22/07/2026
𝟏° 𝐩𝐫𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐢𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞𝐪𝐮𝐢𝐥𝐢𝐛𝐫𝐚𝐭𝐚: 𝐩𝐫𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐞
Tutti noi nel corso della nostra vita ci troviamo a pronunciare frasi del tipo: «Questa estate, in ferie, mi prenderò il tempo per leggere quei libri che se ne stanno sul comodino, mi prenderò cura di me facendo delle belle passeggiate e poi finalmente uscirò un po’, perché non ne posso più di questo estenuante ritmo casa-lavoro.»
Oppure: «Quando andrò in pensione mi rifarò di tutto. Mancano pochi anni e poi investirò i miei risparmi in una casetta al mare e finalmente farò quello che mi piace... »
Spesso rinviamo a un altro momento, le cose che avremmo voglia di fare oggi, le posticipiamo per mille motivi... Ma la vera domanda è: arriviamo a fare veramente queste cose? La risposta, il più delle volte, è un NO.
Le persone che dividono la vita in fasi e momenti temporali partono dal presupposto di avere pieno controllo sul tempo e sulle situazioni, ma come fanno a sapere che vivranno tanto a lungo per godersi la pensione in salute o che la vacanza trascorrerà esattamente come pianificato?
Ripensiamo ora a quante volte ci siamo detti: «Che bello essere qui e fare ciò che sto facendo. Come è bella questa mia vita e quanti momenti indimenticabili mi regala ogni giorno». Ci capita spesso di dirlo? Anche in questo caso la riposta, il più delle volte, è un NO.
Vi siete mai chiesti perché quando facciamo quello che ci piace stiamo bene? La risposta potrebbe essere: perché siamo totalmente concentrati e immersi nel momento presente, l’unico momento che, se vissuto con pienezza, può farci stare bene.
Invece, passiamo le giornate come se vivessimo alla continua ricerca di qualcosa che è lì, a pochi passi da noi, ma non riusciamo mai a fare nostro del tutto. Allo stesso tempo, ci lasciamo sfuggire dalle mani ciò che abbiamo e che sarebbe già nostro.
La bellezza unica del momento presente.
Iniziamo quindi a pensare che, a prescindere da ciò che ci è accaduto ieri, da ciò che ci capiterà domani, è bello che esista il momento preciso in cui siamo ora, perché è l’unico che possiamo vivere, l’unico in grado di farci stare bene se lo viviamo a pieno e lo riconosciamo come tale.
Si tratta di accettare il momento presente senza giudizio, senza volerlo per forza confrontare con il passato e senza troppe aspettative nei confronti di un futuro che neppure sappiamo se mai arriverà.
È importante ricordare che ogni momento è unico, arriva, se ne va e non torna più. Possono esserci momenti simili tra loro, migliori o peggiori, divertenti o tristi, ma quello appena passato è comunque un momento che non tornerà mai più. Inutile sprecare energie per trattenere qualcosa che non può essere trattenuto.
Un secondo, un giorno, un’ora, nella loro essenza non sono né belli, né brutti. Esistono e basta. Sono “belli” semplicemente perché esistono.
Ciò che accade in uno specifico momento della nostra vita è relativo.
Il momento diventa più o meno importante in base a cosa ne facciamo e a come decidiamo di viverlo…
Matteo Tessarotto Coach - Coaching e Formazione
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