18/08/2026
Facciamo un po’ di geografia del dojo con la pillola di questa settimana!
Il nostro appuntamento quindicinale del lunedì non va in ferie! Oggi la dott.ssa Giorgia ci spiega la
GEOGRAFIA DEL DŌJŌ
Dōjō (道場): letteralmente, il "luogo della Via". Ben più di una semplice palestra, nelle Arti Marziali è lo spazio, intriso di sacralità, dove apprendere i principi della disciplina e migliorare, ad un tempo, tecnica e spirito.
Normalmente il dōjō si presenta come una stanza rettangolare o quadrata il cui fulcro (tanto visivo, quanto spirituale) è costituito dal "kamiza" (上座) cioè "seggio superiore": la parete principale, opposta all'ingresso, impreziosita da un piccolo altare detto "kamidana" (神棚). È qui che, idealmente, risiedono i numi tutelari della disciplina, accanto ai quali vengono poste le foto del caposcuola o dei maestri più importanti: a destra quelli ancora in vita, a sinistra quelli mancati ma mai dimenticati. In ossequio alla dottrina del Feng Shui questa parete dovrebbe essere orientata preferibilmente a Nord: un punto cardinale associato al concetto di prosperità e saggezza, che idealmente si irradia dal kamiza verso i praticanti.
La parete opposta al kamiza prende il nome di "shimoza" (下座), ossia "seggi bassi". Tradizionalmente è qui che gli allievi si dispongono in ordine di grado per il saluto e per ascoltare le istruzioni dell'insegnante. Orientato preferibilmente a Sud per simboleggiare la luce della conoscenza anelata dai discenti, lo shimoza contribuisce a delimitare lo spazio di lavoro centrale che è chiamato "enbujō" (演武所), ovvero "luogo della pratica" ed è associato al concetto di armonia in quanto tramite fra i vari lati del dōjō.
Le restanti due pareti, preferibilmente disposte a Ovest e ad Est, prendono il nome "shimoseki" (下席) e "jōseki" (上席), cioè "posti bassi" e "posti alti". Legate rispettivamente ai concetti di rettitudine morale e virtù, abbracciano idealmente la fila degli allievi che, nella configurazione più ortodossa, vede i kohai prendere posto a partire dal lato shimoseki, per procedere via via con i senpai verso il lato jōseki.
Una disposizione ovest-est che, specie nei dōjō di Aikidō, rappresenta un percorso di illuminazione e crescita: dal lato dove la luce del sole idealmente cede il passo all'oscurità, tramite l'esercizio e l'esperienza l'aikidōka arriva a quello da dove quest'ultima sorge e risplende radiosa.
Un cammino di crescita in cui è difficile perdersi, guidati da questa "geografia spirituale" nascosta in bella vista. E voi? La conoscevate? Fatecelo sapere nei commenti!