04/09/2026
Continuo a sentire ripetere che berremo meno vino, ma spenderemo di più.
Può essere vero. Ma attenzione: quella crescita di valore non è una promessa per tutta la filiera.
I dati presentati da Wine Australia mostrano un mercato molto più selettivo. Quasi tutta la contrazione dei volumi mondiali si concentra nella fascia commerciale, mentre il premium sostanzialmente tiene. E i rossi perdono terreno molto più velocemente dei bianchi.
Quindi il problema non è soltanto quanto vino produrremo.
È quale vino continueremo a produrre.
Mi preoccupa che in Italia si parli ancora troppo spesso di crisi in termini generici, quando i numeri raccontano spostamenti molto precisi della domanda.
Succede anche con i giovani. Continuiamo a dire che la Gen Z non beve, mentre i dati mostrano che il consumo di alcol tra i giovani adulti si sta riallineando a quello della popolazione generale. Semplicemente, scelgono meno vino.
E mentre altri mercati costruiscono strategie partendo da target, occasioni di consumo e dati reali, noi continuiamo troppo spesso a decidere per sensazioni.
Ridurre gli ettari può essere necessario. Ma l’espianto non è una strategia se continuiamo a produrre esattamente ciò che il mercato sta lasciando.
Il futuro sarà probabilmente più piccolo in litri.
Il valore, però, andrà a chi avrà capito prima cosa produrre, per chi e per quale occasione.