Meeting Place Academy

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18/01/2023

Lo shaker, il quale nome in italiano vi farà un po' ridere ➡️ sbattighiaccio ⬅️ è uno strumento fondamentale all'interno di un bar.
Non è da pensare però che sia uno strumento "giovane" infatti la sua storia incomincia ben 9000 anni fa dove si usava in sud america dove venivano usati dei recipienti per miscelare vari ingredienti tra cui, inoltre grazie a dei reperti, si è scoperto usassero miscelare anche alcolici.

🔎 La prima menzione scritta la troviamo nel 1520 quando l'esploratore spagnolo Cortez descrisse in una lettera al re di come aveva assaggiato una mistura di cacao preparata in un recipiente dorato di forma cilindrica. Divenne di uso comune nei bar solo dopo la seconda metà dell'800.

Probabilmente lo shaker moderno deriva dal più ingenuo e non molto funzionale metodo di unire due bicchieri e agitare. Nel 1848 sul New York Times uscì un articolo proprio riguardante lo shaker, il giornalista raccontò di come avesse assistito all'atto. Con le maniche tirate su e uno sguardo fiero sembrava ti**re fuori lunghi nastri fuori da un tin.

Alla fine dell'ottocento incominciarono a prevalere 3 tipi di shaker: il boston, il cobbler e il parisienne. Il boston shaker o americano è composto da due parti: la parte inferiore metallica, tin, e la parte superiore che può variare tra un bicchiere di vetro o un half tin, ovvero un mezzo tin sempre metallico. Il cobbler o tradizionale/continentale è composto da 3 parti: un contenitore, una parte superiore chiamata campana e munita di filtro e infine un tappo. Il parisienne o francese è formato da due parti ed è molto simile al boston shaker e varia soltanto per forma.

04/01/2023

Vermut, vermutte, vermouth o addirittura vermot, tanti nomi ma in fondo rimandano a un solo tipo di prodotto: un vino fortificato, dolcificato e speziato, con l'artemisia come spezia essenziale.

Il consumo di vini speziati con erbe e radici si pensa iniziò in Cina almeno tra il 1250 a.C e il 1000 a.C, gli ingredienti extra erano aggiunti per renderlo una bevanda medicinale, questo tipo di bevande medicinali sono menzionate anche nei primi testi indiani sulla medicina.
Ricette dove si infondevano erbe in vino bianco vanno indietro fino all'antica Grecia circa nel 400 a.C., un ingrediente molto popolare era proprio l'artemisia bastato sulla credenza che curasse disordini dello stomaco e parassiti intestinali. Intorno al XVI secolo un mercante italiano di nome D'Alessio in Piemonte incominciò a produrre un prodotto simile con una sua ricetta, a breve nacque la concorrenza e con lei molte varianti.

Già per la metà del XVII secolo il vermouth veniva consumato nel mondo con questo nome, che deriva dalla pronuncia tedesca di Artemisia, Wermut. Nel 1786 Antonio Benedetto Carpano incominciò a produrlo e venderlo industrialmente. Durante il XVIII secolo si diffuse molto all'interno dell'area del bartending come ingrediente dei cocktail, ma il boom vero e proprio ci fu negli anni 50 del secolo scorso con il personaggio di James Bond e il suo famoso Martini.
Secondo la legge italiana con vermouth si intende un prodotto derivante da vino la cui gradazione non deve essere inferiore ai 15.5% e il contenuto dei zuccheri complessivi non inferiore a 14 g per 100 ml, nei vermouth secchi o dry il tenore alcolico minimo è di 18% e gli zuccheri non devono eccedere i 12 g per 100 ml.

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22/12/2022

I bitter.

La loro storia va indietro a pari passo con quella dell'umanità, le loro origini si possono addirittura trovare al tempo degli antichi egizi, che lasciavano erbe medicinali in infusione dentro anfore di vino. Originariamente avevano lo scopo curativo, è infatti con l'avvento della farmacognosia, ovvero lo studio delle proprietà delle erbe, durante il rinascimento, che ci fu un grande passo avanti.
È solo nel 1800 che divenne popolare aggiungere bitter di erbe al Sack con scopo preventivo ma anche per un fatto di gusto. È infine nel 1806 che gli americani chiamarono per la prima volta un nuovo tipo di preparazione "cocktail": un liquore stimolante, composto da spirit di qualunque tipo, zucchero, acqua e bitter.

Ormai erano fondamentali per creare un cocktail con la c maiuscola, il tocco finale lo diede proprio Jerry Thomas con il suo ricettario che li fece conoscere a tutti il mondo. Basti pensare che, tornando al discorso medicine, i due bitter più conosciuti e tra i più antichi, l'angostura bitter e il peychaud bitter, sono stati creati da due medici.

L'angostura, il cui nome deriva non dall'albero come spesso si pensa ma dalla città oggi ciudad Bolivar dove nacque, fu creato come medicina contro il mal di mare e come digestivo in Venezuela da un chirurgo tedesco che la cominciò a vendere ai marinai nel 1824.

Il peychaud invece fu creato nel 1838 dall'omonimo Peychaud a New Orleans sempre come tonico medicinale, entro nel mondo della miscelazione quando lo stesso creatore incomincio a sponsorizzarlo nelle coffe house come ingrediente fino a creare il sazerac.

20/12/2022

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14/12/2022

Il Jigger ▶️

Spesso chiamato misurino, è uno strumento usato nell'ambito del bar che permette di misurare le quantità dell'alcolico che poi viene versato all'interno di un bicchiere o di uno shaker.
Ma perché "jigger"? Il termine come detto da David Wondrich, storico della miscelazione, ha lo stesso significato della parola americana "thingamajig" entrambe significanti "oggetto che non ha altro nome".

Le possibili derivazioni sono tante però richiami storici li possiamo trovare andando a studiare la marina militare inglese, infatti il più piccolo albero della nave si chiamava jiggermast e la razione giornaliera di rum per i marinai insieme alla tazza di metallo che la conteneva veniva chiamata proprio jigger. Il termine divenne più popolare nel XIX secolo, quando con "jigger" si identificava la razione di Whiskey data agli immigrati irlandesi che costruivano canali a New York. Originariamente quando non si poteva effettivamente misurare la quantità di alcolico messo nel bicchiere le ricette venivano indicate tramite proporzioni; nei primi ricettari, come quello del papà della miscelazione moderna Jerry Thomas, venivano usate le tazze.

⏳La forma a clessidra, emblematica del jigger, venne inventata nel 1893 da Cornelius Dungan, inventore di Chicago, che prese spunto da due bicchieri spesso usati nelle ricette come identificative proporzioni: il bicchiere da sherry e il bicchiere di pony.

Ad oggi il Jigger è un tools fondamentale per il corretto svolgimento del lavoro del Barman.

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09/12/2022

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