Arti Marziali San Donà

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Vieni a conoscerci questo weekend a “In Action”Scopri e prova le nostre attività!
11/09/2026

Vieni a conoscerci questo weekend a “In Action”
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Le vacanze sono finite e la gravità non perdona! È ora di ritrovare l’equilibrio, sciogliere i muscoli e riprendere a ca...
10/09/2026

Le vacanze sono finite e la gravità non perdona! È ora di ritrovare l’equilibrio, sciogliere i muscoli e riprendere a cadere con stile. Ripartono i corsi di Aikido per Adulti a San Donà: meno stress, più energia e la solita ottima compagnia sul tatami. Vi aspettiamo! 🥋

08/09/2026

Si ricomincia!
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01/09/2026

Venite a conoscere le nostre attività!
Vi aspettiamo 12-13 settembre a “In Action”!

Scopri ulteriori curiosità nei commenti del post originale!
01/09/2026

Scopri ulteriori curiosità nei commenti del post originale!

Nel consueto appuntamento del lunedì, la dott.ssa Giorgia oggi ci spiega cos'è il

IL KAMIDANA

Nel post precedente abbiamo accennato al significato del "kamidana": il piccolo altare shintoista che tradizionalmente adorna la parete principale dei dōjō giapponesi.

Il termine kamidana (神棚) si potrebbe tradurre come "mensola (棚) degli dèi (神): collocata al centro della parete o in una nicchia apposita detta "tokonoma" (床の間), questa struttura andrebbe sempre installata al di sopra della normale altezza occhi, di modo che nulla sia idealmente superiore alle divinitá che la abitano.

I nomi di quest'ultime sono scritte sugli "ofuda" (お札): talismani in carta o legno che costituiscono l'elemento principale di ogni kamidana e che di solito vengono collocati in una piccola rastrelliera a forma di tempietto chiamata "shinden" (神殿). Proprio come i santuari shintoisti, lo shinden può essere poi impreziosito da una "shimenawa" (注連縄corda sacra intrecciata con paglia di riso o canapa), dalla quale pendono le inconfondibili "shide" (紙垂): striscette di carta a forma di fulmine che, oltre a delimitare lo spazio sacro, allontanano col loro fruscìo le energie negative.

Sul più alto dei gradini che formano la base dello shinden viene collocato un piccolo specchio circolare detto "shinkyo" (神鏡), mentre di fronte non è insolito trovare accessori quali portacandele o piccole lanterne, oltre a dei contenitori in ceramica per le offerte. Queste sono costituite essenzialmente da acqua fresca, uno speciale sakè detto "omiki" (お神酒), una manciata di sale e riso: alimenti considerati essenziali per il sostentamento alla vita, da rinnovarsi possibilmente ogni giorno.

A destra e sinistra concludono l'allestimento del kamidana alcuni rametti di "sakaki" (o "Cleyera japonica" 榊󠄀): la pianta sempreverde sacra allo Shintō che andrebbe sostituita ogni 1° e 15° giorno del mese, in corrispondenza con il plenilunio ed il novilunio degli antichi calendari nipponici.

Non un semplice elemento di arredo, dunque: il kamidana è una sorta di centro spirituale del dōjō, da tenere pulito e ordinato proprio come il luogo di pratica, così che i kami ivi accuditi "ricambino la cortesia" favorendo i percorsi di crescita marziale. E il vostro kamidana, com'è?

Noi ci saremo! Venite a trovarci! 💪🏻
30/08/2026

Noi ci saremo! Venite a trovarci! 💪🏻

27/08/2026

Le nostre attività per l’anno sportivo 2026-2027
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Facciamo un po’ di geografia del dojo con la pillola di questa settimana!
18/08/2026

Facciamo un po’ di geografia del dojo con la pillola di questa settimana!

Il nostro appuntamento quindicinale del lunedì non va in ferie! Oggi la dott.ssa Giorgia ci spiega la

GEOGRAFIA DEL DŌJŌ

Dōjō (道場): letteralmente, il "luogo della Via". Ben più di una semplice palestra, nelle Arti Marziali è lo spazio, intriso di sacralità, dove apprendere i principi della disciplina e migliorare, ad un tempo, tecnica e spirito.

Normalmente il dōjō si presenta come una stanza rettangolare o quadrata il cui fulcro (tanto visivo, quanto spirituale) è costituito dal "kamiza" (上座) cioè "seggio superiore": la parete principale, opposta all'ingresso, impreziosita da un piccolo altare detto "kamidana" (神棚). È qui che, idealmente, risiedono i numi tutelari della disciplina, accanto ai quali vengono poste le foto del caposcuola o dei maestri più importanti: a destra quelli ancora in vita, a sinistra quelli mancati ma mai dimenticati. In ossequio alla dottrina del Feng Shui questa parete dovrebbe essere orientata preferibilmente a Nord: un punto cardinale associato al concetto di prosperità e saggezza, che idealmente si irradia dal kamiza verso i praticanti.

La parete opposta al kamiza prende il nome di "shimoza" (下座), ossia "seggi bassi". Tradizionalmente è qui che gli allievi si dispongono in ordine di grado per il saluto e per ascoltare le istruzioni dell'insegnante. Orientato preferibilmente a Sud per simboleggiare la luce della conoscenza anelata dai discenti, lo shimoza contribuisce a delimitare lo spazio di lavoro centrale che è chiamato "enbujō" (演武所), ovvero "luogo della pratica" ed è associato al concetto di armonia in quanto tramite fra i vari lati del dōjō.

Le restanti due pareti, preferibilmente disposte a Ovest e ad Est, prendono il nome "shimoseki" (下席) e "jōseki" (上席), cioè "posti bassi" e "posti alti". Legate rispettivamente ai concetti di rettitudine morale e virtù, abbracciano idealmente la fila degli allievi che, nella configurazione più ortodossa, vede i kohai prendere posto a partire dal lato shimoseki, per procedere via via con i senpai verso il lato jōseki.
Una disposizione ovest-est che, specie nei dōjō di Aikidō, rappresenta un percorso di illuminazione e crescita: dal lato dove la luce del sole idealmente cede il passo all'oscurità, tramite l'esercizio e l'esperienza l'aikidōka arriva a quello da dove quest'ultima sorge e risplende radiosa.

Un cammino di crescita in cui è difficile perdersi, guidati da questa "geografia spirituale" nascosta in bella vista. E voi? La conoscevate? Fatecelo sapere nei commenti!

Prima di ripartire con le attività a settembre ci siamo presi cura del dojo!Che ci si alleni o si pulisca il risultato n...
07/08/2026

Prima di ripartire con le attività a settembre ci siamo presi cura del dojo!
Che ci si alleni o si pulisca il risultato non cambia: stanchi, sudati e soddisfatti 💪🏻

Prima con la sinistra o prima con la destra?
03/08/2026

Prima con la sinistra o prima con la destra?

Oggi la dott.ssa Giorgia risponde ad una domanda che, molto probabilmente, chiunque sia salito su un tatami prima o poi si è posto. Buona lettura!

SAZAUKI O UZASAKI?

"Sa" e "u": letture cinesi degli ideogrammi giapponesi 左 (hidari) e 右 (migi), cioè "sinistra" e "destra". "Za" (座) e "ki" (起): letture alternative nonchè radici dei verbi "suwaru" e "okiru" che significano rispettivamente "sedersi" e "alzarsi". Combinati in due modi differenti a formare i termini sazauki (左座右起) e uzasaki (右座左起), questi quattro kanji sintetizzano un insegnamento fondamentale nel reigi di molte arti marziali giapponesi: il modo ideale di mettersi in seiza.

Sazauki sta letteralmente per "siedi con la sinistra (saza - 左座), alzati con la destra (uki - 右起)". Indica, pertanto, l'inginocchiarsi sul tatami scendendo a terra innanzitutto col ginocchio sinistro, rimettendosi poi in piedi sollevando prima il destro.
Viceversa, uzasaki traduce l'indicazione "siedi con la destra (uza - 右座), alzati con la sinistra (saki - 左起)". In questo caso la prima gamba che si piega per toccare terra col ginocchio è la destra, mentre la sinistra viene mossa per prima solo al momento di tornare in piedi.

La pratica del sazauki nasce all'abitudine dei guerrieri di portare le spade cinte al fianco sinistro, perciò inginocchiarsi scendendo prima con quella gamba permetteva un'estrazione più rapida delle armi in caso di pericolo. Indice di vigilanza costante e capacità di reazione fulminea ad un attacco, la pratica del sazauki è ancora oggi largamente adottata nei dōjō di Kendō e Iaidō, ma anche in discipline come il Judō ed il Karate.

La pratica dell'uzasaki sembrerebbe invece preferibile per i praticanti di Aikidō, l'"Arte della Pace". Proprio al fine di sottolineare la fiducia nel prossimo ed il rifiuto assoluto di nuocere, negli ultimi anni di vita O'Sensei cominciò infatti a posizionarsi in seiza scendendo in primis con la gamba destra. Un atteggiamento di armonia e rispetto che l'etichetta di corte già prescriveva per chi si inginocchiasse davanti all'Imperatore, ma che non mancó di suscitare perplessitá fra molti marzialisti per aver apparentemente stravolto una tradizione secolare.

E voi, conoscevate queste sottigliezze? Se si, fatecelo sapere nei commenti, e continuate a seguirci per nuove curiosità!

Indirizzo

Palasport "BARBAZZA" Via Unità D'Italia
San Donà Di Piave
30027

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