25/11/2025
La preposizione latina EX ‘via da, fuori da’ era usata nel latino tardo per indicare l’uscita da una carica o da una condizione in locuzioni come EX CONSULE […]. Nell’italiano antico la preposizione è adoperata con lo stesso valore in funzione di vero e proprio prefisso unito anche graficamente a un nome. […] Alla fortuna di EX nella nostra lingua ha contribuito il francese nel periodo della rivoluzione durante il cosiddetto triennio giacobino, quando l’Italia fu invasa dalle armate francesi guidate da Napoleone e molte alte cariche pubbliche furono destituite. L’influenza francese è sottolineata all’inizio del Novecento da Alfredo Panzini nel suo Dizionario moderno (1905): «Nella lingua francese questo ex cominciò a preponderare al tempo della rivoluzione per esprimere insieme l’antico e il nuovo stato delle persone, onde ex-prétre, ex-préfet, ex-consul, etc. L’abuso di questo ex non è improbabile che ci sia pervenuto per la solita via di Francia e si suole scrivere per maggior chiarezza staccato dal nome.» […].
Le parole con EX si possono scrivere in grafia separata senza trattino ( ex ministro) o in grafia unita con il trattino (ex-ministro); molto meno frequente è la grafia univerbata (exministro). La grafia con il trattino e ancora di più quella univerbata sottolineano il carattere di prefisso che la preposizione ha ormai assunto. […]
EX si premette a nomi che indicano non soltanto chi ha rivestito una carica ([…] ex sindaco), ma anche chi ha esercitato una professione (ex allenatore) o ha ricoperto un ruolo (ex combattente) o ha fatto parte di un’organizzazione (ex brigatista) o ha sostenuto un’ideologia politica (ex fascista) o si è trovato in una determinata condizione (ex tossicodipendente). […]
Frequente è l’uso assoluto di EX come sostantivo maschile e femminile invariabile per indicare una persona con cui si è avuto nel passato un legame sentimentale (il mio ex, la mia ex) … (per continuare a leggere la risposta di Maurizio Trifone: bit.ly/ex_crusca)