28/09/2025
𝗟𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗱𝗼𝗺𝗲𝗻𝗶𝗰𝗮
È segno di passione?
È l’ombra di un’ossessione?
O è solo il richiamo del dovere?
Domande che non hanno una risposta unica. Nemmeno per me, perché dipende.
Perché il confine è sottile, quasi invisibile.
✔️La passione ti fa sentire vivo.
Ti fa dire: “non vedo l’ora di metterci le mani”.
Ti riempie, praticamente.
✔️L’ossessione, invece, ti trascina.
Non ti lascia tregua.
Ti fa credere che fermarti significhi perdere terreno.
Ti svuota.
✔️Il dovere ha un’altra forma ancora.
È quella voce che dice: “si deve fare, punto”.
A volte è responsabilità, altre è solo abitudine.
Può sostenerti, ma può anche toglierti respiro. Dipende, insomma.
E allora?
Non è il gesto a fare la differenza.
Aprire il computer, rispondere a una mail, scrivere un report.
La differenza è dentro.
💡Sta nell’intenzione. Nella tua intenzione.
𝗦𝗲 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗲𝗻𝘁𝘂𝘀𝗶𝗮𝘀𝗺𝗼, è 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗮.
𝗦𝗲 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗶 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵é 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗮𝗶 𝘀𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗲, è 𝘂𝗻𝗮 𝗴𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮.
𝗦𝗲 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗶 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶𝗿𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝗰𝗼𝗹𝗽𝗮, 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶 𝗱𝗶 𝗹𝗼𝗴𝗼𝗿𝗮𝗿𝘁𝗶.
La verità è che la stessa azione può avere radici molto diverse: crescita, paura, ambizione, senso di responsabilità.
Per questo la domanda utile non è “sto lavorando troppo?”.
La domanda utile è il risultato di tre domande:
lo sto scegliendo o lo sto subendo?
mi sta nutrendo o mi sta consumando?
mi porta verso ciò che desidero o solo più lontano da me stesso?
Non serve a nulla giudicarsi o commiserarsi.
Serve riconoscersi.
Perché il rischio non è lavorare di domenica, se c’è consapevolezza che male fa?
Il rischio è non accorgersi più da quale parte del confine ci troviamo.
Tu dove stai mentre leggi questo post?
Buona domenica!