20/04/2020
Fino ad oggi abbiamo ritenuto giusto e corretto non commentare, criticare o giudicare quanto successo in questo periodo, ma oggi crediamo sia giusto far sentire la nostra voce.
Siamo chiusi dal 4 marzo, come tutte le scuole. La differenza è che la nostra struttura, essendo privata, andava avanti con le rette che mensilmente i genitori pagavano per il servizio, niente convenzioni comunali o statali, quindi nessun aiuto esterno.
Le nostre strutture accolgono pochi bambini quindi a malapena si riesce mensilmente a coprire le spese, numerose, ma abbiamo sempre portato avanti il nostro progetto per amore, dedizione e passione.
È quindi lecito arrabbiarsi quando NESSUNO si preoccupa del futuro dei servizi all'infanzia. Si parla della scuola statale, della riapertura di parrucchieri, estetiste e negozi di vestiti, nessuno parla di infanzia e, in particolar modo, di nidi. Sono molte le realtà che rischiano di chiudere, noi siamo tra questi perché non possiamo permetterci di sostenere le spese di una struttura senza sapere se e quando sarà possibile riaprire.
Non chiediamo molto, solo che qualcuno ci ascolti e ci dia qualche risposta.