Wine Meridian

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Wine Meridian
Il primo portale di informazione dedicato a sviluppare l’immagine del vino italiano sui mercati esteri, aumentare la cultura della imprese sul fronte dei processi di internazionalizzazione, sia in relazione all’organizzazione aziendale sia negli strumenti di conoscenza dei mercati. The first website designed to boost the image of Italian wines on international markets and to facilita

te a true understanding of the internationalization process, in both internal organization and market knowledge.

Continuo a sentire ripetere che berremo meno vino, ma spenderemo di più.Può essere vero. Ma attenzione: quella crescita ...
04/09/2026

Continuo a sentire ripetere che berremo meno vino, ma spenderemo di più.

Può essere vero. Ma attenzione: quella crescita di valore non è una promessa per tutta la filiera.

I dati presentati da Wine Australia mostrano un mercato molto più selettivo. Quasi tutta la contrazione dei volumi mondiali si concentra nella fascia commerciale, mentre il premium sostanzialmente tiene. E i rossi perdono terreno molto più velocemente dei bianchi.

Quindi il problema non è soltanto quanto vino produrremo.

È quale vino continueremo a produrre.

Mi preoccupa che in Italia si parli ancora troppo spesso di crisi in termini generici, quando i numeri raccontano spostamenti molto precisi della domanda.

Succede anche con i giovani. Continuiamo a dire che la Gen Z non beve, mentre i dati mostrano che il consumo di alcol tra i giovani adulti si sta riallineando a quello della popolazione generale. Semplicemente, scelgono meno vino.

E mentre altri mercati costruiscono strategie partendo da target, occasioni di consumo e dati reali, noi continuiamo troppo spesso a decidere per sensazioni.

Ridurre gli ettari può essere necessario. Ma l’espianto non è una strategia se continuiamo a produrre esattamente ciò che il mercato sta lasciando.

Il futuro sarà probabilmente più piccolo in litri.

Il valore, però, andrà a chi avrà capito prima cosa produrre, per chi e per quale occasione.

Giovedì 10 settembre alle 17:00 vi aspettiamo online su Zoom con b.connected per esplorare le nuove rotte commerciali de...
04/09/2026

Giovedì 10 settembre alle 17:00 vi aspettiamo online su Zoom con b.connected per esplorare le nuove rotte commerciali del vino italiano.

Cosa approfondiremo insieme:
• il potenziale del mercato africano e come relazionarsi con gli importatori nigeriani
• le prossime tappe internazionali tra Brasile e Uruguay
• le strategie per affrontare i mercati chiave del 2027

Un appuntamento mirato per arrivare preparati sui mercati emergenti.

👉 Iscrizione gratuita qui: https://us06web.zoom.us/webinar/register/WN_Kf1vMNkWRcKcihoZPLfpoQ #/registration
Non potrai partecipare in diretta? Se ti iscrivi riceverai la registrazione in seguito.

Meno uva, ma nessun allarme. Anzi, in alcuni casi potrebbe essere esattamente ciò di cui il mercato ha bisogno.La vendem...
03/09/2026

Meno uva, ma nessun allarme. Anzi, in alcuni casi potrebbe essere esattamente ciò di cui il mercato ha bisogno.

La vendemmia 2026 parte con rese generalmente in flessione, anticipi di raccolta e un clima che continua a imporre ai produttori decisioni sempre più precise.

Dal Piemonte alla Sicilia, però, il messaggio che arriva dai vigneti è tutt’altro che pessimista.

In Franciacorta si stimano cali produttivi tra il 10 e il 18%, in Umbria del 5-10%. In Friuli e in diverse aree del Nord la raccolta è stata anticipata per preservare freschezza e acidità. Altrove si è scelto di non sfogliare, di mantenere l’inerbimento o di interve**re sull’irrigazione con precisione quasi chirurgica.

Non esistono più ricette valide per ogni annata.

Ed è forse questo il dato più interessante della vendemmia 2026: la viticoltura sta diventando sempre meno automatica e sempre più adattiva.

Intanto anche il mercato manda un segnale chiaro. Con consumi globali in contrazione, produrre qualche bottiglia in meno non significa necessariamente perdere valore.

La vera sfida è ottenere vini più identitari, freschi e coerenti con ciò che oggi cercano i consumatori.

Meno quantità, quindi. Ma molta più precisione.

👉🏼 Leggi l'articolo completo: https://www.winemeridian.com/approfondimenti/agosto-vendemmia-2026-viticoltura-precisione-qualita-eccellente/

Il sommelier non è più soltanto quello che porta una bottiglia al tavolo.Per Nicola Martin, Miglior Sommelier del Veneto...
03/09/2026

Il sommelier non è più soltanto quello che porta una bottiglia al tavolo.

Per Nicola Martin, Miglior Sommelier del Veneto 2026, oggi deve essere soprattutto un interprete: capire chi ha davanti, tradurre il vino con parole semplici e costruire una relazione tra produttore e consumatore.

Anche perché il modo di bere sta cambiando.

Al ristorante si consuma meno, i percorsi degustazione lunghi faticano e il cliente è molto più attento alla quantità. Ma proprio per questo cresce anche la curiosità: se si sceglie un solo calice, quel calice deve essere davvero appagante.

La risposta può passare anche da pairing più aperti, dove accanto al vino entrano tè, birra, sakè, cocktail e proposte analcoliche.

Cambia anche il rapporto con il prezzo: prima di ordinare, molti clienti controllano online quanto costa una bottiglia e valutano con attenzione il ricarico.

E poi c’è la sfida delle nuove generazioni, spesso più attratte da spritz, cocktail e gin tonic che dal vino.

Per raggiungerle, secondo Martin, non servono più tecnicismi. Servono affidabilità, linguaggio chiaro e la capacità di adattare il racconto a chi ascolta.

Perché il nuovo sommelier non deve dimostrare quanto sa.

Deve riuscire a far ve**re voglia di bere meglio.

👉🏼 Leggi l'intervista completa: https://www.winemeridian.com/approfondimenti/nuovo-volto-sommelier-connettere-vino-persone-nicola-martin-settembre-2026/

Il vino non deve diventare più semplice. Deve imparare a farsi capire meglio.È da questa convinzione che nasce il Gruppo...
03/09/2026

Il vino non deve diventare più semplice. Deve imparare a farsi capire meglio.

È da questa convinzione che nasce il Gruppo Gen Z dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino, coordinato da Roberta Urso e formato dalle socie più giovani provenienti da tutta Italia.

Il primo terreno di sperimentazione è TikTok, con una serie di video pensati per smontare falsi miti e raccontare il vino come si farebbe con un amico che ne sa poco o nulla.

Niente lezioni, quindi. E soprattutto meno tecnicismi.

L’obiettivo è mostrare che il vino non è necessariamente complicato, elitario o costoso e che può trovare spazio in occasioni di consumo molto diverse.

Per Urso, la comunicazione del settore deve diventare più sintetica, immediata e capace di partire da un concetto essenziale, lasciando l’approfondimento a chi desidera andare oltre.

Anche il confronto con le ragazze della Gen Z sta offrendo una lezione: meno sovrastrutture, più spontaneità, curiosità e voglia di sperimentare.

Perché se vogliamo avvicinare nuovi pubblici, forse non dobbiamo chiedere ai giovani di imparare il nostro linguaggio.

Dobbiamo essere noi a imparare a parlare anche il loro.

👉🏼 Leggi l'intervista completa: https://www.winemeridian.com/approfondimenti/donne-vino-gen-z-associazione-settembre-2026/

Forse i giovani non hanno semplicemente smesso di interessarsi al vino. Forse è il modo in cui glielo proponiamo a crear...
03/09/2026

Forse i giovani non hanno semplicemente smesso di interessarsi al vino. Forse è il modo in cui glielo proponiamo a creare distanza.

Quando al ristorante la carta comincia a passare di mano perché nessuno vuole assumersi la responsabilità di scegliere, c’è un problema che va oltre il consumo: paura di sbagliare, di non conoscere abbastanza, di essere giudicati.

Le testimonianze raccolte dall’Osservatorio di Wine Meridian convergono su un punto: il vino deve diventare più accessibile culturalmente, senza per questo essere banalizzato.

Significa accettare che possa convivere con cocktail, birra e altre bevande. Significa dare più spazio al calice, abbassare la soglia economica e psicologica dell’assaggio e smettere di raccontare la degustazione come se esistesse sempre una risposta corretta.

Anche il linguaggio deve cambiare: meno “dovresti sentire questo”, più spazio all’esperienza personale.

E poi bisogna incontrare i giovani nei luoghi in cui già costruiscono gusti e identità, a partire dai social, con contenuti pensati realmente per loro.

La sfida non è convincerli a bere come le generazioni precedenti.

È far sì che il vino torni a sembrare qualcosa a cui possono appartenere.

👉🏼 Leggi l'articolo completo: https://www.winemeridian.com/approfondimenti/genz-vino-consumo-esperienze-informali-agosto-2026/

WSET ha cambiato logo, eliminato la storica “dea del vino” e scelto di presentarsi soltanto attraverso il proprio acroni...
02/09/2026

WSET ha cambiato logo, eliminato la storica “dea del vino” e scelto di presentarsi soltanto attraverso il proprio acronimo.

Ma quanto può cambiare davvero la formazione sul vino attraverso un restyling?

Lo abbiamo chiesto a Cristina Mercuri MW, Jessica Dupuy e Simone Ingrassia, tre professionisti che quei percorsi li hanno frequentati, insegnati e osservati da prospettive differenti.

Su un punto convergono: il problema non è il rigore. Una formazione professionale deve restare approfondita e selettiva. Il rischio nasce quando il linguaggio tecnico diventa gatekeeping, il titolo uno status symbol e la conoscenza uno strumento per intimidire invece che per avvicinare.

Cambiare significa quindi altro: più collegamenti con la pratica professionale, contatto diretto con produttori e vigneti, competenze su comunicazione e mercato, casi di studio aggiornati su no/low alcohol, e-commerce, AI e nuovi comportamenti di consumo.

E soprattutto percorsi diversi per pubblici diversi. Chi vuole orientarsi davanti a uno scaffale non ha gli stessi bisogni di chi punta a una carriera professionale nel vino.

Rendere la formazione più accessibile non significa renderla più facile.
Significa trasformare conoscenze complesse in strumenti realmente utili.

👉🏼 Leggi l'articolo completo: https://www.winemeridian.com/approfondimenti/wset-nuovo-logo-formazione-vino-cambia/

Allenarsi può cancellare i rischi legati all’alcol?Una recente lettura di Jamie Goode ha rilanciato questa idea partendo...
02/09/2026

Allenarsi può cancellare i rischi legati all’alcol?

Una recente lettura di Jamie Goode ha rilanciato questa idea partendo da uno studio norvegese condotto su quasi 25.000 persone seguite per oltre 16 anni.

Ma leggendo la ricerca originale, il quadro è più complesso.
Il fitness cardiorespiratorio emerge effettivamente come un forte indicatore associato alla mortalità: chi rimane fuori forma presenta rischi significativamente più elevati, indipendentemente dal rapporto con l’alcol.

Tra le persone rimaste allenate, inoltre, il rischio osservato nei bevitori moderati e costanti non risultava significativamente diverso da quello degli astemi allenati.

Questo, però, non significa che l’attività fisica renda innocuo l’alcol.
Lo stesso studio ribadisce che un aumento del consumo resta associato a un rischio maggiore e mostra un’eccezione importante: chi passa dall’astinenza al consumo registra un rischio più alto anche mantenendo una buona forma fisica.

La differenza è sostanziale: il fitness può modificare il peso relativo di alcuni fattori di rischio, ma non rappresenta una licenza per bere senza conseguenze.

Ancora una volta, il problema nasce quando un risultato scientifico complesso viene trasformato in un titolo troppo semplice.

👉🏼 Leggi l'articolo completo: https://www.winemeridian.com/approfondimenti/allenarsi-alcol-studio-norvegese-fitness-mortalita/

In Portogallo tutti amano la quercia da sughero. Ma quasi nessuno ne pianta più.È uno dei paradossi raccontati da Nuno O...
02/09/2026

In Portogallo tutti amano la quercia da sughero. Ma quasi nessuno ne pianta più.

È uno dei paradossi raccontati da Nuno Oliveira, Executive Director di Amorim Agro-Florestal: i Montados sono una straordinaria riserva di carbonio e biodiversità, ma stanno invecchiando senza un ricambio sufficiente.

Questa riflessione trova spazio all’interno del progetto Amorim Wine Vision, un network di pensiero nato grazie alla collaborazione con per mettere al centro del dibattito le visioni originali degli operatori più autorevoli del mondo del vino.Il problema è anche economico.

Una quercia può richiedere fino a 30 anni prima della prima decorticazione: un orizzonte difficilmente compatibile con quello di molti investitori.

Per questo Amorim sta lavorando su genetica, irrigazione iniziale e nuovi modelli colturali capaci di aumentare la sopravvivenza delle giovani piante e ridurre il tempo necessario per arrivare alla prima estrazione.

L’obiettivo non è semplicemente produrre più sughero.
Un Montado ben gestito protegge il terreno dall’erosione, contrasta la desertificazione, conserva biodiversità e continua a immagazzinare carbonio. E il suo modello ha una particolarità fondamentale: per ottenere la materia prima non è necessario abbattere l’albero.

La corteccia viene raccolta. La quercia rimane.

E quella “fabbrica di carbonio” può continuare a lavorare per centinaia di anni.

👉🏼 Leggi l'intervista completa: https://www.winemeridian.com/approfondimenti/esperienze-aziendali/sughero-carbon-negative-amorim-clima-luglio-2026/

Milioni di persone stanno modificando il proprio rapporto con fame, gusto, piacere e convivialità. E il mondo del vino d...
02/09/2026

Milioni di persone stanno modificando il proprio rapporto con fame, gusto, piacere e convivialità. E il mondo del vino dovrebbe iniziare a osservare il fenomeno con attenzione.

I farmaci GLP-1, nati per il trattamento del diabete e oggi molto diffusi anche nella gestione del peso, non sembrano incidere soltanto sull’appetito.

Quattro report analizzati tra Stati Uniti, Brasile, Cina e Regno Unito descrivono consumatori che percepiscono più intensamente dolcezza, sapidità e acidità e che, in alcuni casi, sviluppano una minore tolleranza verso prodotti troppo ricchi, grassi o zuccherati.

Anche l’alcol potrebbe risentirne. In Brasile il 34% degli utilizzatori intervistati dichiara un piacere ridotto nel consumo di bevande alcoliche; negli Stati Uniti il dato è del 22%.

Ma “meno” non significa necessariamente rinunciare al piacere. Al contrario, emerge una maggiore selettività: quantità più piccole, prodotti premium e la ricerca di esperienze che valgano davvero ciò che si decide di consumare.

Per il vino potrebbe significare maggiore spazio per formati ridotti, gradazioni contenute e profili meno estremi.

Non sappiamo ancora quanto sarà profondo l’impatto. Ma se milioni di consumatori stanno cambiando palato, ignorarlo sarebbe un errore.

👉🏼 Leggi l'articolo completo: https://www.winemeridian.com/approfondimenti/rivoluzione-gusto-farmaci-glp-1-vino-gusto-cambiamento-2025/

Indirizzo

Viale Del Lavoro, 41
San Martino Buon Albergo
37036

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

Telefono

+390459781873

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