04/06/2025
Una piccola storia.
"La prima volta che pensai di fondare uno spazio aperto in cui studiare e condividere la matematica, la fisica e la filosofia una idea si fissò prepotentemente nella mia mente.
Non sapevo allora e non so ancora adesso se riuscirò.
Ma una cosa divenne subito certa. Sapevo già a chi dedicare questo spazio. Al professore Paolo Amodio.
Iniziai a studiare la matematica a scuola media, iniziai a farlo con un professore di Italiano.
Vi sembrerà strano, ma avvenne proprio così.
Ero stato inserito in una classe diseredata, in un garage adibito ad aula. I professori andavano e venivano, mai più di due o tre settimane. L'unico stabile era il professore di Italiano e lui insegnava tutto: poesia, latino, matematica. Gli altri compagni di classe, ripetutamente bocciati, erano tutti quasi diciottenni e completamente disinteressati. Trascorrevo ore ed ore a seguire le sue lezioni di poesia e di matematica. Un misterioso coacervo di studi, di suggestioni e di meraviglia. Così nacque il mio amore per la matematica. In quella classe nacque la curiosità per la matematica.
Racconto questo per rendere gratitudine a quel professore e per testimoniare che quell'intricato intreccio di interessi, con la terribile complicazione dell'avere incontrato la filosofia, mi ha accompagnato tutta la vita nel tentativo di conoscere e comprendere il mondo.
Questa pluralità di interessi è l'unico modo che conosco per comprendere il Mondo. Ed è l’unico modo che ho sempre raccomandato e raccomando ancora a tutti gli studenti che ho conosciuto.
Durante quegli anni rilessi i primi elementi della geometria di Euclide e con essi nacquero i miei primi dubbi.
Il punto e la retta come elementi primitivi mi inquietarono molto. Non mi rassegnavo all'idea che non avrei mai potuto percorrere per intero una retta o di non poter raggiungere un suo preciso punto perché tra tale punto e il punto in cui mi immaginavo di trovarmi ce ne è sempre un altro.
E ancora. Davvero per la matematica è possibile che una circonferenza poggi su una retta in un solo punto? O che, peggio ancora, una sfera su un piano poggi sempre su un unico punto? Davvero pensiamo che sia possibile costruire una circonferenza e che questa circonferenza possa stare in equilibrio su un solo punto?
Alla fine del liceo mi consolai riflettendo che tutto questo è pensabile ma non attuabile per la nostra limitata esistenza nell'illimitato spazio che c'è attorno a noi e per il limitato tempo che abbiamo a disposizione nell'illimitato spazio che c'è davanti a noi.
A volte mi sentivo sprofondare tra un punto e l'altro. Ma penso più per l'amore che vivevo più che per questi inutili dubbi.
Ancora oggi, dopo tanti anni, in certi momenti di nostalgia per ciò che è stato e per ciò che non è stato, torna alla mente quel professore un pò strampalato. A lui io sono grato."