Convegno di studio: "Dal Criminal Profiling all'Autopsia Psicologica"

Convegno di studio: "Dal Criminal Profiling all'Autopsia Psicologica"

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Scopo del convegno è chiarire e ri-valutare le diverse competenze in ambito forense e offrire strumenti utili alle indagini.

16/06/2026
09/06/2026

Far West

07/05/2026
02/05/2026

Nel 1961 Albert Bandura, insieme a Dorothea e Sheila Ross, condusse un esperimento per dimostrare la teoria dell’apprendimento sociale incidentale, secondo cui i bambini apprendono nuovi comportamenti semplicemente osservando i modelli adulti. L’obiettivo principale era verificare se l’esposizione a comportamenti violenti aumentasse in modo determinante l’aggressività infantile. Allo studio parteciparono 72 bambini in età prescolare, suddivisi in gruppi sperimentali e di controllo. I bambini dei gruppi sperimentali osservavano un adulto che si comportava in modo aggressivo o non aggressivo verso una bambola gonfiabile, mentre il gruppo di controllo non osservava alcun modello. Successivamente, dopo una fase di lieve frustrazione, i bambini venivano lasciati giocare liberamente in una stanza contenente giocattoli aggressivi e non aggressivi, mentre il loro comportamento veniva sistematicamente osservato e registrato. I risultati mostrarono che i bambini esposti a modelli aggressivi imitavano in modo significativo sia l’aggressività fisica sia quella verbale osservata, mentre quelli esposti a modelli non aggressivi o privi di esposizione manifestavano raramente comportamenti violenti. L’esperimento dimostrò quindi che l’aggressività può essere appresa per osservazione e che l’esposizione a modelli violenti riduce le inibizioni verso tali comportamenti. Lo studio evidenziò inoltre che l’aggressività fisica veniva imitata maggiormente dal modello maschile, mentre l’aggressività verbale era più spesso imitata da modelli dello stesso genere del bambino. In conclusione, l’esperimento confermò che l’osservazione di comportamenti aggressivi comunica permissività verso la violenza e favorisce l’apprendimento imitativo, sostenendo l’idea che i bambini possano adottare condotte aggressive attraverso l’identificazione con il modello osservato.
Insomma, la violenza e le condotte brutali che alcuni individui mettono in campo non sono innate nella loro supposta natura. Al limite alcune persone possono avere predisposizioni biologiche a sviluppare specifici comportamenti, ma è poi una convergenza di fattori sociali e psicologici, legati ai contesti di cresciti e di vita, a determinare come agiscono.

Raccontiamo questo esperimenti nel nostro libro sulla storia dei principali esperimenti di psicologia sociale “Non esistono gli individui, esiste la società”. Lo trovate seguendo il link nel primo commento.

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