Marxist philosophical inquiry, history research and biblical studies

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Daemonologie: il testo maledetto di Re Giacomo 03/04/2023

Daemonologie: il testo maledetto di Re Giacomo Daemonologie è uno dei testi più terrificanti mai apparsi contro le streghe, fu scritto di proprio pugno dal re di Scozia, Giacomo/ James VI Stuart. Il trattato, l’unico nel suo genere ad essere scritto da un monarca, scatenò una devastante persecuzione che portò alla morte di migliaia di vitt...

Lovecraft e il cinema - Fantascienza Italia 21/08/2022

Lovecraft e il cinema - Fantascienza Italia Il cinema deve molto alla figura di Howard Phillips Lovecraft: cineasti del calibro di Roger Corman, Brian Yuzna e John Carpenter, rivisiteranno le opere dello scrittore statunitense attraverso numerosi film.Uomo dalla vita travagliata, Lovecraft attraversa un'infanzia difficile: un padre minato nel...

14/05/2022

Il teatro delle marionette in Russia
Testo di Anna Laura Santella

Il teatro delle marionette nacque nell'Antica Rus'. Le marionette più antiche ritrovate sono del XV secolo. Già dalla sua nascita il teatro delle marionette si distinse in due filoni principali: Il primo si basava sulla costante complicazione della tecnica di lavorare con i burattini, cercando di impressionare lo spettatore con trame, costumi e personaggi esotici insoliti. Fu in questo ramo del teatro che iniziarono ad apparire e svilupparsi nuovi tipi di burattini, si formarono compagnie permanenti e fu persino utilizzata la pubblicità.
Il secondo tipo di teatro è quello domestico, errante, creato per divertire le persone in vacanza alle fiere o ai mercati. Tali teatri praticamente non sono cambiati esternamente e il contenuto delle produzioni è sempre rimasto invariato. Le trame di tutte le scene, di regola, erano legate a un eroe, il narratore spesso passava dai dialoghi delle marionette alla comunicazione con il pubblico. Il pubblico ha sempre amato le scene in cui le marionette comunicano tra loro, soprattutto se gli spettacoli riguardano eventi di attualità o se il personaggio principale inganna o punisce costantemente gli altri personaggi.
Fu da questo secondo tipo di teatro di marionette che, alla fine, apparve Petruška, che arrivò in Russia attraverso secoli e paesi, ma che non ha quasi non cambiato il suo carattere.

L’Ucronia e la storia come genere narrativo 11/05/2022

L’Ucronia e la storia come genere narrativo L'ucronia è la storia alternativa, quella che sarebbe potuta essere. Oggi si usa molto di più il termine "distopia", anche se non sono perfettamente sinonimi. In ogni caso un dubbio si aggira tra gli studiosi: cosa succede se sdoganassimo l'ucronia come genere narrativo? In copertina:

30/04/2022

🔷 Gli aspetti negativi del Vecchio-Senex quando è scisso dal Puer: (di James Hillman)

🖋️ “Il Senex negativo è il Senex scisso dal suo stesso aspetto Puer. Ha perduto il suo «bambino». [...]

Senza l’entusiasmo e l’eros del figlio, l’autorità perde il suo idealismo, [...] perché il significato non può reggersi soltanto sulla struttura e sull’ordine. Così lo spirito è unilaterale e l’unilateralità è paralizzante. L’essere è statico, pleroma incapace di dive**re. [...] L’isolamento creativo [diviene] soltanto solitudine paranoide.

Separato dal proprio Figlio e F***e, il complesso non ha più nulla da dirci. Follia e immaturità sono proiettate sugli altri. Senza follia non ha saggezza, solo conoscenza – seriosa, deprimente conoscenza ammassata in caveau accademici o usata come potere.

Il femminile o sarà tenuto prigioniero in segreto, oppure sarà Madonna Melanconica, una consorte lunatica, un’atmosfera che emana dal complesso moribondo conferendogli il fetore di Saturno. Oppure, per risvegliare l’aspetto puer si avrà un innamoramento imposto dal complesso. [...]

Ma benché il Senex sia presente nel bambino, lo spirito senex si manifesta nella maniera più evidente quando, passato il fiore degli anni, una funzione, un atteggiamento, un complesso della psiche incominciano a coagularsi.

E’ il Saturno all’interno del complesso che rende il complesso così difficile da smantellare, così denso e lento e deprimente da impazzire: la pazzia del saturnismo; quella sensazione di eterna indistruttibilità del complesso.
E’ il Senex che lo taglia fuori dalla vita e dal femminile, inibendolo e introvertendolo in uno stato di isolamento.

[...] Questo cruciale problema psicologico nasce da una scissione fondamentale tra Senex e Puer all’interno del medesimo archetipo.”

📙 James Hillman – tratto da “Puer Aeternus”

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Flaubert à George Sand : “Tu aimes trop la littérature, elle te tuera” 30/04/2022

Flaubert à George Sand : “Tu aimes trop la littérature, elle te tuera” Le 30 avril 1857, Flaubert et Sand se rencontrent au théâtre de l’Odéon. Il vient de publier “Madame Bovary”, et plein d’ambition, veut tourner la page de la littérature romantique. Malgré ses préjugés, une amitié naît entre eux, et Sand rentre dans sa vie, comme une mère de substi...

29/04/2022

Cioran ha scritto una lettera a Friedgard Thoma, il 29 aprile 1981:

Continuazione dell’impossibile lettera di ieri (1).
"Gemito miserevole" (2) forse esprimerebbe meglio la condizione umana in generale, che l’essenza specifica dei 'cafards'.
L’espressione popolare francese per il concetto di insofferenza a cui rimanda il 'cafard' (3) è "J’en ai marre", che significa "ne ho abbastanza" – "mi fa vomitare", "basta".
Le avrei fatto altre domande anziché importunarla con ridicole sciocchezze linguistiche, sebbene Lei sia legata al linguaggio quasi in maniera erotica. Del resto lo sono anch’io, non crede?
La storia del 'cafard' ha ovviamente un’importanza secondaria. Intendevo dire che la lettera di ieri è stata scritta da un insonne e quindi deve essere giudicata con indulgenza.
Sa cosa significa "lechzen" (4).
Suo Cioran

È difficile figurarsi ciò che mio fratello (5) ha raccontato delle sue esperienze negli ultimi 40 anni in Romania. Ne parla senza amarezza odio o vendetta. Ha ammesso tuttavia che, se avesse saputo ciò che avrebbe patito, certamente si sarebbe suicidato.

◾️1. - Lettera riassunta da Friedgard: "Nella lettera del 28 aprile 1981 Cioran ringraziava per tutto ciò che gli avevo inviato, ossia il libro di Günter Schulte su Hegel, di cui lesse subito il capitolo sulla liberazione della coscienza infelice, e poi la mia foto sorridente ("ah!"). Come spesso gli accadeva da cinquant’anni ormai, la notte soffriva di uno strano dolore alle gambe e così, invece di dormire, pensava a due cose: al suicidio, che propugnava da anni, e inoltre, recentemente, a me. E questo nuovo secondo pensiero lo tormentava più del primo, perché sentiva la lontananza tra noi come "una catastrofe naturale", dunque inevitabile. Nonostante tutto era come costretto a pensare a noi due. Inoltre era anche tormentato dalla gelosia, che lo afferrava non appena pensava alla mia vita privata ed al mio compagno. Poteva essere solo attenuata, se solo fosse riuscito ad immaginare che noi vivevamo su pianeti differenti. Solo così la sua disperazione avrebbe potuto essere dominata. Sarebbe andato tutto bene, ma poi davanti alla mia foto sorridente tutto ricominciava, perché aveva su di lui lo stesso effetto della mia voce al telefono. Ionesco l’aveva appena chiamato, riferendogli che sarebbe andato a Colonia per due giorni – ahimé, perché Cioran non l’accompagnava? Ma giunsero in visita suo fratello e la moglie. I due non si vedevano da decenni e alla stazione quasi non si riconobbero… Sembrava l’incontro tra due spettri... [...] Cioran concludeva con la speranza che, quand’anche non ci fossimo rivisti mai più, esisteva tra noi due qualcosa di indistruttibile."
◾️2. - È la proposta di traduzione in tedesco da parte di Friedgard del termine, intraducibile per Cioran, 'cafard': "Per il termine 'cafard', mi viene in mente 'gemito miserevole'."
◾️3. - "Desiderare avidamente."
◾️4. - La Domenica di Pasqua, il 19 aprile, le aveva scritto: "[...] Per tutto il giorno ieri ho patito un terribile 'cafard', aggravato dal mal di testa. Il cielo era sconvenientemente azzurro, ho fatto una passeggiata inutile, volevo persino entrare in una chiesa (Saint-Séverin), non ho potuto, poi ho comprato un testo sui Trappisti nella libreria accanto, e non sono riuscito a leggerlo. La sera, per fortuna, ho avuto una lunga e gradevole conversazione con due buoni amici, un còrso e una libanese. All’una a casa, ho dormito qualche ora, mi sono risvegliato presto, e poi è cominciato il tormento. Ho pensato a Lei e a tutto quello che sarebbe potuto essere giovedì sera… se non avesse opposto resistenza. L’ho sentita sospirare e piangere. Per oltre un’ora le scene più intime si sono svolte nella mia mente, con una precisione tale che mi sono dovuto alzare dal letto per non impazzire. Abbiamo discusso troppo. Ho compreso in maniera chiara di sentirmi legato sensualmente a Lei solo dopo averle confessato al telefono che avrei voluto sprofondare per sempre la mia testa sotto la sua gonna. Come possono essere letali certe cose. - Tutto in fondo è cominciato dalla foto, con i suoi occhi direi. Lei si era un po’ spaventata quando le ho parlato di una "perversa" attrazione per il suo corpo. Perversa non è la parola esatta; piccante volevo dire. Sono comunque normale; ma gli stati d’animo intensivi esigono delle espressioni in-naturali. Credo (forse mi sbaglio) che stamattina sarei meno ossessionato, se Lei fosse stata più buona con me. In fondo ci conosciamo sin dalla prima lettera. Adesso vorrei contenermi in qualche modo, temo delusioni future ed anche una tremenda gelosia. Il pensiero inevitabile che Lei stia insieme al suo compagno in questi maledetti giorni di Pasqua e nei seguenti, diventa per me insopportabile. Per alleviare questa pena, devo provare a superare le mie ossessioni, possibilmente pensando a Lei in modo diverso. In genere non provo alcuna attrazione sessuale per le donne con cui sento un’affinità intellettuale. Parlerei volentieri del 'Lenz' [di von Kleist] con Lei a letto. Peccato che non abiti da queste parti. La gioia di averla conosciuta sta diventando una prova, e persino un colpo. Vorrei concludere con un aforisma ironico, ma non ci riesco."
◾️5. - Nell’aprile 1981 i fratelli Emil e Aurel Cioran s’incontrano a Parigi dopo quarant'anni di separazione forzata. Il 5 gennaio 1981 aveva scritto a Mircea Eliade: "Mio fratello aspetta sempre l’autorizzazione per ve**re a Parigi: sono quattro mesi che la sua richiesta è al vaglio... Nessun commento." Sul fratello Aurel, cfr. Cfr. www.orizzonticulturali.it/it_interventi_Renzo-Rubinelli-su-Aurel-Cioran.html. Il carteggio tra Emil e Aurel è stato pubblicato da Archinto: cfr.
www.facebook.com/laureto.rodoni/posts/2767735216572689.

Carteggio completo al link:
www.rodoni.ch/A16/cioran-thoma.pdf

Laureto Rodoni

28/04/2022

28 avril 1927 : L'intellectuel marxiste et membre fondateur du Parti Communiste chinois Li Dazhao est exécuté à Beijing par le seigneur de guerre Zhang Zuolin.

Li Dazhao était conservateur à la bibliothèque de Beijing où il rencontre et devient le mentor du jeune Mao Zedong. Comme beaucoup de chinois au début du 20ème siècle il cherche une voie pour que la Chine sorte de son impuissance et de son archaïsme, il étudie la révolution française et s'inspire de la révolution bolchévique après laquelle il embrasse progressivement les convictions marxistes.

En 1921, il devient un des membres fondateurs du Parti Communiste chinois.

Dans le cadre du Front chinois uni, il est élu au comité central du Kuomintang en 1924 pour participer à la lutte nationaliste et libérer la Chine des dominations impérialistes étrangères mais à la dissolution du front, il est fait prisonnier et exécuté le 28 avril 1927 par les sympathisants de Tchang Kaï-chek sur les ordres du seigneur de guerre Zhang Zuolin.

18/04/2022

Le mot « ironie » s’emploie pour désigner une forme de raillerie qui consiste à dire le contraire de ce que l’on veut faire entendre. Rare avant le XVIe siècle, le mot est emprunté au latin « ironia », lui-même repris au grec « eirôneia ».

Ce terme grec est tout à fait éclairant : « eirôneia » désigne l’interrogation, l’action d’interroger en feignant l’ignorance. Ce sens est dû à la méthode de Socrate, qui en interrogeant ses interlocuteurs de cette façon, vise à faire apparaître leur ignorance en se jouant de leur suffisance. L’« eirôneia », c’est cette « question faussement naïve » qui fonde l’ironie inventée par la fameuse maïeutique de Socrate.

L’ironia du latin classique ne garde de ses origines grecques que la notion de « fausseté » ; c’est une dissimulatio, c’est-à-dire une forme de plaisanterie ou de raillerie dissimulée sous un ton sérieux et qui consiste à dire le contraire de ce qu’on veut dire.

Pour pousser plus loin la réflexion, nous vous invitons à suivre notre prochaine séance de « Philosophie du quotidien » dédiée au rire mauvais. Rendez-vous à la BnF le 20 avril prochain : https://www.bnf.fr/fr/agenda/le-rire-mauvais

Illustration : Manuscrit Grec 1962, Alcinoos Maxime de Tyr, édition entre 875 et 900, le manuscrit contient les enseignement des doctrines de Platon.

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