Numerologia Pitagorica

Numerologia Pitagorica

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Numerologia Pitagorica
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leggi maggiori informazioni. Salvatore Parola nasce a Napoli il 15/8/ 1983.

Artista, fumettista e fondatore della Vitruvio Academy di Salerno. Si avvicina alle scienze esoteriche nel 2010 con la Numerologia e l’Angeologia ; da quell’anno vi si addentra sempre di più studiando gli insegnamenti della cabala, spiritismo, gnosi, ermetismo, studiando e praticando le tecniche di Levi, Sibaldi, Haziel, Dionigi l’Aeropagita, Kardec, Ermete, Giordano Bruno, Samael Aun Weor e al

13/09/2024

Sincronicità Junghiane e Destino nella Tradizione Classica

Sincronicità e Destino: Un'Introduzione
Il concetto di destino, tanto nella psicologia junghiana quanto nella tradizione pitagorica, rappresenta un tema centrale nella ricerca di significato nella vita umana. La sincronicità, come formulata da Carl Jung, e l’idea di destino nella tradizione classica offrono prospettive ricche e profonde su come interpretiamo e viviamo la nostra esistenza.

Sincronicità Junghiane
Definizione e Principi Fondamentali

La sincronicità, secondo Carl Jung, è il principio per cui eventi esterni si allineano con stati interni di coscienza in modo significativo, ma senza una connessione causale diretta. Questi eventi sincronistici sono percepiti come carichi di significato, spesso come risposte a una ricerca interiore o a una crisi personale. In altre parole, la sincronicità è l'apparente coincidenza di eventi che sembrano essere correlati da un significato profondo, piuttosto che da una causa materiale.

Esempi e Applicazioni

Un esempio di sincronicità potrebbe essere l'incontro casuale con una persona che offre proprio il consiglio di cui avevi bisogno, o la lettura di un libro che risponde a una domanda che ti preoccupava. Questi eventi non sono causati direttamente da una relazione di causa-effetto, ma sembrano rispondere a un bisogno interno, a una domanda della tua psiche. La sincronicità riflette l’idea che l’universo risponda alle nostre domande interiori con eventi esterni significativi.

Implicazioni per il Destino

La sincronicità suggerisce che il destino non è un percorso predeterminato e rigido, ma un intreccio di possibilità e scelte che si manifestano attraverso eventi significativi. Gli eventi sincronistici possono essere interpretati come segnali o guide lungo il cammino della vita, che indicano la direzione in cui la nostra crescita interiore ci sta portando.

Il Destino nella Tradizione Classica e Piatagorica
Destinazione e Via: I Pitagorici

Nella tradizione pitagorica, il concetto di destino è intrecciato con la visione numerica e cosmica dell’universo. I pitagorici credevano che i numeri non solo descrivessero la realtà, ma fossero anche la chiave per comprendere il destino e l'armonia dell'universo. Ogni numero ha un significato e una vibrazione specifici che riflettono un aspetto dell’ordine cosmico.

La Via Tracciata

I pitagorici concepivano il destino come una via tracciata che l’individuo deve seguire per raggiungere l'armonia e l'equilibrio. Questa via non era vista come predestinata in modo rigido, ma piuttosto come un percorso che si svela attraverso la comprensione dei principi universali e la propria connessione interiore con l'ordine cosmico. In questo senso, il destino era una combinazione di scelta consapevole e di allineamento con le leggi universali.

Confronto con la Sincronicità

La visione pitagorica del destino come una via da seguire si ricollega all’idea di sincronicità, in quanto entrambi i concetti riconoscono l'esistenza di una dimensione significativa e ordinata nella vita umana. La sincronicità può essere vista come un'espressione moderna della comprensione pitagorica del destino: eventi e segnali esterni che riflettono e guidano il nostro cammino interiore verso l'armonia.

Conclusione

La sincronicità junghiana e il concetto di destino nella tradizione pitagorica offrono due prospettive complementari sulla nostra esistenza e sul nostro cammino di vita. Mentre Jung esplora l'allineamento significativo di eventi esterni con stati interiori, i pitagorici forniscono una visione più cosmica e numerica del destino come via da seguire. Entrambi i concetti sottolineano l’importanza di riconoscere e interpretare gli eventi significativi lungo il nostro cammino, suggerendo che il destino non è solo un percorso predeterminato, ma anche una serie di scelte e scoperte personali.

Gli Archetipi e la Numerologia 01/09/2024

Archetipi e numerologia.
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Gli Archetipi e la Numerologia Gli Archetipi sono il codice nascosto dell'universo, influenzano ogni cosa, dalla formazione delle stelle alla nostra stessa esistenza. In questo video, scop...

22/08/2024

Immagina l'universo come una grande sinfonia, dove ogni cosa si muove secondo un ritmo e una melodia precisi. Questi ritmi e melodie sono gli archetipi: modelli intrinseci che regolano l'esistenza di tutto ciò che esiste, dalle stelle agli esseri viventi.

0: Il Vuoto Creativo
Tutto inizia con il vuoto assoluto, il nulla da cui nasce tutto. Questo vuoto non è assenza, ma un potenziale infinito, pronto a dare il via alla prima azione.

1: La Volontà di Esistere
Dal vuoto emerge l'Uno, la pura volontà di esistere. Non è una volontà umana, ma l'essenza stessa dell'esistenza. È l'"Io Sono" degli antichi, l'atto di essere per il semplice fatto di esistere.

2: L'Espansione
Con il Due, l'Uno si espande. È l'energia e la materia che si manifestano, come il momento subito dopo il Big Bang. Anche se sembra che ci sia una separazione, in realtà tutto rimane Uno, solo più vasto e complesso.

3: Connessione Universale
Il Tre rappresenta la connessione tra energia e materia. Ogni cosa nell'universo è collegata, dal macroscopico al microscopico. È il legame invisibile che unisce tutto ciò che esiste.

4: Le Prime Organizzazioni
Con il Quattro, l'universo inizia a organizzarsi: nascono le stelle, le galassie, i pianeti. È il momento in cui la materia prende forma e ordine.

5: Espansione e Evoluzione
Il Cinque rappresenta la crescita e l'evoluzione. È lo spirito che anima la materia, permettendo alla vita di emergere e svilupparsi, sia nel microcosmo che nel macrocosmo.

6: Armonia e Equilibrio
Con il Sei, la vita trova ritmo, proporzione e armonia. È l'unità spezzata che cerca di ricomporsi, attraverso l'equilibrio degli elementi fondamentali che rendono possibile la vita.

7: La Manifestazione della Vita
Il Sette è la vita che abita la materia e la dirige. È il carro che si muove verso una direzione precisa, guidato dalla forza vitale che lo anima.

8: Le Leggi della Natura
Con l'Otto, si manifestano le leggi della natura, l'equilibrio tra forze visibili e invisibili. È la sovranità della natura, che regola tutto con precisione e rigore.

9: Rivoluzione e Progresso
Il Nove rappresenta la rivoluzione continua. Ogni ciclo che si chiude ne apre subito un altro, diverso e nuovo. È il fondamento dell'esistenza, il movimento incessante della vita.

Questi archetipi non sono solo presenti nell'universo, ma anche dentro di noi. Ogni essere umano contiene questi modelli, e alcuni sono più dominanti di altri. Insieme, formano una costellazione unica, che definisce la nostra missione e il nostro scopo nella vita.

Conoscere questi archetipi ci porta consapevolezza, mentre ignorarli può creare ombre interiori. Quando comprendiamo il nostro ruolo nell'ordine universale, realizziamo che siamo tutti al servizio di qualcosa di più grande.

Ognuno di noi ha una funzione: c'è chi è nato per guidare, chi per nutrire, chi per comunicare, chi per costruire, chi per curare, chi per insegnare, chi per amministrare, chi per rivoluzionare. E quando accettiamo il nostro ruolo, contribuiamo all'armonia dell'intero universo.

11/05/2024

Tutto ciò che si fa, lo si fa considerando il “perché” si fa. Questo “perché” nei termini dell’agire concreto si esprime come obiettivo da raggiungere. Il più delle volte questo fine è imposto da necessità esterne o da particolari interessi.
Anche nel decidere la costruzione della propria vita si risponde a un “perché”, si mira a uno scopo. Iniziamo allora cercando di capire il perché della propria auto costruzione. Solo conoscendolo si può iniziare a procedere nella giusta direzione.
Se chiedessi ad un amico, perché fa certe scelte o come mai vive in un certo modo, riceveresti una pronta risposta talora si trattasse di un argomento preciso, come comprare un’auto, sposarsi o cambiare lavoro.

Ma se la domanda è più radicale e gli chiedessi il perché, l’obiettivo della sua vita, è difficile che ti darebbe una risposta chiara e convincente.
Ti darebbe una risposta del tipo:
-“si fa tutto per interesse”
-“sono fidanzato/a
-“cerco di fare del bene”
Sarà ancora più complicato nel momento in cui entrerebbe in teorie astruse e complicate e ti chiedersti se effettivamente ha compreso ciò che sta dicendo.

Queste osservazioni ci portano a fare delle considerazioni , non tanto per dare una risposta filosofica sul senso della vita in genere, quanto impostare consapevolmente il problema esistenziale di ognuno.

Prima considerazione:
C’è sempre un “perché” anche quando questo è inconscio. È come un’automobile: se cammina ha una direzione anche quando gira in tondo; inoltre se cammina vuol dire che ha della benzina e qualcuno l’ha pagata. È ingenuo pensare che le cose accadano per caso, che avvengono senza precisi motivi.
Inoltre l’uomo è intelligente e relativamente libero, il perché della sua vita può conoscerlo e deciderlo in qualche modo, anche se in moltissimi casi si riduce tutto a una pura volontà di esistere e non soffrire.

Seconda considerazione, apparentemente in contrasto con la prima. Anche se il fine esiste sempre non è detto che sia cosci ente ed esplicito.
Molte volte si crede si seguire un fine mentre in realtà se ne consegue un altro.
Es: c’è chi crede di fare del bene agli altri, dandosi anche tanto da fare, mentre in verità sta seguendo solo la sua autorealizzazione o fugge dalla solitudine.

Ultima considerazione: se il fine c’è, è importante prenderne coscienza, farlo proprio e assumerlo come propria decisione. È essenziale questa presa di coscienza per identificare e scegliere il proprio fine liberamente e intelligentemente. Solo allora ciò che vuoi realmente, lo scopo ultimo, inteso come progetto realizzabile, diventa ragionevolmente la motivazione di fondo e il punto di riferimento di tutta la tua vita, diventa la molla delle tue azioni.

Ti lascio con delle domande che se vuoi puoi rispondere, ma soprattutto, puoi fartele nel tuo intimo, in privato:
-vivo giorno per giorno senza pormi dei perché?
- Valuti le tue azioni unicamente su
Gioia/piacere
Sofferenza/dolore?

12/04/2024

Atreyu:"perché fantasia muore?"
Gmork:"perché la gente ha rinunciato a sperare.E dimentica i propri sogni.Cosi il Nulla dilaga"
Atreyu:"Che cos'è questo NULLA?"
Gmork:"È il vuoto che ci circonda.È la disperazione che distrugge il mondo,e io ho fatto in modo di aiutarlo"....
Atreyu:"Ma perché!?"
Gmork:"Perché è più facile dominare chi non crede in niente ed è questo il modo più sicuro di conquistare il potere"

La storia infinita (1984)

16/03/2024

Quando si inizia un cammino è d'obbligo uscire dalle nostre zone di comfort. Ciò che sono state le tue isole di salvataggio o i tuoi obiettivi, sono diventati i tuoi demoni; ti trattengono, smettendo di essere creativo, ripetendo i soliti copioni, senza riuscire a fluire nella tua energia.
Rimani impantanato nei soliti pensieri e nelle solite reazioni, nelle tue abitudini.
E' utile iniziare a fare qualcosa che rompe la routine, che spezza le catene dell'abitudine stimolando la tua creatività.
Uscire dalla zona di comfort può essere sgradevole, soprattutto se si hanno delle abitudine reiterate nel tempo, ma è necessario per iniziare un viaggio di crescita interiore.
C'è sempre un rifiuto alla chiamata iniziale, quella voce che ci esorta a non cambiare, che non c'è motivo di farlo, che sei stanco o che non hai tempo etc...
I più si chiedono "perché" farlo, non trovandone di soddisfacenti rimangono dove sono, senza mettersi in gioco, aspettando che la Necessità li obblighi a farlo. Prova a chiederti "come" farlo e non perché farlo: "come posso uscire dalla mia routine?" spinge all'azione rispetto al "perché farlo?" che fa restare nel mondo del pensiero, quando non è più tempo di pensare, ma di agire.

29/02/2024

Noi siamo ciò che pensiamo.

La nostra mente è produttrice costante di pensieri, dialoghi interiori, pensieri fissi... insomma, una macina continua.

A lungo andare, tutti questi pensieri che, ovviamente, non sono vagliati dalla nostra coscienza, penetrano a cascata nella nostra attività interiore, nella nostra identità e nel nostro sistema di credenze fino a modellare le nostre azioni e, infine, diventare quel pensiero.
Il pensiero diviene Volontà, il verbo diviene carne.

"Noi creiamo la nostra esperienza della realtà"- immagino che avrete sentito questa frase non so quante volte, ma se ancora non è successo niente, nonostante che l'abbiate letta e riletta, non ci credete fino in fondo, è rimasta li, da qualche parte sospesa e non più alimentata, come se leggerla o "saperla" bastasse di per sé.

La vita di una persona è come un campo, bisogna arare, rendere fertile, seminare, attendere i frutti e riseminare in modo rituale secondo i processi naturali.

Dobbiamo alimentare la nostra mente di pensieri che alimentano le nostre credenze o il sistema di credenze che ci condurranno dove vogliamo arrivare.

E' un persistere continuo fino al successo dell'opera interiore, poi saranno i primi frutti succosi guadagnati che avvalorano la nostra fatica, la nostra trasformazione, quelle saranno le nostre conferme.

Avere la capacità di modellare la propria mente, non vuol dire non sbagliare, non fare errori, non fallire, ma, in realtà rappresenta la capacità di vedere in tutto questo l'insegnamento e l'esperienza necessaria di sapersi rimettere in gioco e di aggiustare il tiro.

Non vuol dire sentirsi invincibili, o invulnerabili, ma avere coerenza e aderenza alla realtà e avere fiducia nella vita e nell'esistenza, partendo dal presupposto che, tutto ciò che ci succede è sempre il meglio per noi.

In numerologia, questo è un lavoro di autocorrezione e, questo lavoro di autocorrezione è ispirato ai versi aurei di Pitagora.
La Numerologia è uno strumento efficace per iniziare a lavorare sulla propria vita, quali sono gli archetipi, cioè la sostanza primordiale di noi stessi- che ci stanno accompagnando o che stanno guidando le nostre azioni attraverso i nostri pensieri.

E' bene che, ogni tanto ti soffermi a cosa stai pensando e se veramente quel pensiero ti appartiene.

25/02/2024

La numerologia è uno studio affascinante che si concentra sul significato simbolico dei numeri da 1 a 9, al fine di comprendere il carattere di una persona e le influenze energetiche che la circondano. Questa disciplina considera i numeri come strumenti per individuare le funzioni, il ruolo e gli obiettivi che una persona dovrebbe perseguire nella propria vita. Si tratta di una pratica che affonda le radici in antiche civiltà e culture, basandosi su regole codificate e sperimentate nel corso dei secoli.

La numerologia è considerata una scienza in quanto si fonda su un sistema di regole consolidate che permettono di identificare le qualità, i difetti, le potenzialità e i limiti di un individuo, nonché il suo destino e il suo sviluppo futuro. Attraverso le combinazioni dei numeri, è possibile ottenere una visione chiara e dettagliata della personalità di una persona, offrendo al contempo una guida per potenziare le energie vitali e ampliare la propria esperienza di vita. Secondo Pitagora, il famoso filosofo greco del VI secolo a.C., i numeri costituiscono l'essenza della realtà visibile e invisibile, regolando gli eventi, i fenomeni e gli esseri della natura.

L'oroscopo numerologico pitagorico si basa sui numeri corrispondenti alle lettere del nome e del cognome, insieme alla data di nascita, combinandoli in modo preciso per rispondere alle domande esistenziali che ognuno si pone. Attraverso queste combinazioni, è possibile scoprire le forze intrinseche presenti in ciascun individuo fin dalla nascita, comprendendo le potenzialità, le tendenze, i desideri, ma anche i limiti e le carenze che caratterizzano l'essenza profonda di ognuno.

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Esistono molte vie per la conoscenza di sé. Uno degli approcci è la numerologia pitagorica che permette la conoscenza dei propri "io psicologici" e creare un percorso che va verso la quintessenza.

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20/02/2024

L'amore è grande iniziazione al terzo mistero che interessa gli uomini. Se il primo è la vita, il secondo è la morte, il terzo è l'amore.
L'amore è ciò che unisce i due " una vita senza aver amato è una vita sprecata".
Ovviamente per amore si intende qualcosa che è ampio spettro come una scala di valori, via via sempre più intenso e sempre più sottile che penetra le cose e le intellegge. Amore è un Dio e in quanto tale è un "intelletto".
I grandi poeti antichi come Orfeo, Esiodo dicevano che Amore è il più antichi degli dei e nasceva dal ventre Di Chaos ed esso doma la mente degli uomini e degli dèi.

L'Amore è un sentiero che si discosta dalla via maestra e si è soli in questo percorso e non c'è navigatore o mappa e si cammina a passi incerti.

Amore è figlio di Povertà e di Espediente, per questo che Socrate diceva che è filosofo, poiché è in continua ricerca di ciò che ama.

Ficino nel de amore ci dice che ciò che si ama è degno di ammirazione poiché restiamo estasiati dalla sua bellezza. Bisognerebbe chiedersi quale reale bellezza stiamo ammirando? L'amore è un sentiero che riporta a noi stessi ed è ciò che a noi manca (Povertà) e Amore utilizza espedienti per condurci a fin là.

Amore è anche uno sbilanciamento. Non si può pretendere di amare restando fermi, senza alcuno slancio, come ad un guardarsi allo specchio. Amore ci indirizza anche al mistero dell'Altro in uno scambio reciproco di intensità della propria anima. Amare fa soffrire perché ci toglie le scorze e le maschere e restiamo nudi e quella nudità è difficile da sopportare e c'è la paura di essere giudicati.

Per questo che bisogna rivolgere l'Amore a qualcosa di immensamente più grande e infinito, come facevano i greci, perché è un mistero che tutta la scienza umana può solo parlarne, ma non capirne il.mistero che ne deriva. Mi viene da pensare al dialogo in Interstellar " se l'amore è solo una Necessità biologica per la procreazione, quale vantaggio ne può avere amando qualcosa o qualcuno che non c'è?"

Dante diceva che l'Amore nobilita, cioè che rende nobili, che è un passo per uscire dalle brutture della nostra vita.

Amore è anche un rischio che minano le nostre sicurezze svelando i nostri punti deboli, e si cosa poter lavorare. Non per difenderci dall'altro, ma dalle nostre illusioni.

L'Amore rende reali ma per farlo passa attraverso la finzione, per farci uscire dalla nostra zona di confort.

"Finalmente in tutti l'amore accompagna il Chaos e va innanzi al mondo; desta le cose che dormono, le tenebrose illumina, dà vita alle cose morte, forma le non formate, e dà perfezione alle imperfette. Delle quali lodi quasi nessuna maggiore si può dire o pensare"

La foto non c'entra nulla... Ma va bene così... Qui sono felice, sono a Napoli Sotterranea-

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