, vuol dire che qualcos’altro ti sta trattenendo… e vale la pena guardarlo con coraggio e tenerezza.

🌿 È per questo che ho creato il “𝗖𝗵𝗲𝗰𝗸 𝗨𝗽 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗔𝘂𝘁𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗮 𝗔𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮”
👉 Misura il tuo grado di attaccamento e dipendenza affettiva e scopri i primi passi per tornare a sorridere alla vita.

💫 𝗙𝗔 𝗣𝗘𝗥 𝗧𝗘 𝗦𝗘:
• All’uscita da un lutto, ti spaventa l’idea di tornare in una relazione.
• Stai soffrendo per la perdita di una persona e non hai mai esplorato che tipo di legame vi univa.
• Hai difficoltà a esprimere opinioni o affrontare conflitti per paura di perdere l’altro.
• Vivi con la costante paura dell’abbandono.

🚫 𝗡𝗢𝗡 𝗙𝗔 𝗣𝗘𝗥 𝗧𝗘 𝗦𝗘:
• Pensi che soffrire per anni sia inevitabile dopo una perdita.
• Credi che il modo in cui ti relazioni non abbia nulla a che fare con la tua sofferenza.
• Ritieni che amare significhi annullarsi per l’altro.
• Ti sembra normale mettere sempre te stesso/a all’ultimo posto.

💡 𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗖𝗵𝗲𝗰𝗸 𝗨𝗽 𝘁𝗶 𝗮𝗶𝘂𝘁𝗮 𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘁𝗶 𝗺𝘂𝗼𝘃𝗶 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗿𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶:
• Con te stesso/a (la più importante di tutte 💗)
• Dentro una relazione affettiva, quella che più spesso ti logora.
• Con gli altri, quando devi scegliere se vieni prima tu o loro.
🔍 Chi lo ha già fatto mi ha raccontato di aver:
• Capito cosa blocca la ripartenza dopo una separazione o un lutto.
• Ristabilito il contatto con i propri bisogni autentici.
• Imparato a festeggiare i propri successi, anche nella solitudine.

💬 Ho dedicato molto tempo per renderlo semplice, mettendoci tutto il mio amore per chi come me è passato per una perdita importante.
È un modo concreto per smascherare le scuse, ritrovare libertà e riscoprire la gioia di vivere anche da soli… perché l’amore vero non muore mai, ma continua a crescere dentro di noi. 🌺

👉 𝗦𝗲 𝘃𝘂𝗼𝗶 𝗿𝗶𝗰𝗲𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝘁𝘂𝗮 𝗰𝗼𝗽𝗶𝗮 𝗴𝗿𝗮𝘁𝘂𝗶𝘁𝗮:
scrivimi in DM oppure commenta con la parola LIBERTÀ ✨
Sarò felice di inviartelo personalmente.

Felice onomastico a tutti quanti e.... una preghiera di ringraziamento a tutte le persone che abbiamo amato e che oggi non festeggiano al nostro fianco 🙏

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San Martino Di Lupari
35018

Telefono

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