25/02/2026
A volte un bambino resta sulla soglia.
Osserva, si trattiene, resta in uno spazio che sente sicuro.
Nel setting psicomotorio può nascere una casa fatta di cuboni, cuscini, teli, un tubo che diventa un passaggio segreto e un materasso che accoglie.
Non è solo costruzione: è un luogo simbolico, un rifugio.
Quando un bambino si raccoglie lì dentro, sta comunicando qualcosa.
Ed è proprio in quel momento che lo psicomotricista sceglie di avvicinarsi.
Con rispetto.
Con ascolto.
Entrando nel suo spazio senza invaderlo, usando il linguaggio del corpo e del gioco.
Perché quando l’adulto sa “abitare” il mondo del bambino, quel rifugio può trasformarsi in ponte.
E da uno spazio protetto possono nascere apertura, relazione e fiducia.