19/03/2020
Cari genitori
Questo è un momento tanto particolare quanto assai delicato e unico a cui tutti noi ci dobbiamo adeguare.
Forse questo momento può diventare una grande e ottima opportunità per offrire un diverso tempo e un nuovo modo della vostra genitorialità nel rivolgere e donare attenzioni ai vostri figli anche se so benissimo quanto impegno può chiedere.
Tutti noi sappiamo come dalle esperienze negative spesso si possono originare esperienze positive, e questo periodo sarà proprio prodromo di qualcosa di nuovo, per voi e per i vostri ragazzi che ne trarranno sicuro vantaggio.
Non potendo procedere per ora con il normale percorso di aiuto che avevamo intrapreso, mi sento in obbligo di sostenervi, voi e i vostri figli che mi avete affidato, con degli spunti di riflessione da specialista in ambito educativo quale quello in cui opero.
-L’informazione è fondamentale, ma non dobbiamo lasciarci coinvolgere in una consultazione ossessiva e fagocitante che può non permettere poi una corretta assimilazione e tendere invece a lasciare la persona in uno stato di tensione, di paura e di allerta continua.
Eleggete quindi uno o due momenti durante il giorno da dedicare all’informazione possibilmente lontani dai figli specie se piccoli (valuterete voi se in età tale da comprendere); raccontate sempre la verità di ciò che accade, ma in maniera semplice e ovviamente filtrata e adattata all’età.
È importante non sovraesporre i bambini a immagini e notizie non adatte al loro livello di comprensione, essi sono spugne che assorbano, imitano e quindi imitano anche ansia e preoccupazione e potrebbero risentirne.
-È importante farsi vedere quanto più possibile tranquilli e sereni, siamo preziosi paletti di sostegno e un bambino per sentirsi sicuro ha bisogno di stare con un adulto in grado di trasmettere affetto, sicurezza e rassicurazione.
In primis la sicurezza, i figli notano le incongruenze degli adulti, soprattutto fra ciò che viene detto e ciò che poi viene fatto, il rischio di generare confusione è alto e può portarli a chiedersi perfino se è bene credere all’adulto, perciò una linea comune tra enunciazioni verbali e comportamenti pratici è sempre auspicabile.
-Passate il tempo insieme ai vostri figli a fare qualsiasi cosa che si può fare in una casa, in una famiglia, in maniera costruttiva, programmate assieme a loro momenti divertenti e momenti impegnativi. Anche cose mai fatte, giocate, ballate, cantate, raccontate storie, distraeteli, non pensiate che anche loro non accusino comunque le preoccupazioni. Limitare ogni eccesso di delega ai canali multimediali, stategli vicino non chiedendo loro di fare ma facendo insieme a loro.
-Argomento compiti. Ogni genitore avrà una diversa situazione da tener presente, come tipo e grado di scuola del figlio. Ricordatevi che non siete insegnanti, siete genitori disponibili a sostare vicini se viene richiesto il vostro aiuto, ma senza creare dinamiche che possono generare tensioni. Il tempo che dedicate ai figli per i compiti deve essere dedicato a loro, a sostegno e rinforzo di quello che stanno facendo, e non distratti dal telefono o dal cucinare.
-Impegnatevi per riservare momenti per voi stessi sia come singoli che in dinamica di coppia, consapevoli che è fondamentale per la tranquillità e la coesione.
Semplici opportunità di riflessione che se calibrate correttamente riusciranno ad allentare e a scaricarvi di tensioni e sovrastrutture che non sono utili soprattutto in un momento del genere.
Sappiate che io sono a vostra disposizione per telefonate tutti i pomeriggi dalle ore 18 alle ore 19
Vi abbraccio virtualmente
Giulia Zarcone Pedagogista Clinico