No, questo non è gentle parenting.
Il gentle parenting è una pratica educativa basata su empatia, rispetto reciproco e, sì, limiti chiari. Non è lasciare che tuo figlio ti faccia del male chiamandolo “espressione emotiva”.
I bambini non hanno bisogno di genitori che cedono a tutto. Hanno bisogno di genitori che reggono. Che non crollano. Che dicono no con calma ma lo dicono davvero.
Confondere il lassismo con la gentilezza non fa bene ai genitori. E soprattutto non fa bene ai bambini.
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Pedagogista Ludovica Grottanelli
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No, questo non è gentle parenting.
Il gentle parenting è una pratica educativa basata su empatia, rispetto reciproco e, sì, limiti chiari. Non è lasciare che tuo figlio ti faccia del male chiamandolo “espressione emotiva”.
I bambini non hanno bisogno di genitori che cedono a tutto. Hanno bisogno di genitori che reggono. Che non crollano. Che dicono no con calma ma lo dicono davvero.
Confondere il lassismo con la gentilezza non fa bene ai genitori. E soprattutto non fa bene ai bambini.
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Da pedagogista, io dico a mia figlia “Brava”. Lo dico anche ai bambini con cui lavoro, ma seguito da una breve spiegazione. Perché il problema non è dire “bravo”.
Il punto è: cosa arriva ai bambini attraverso quelle parole?
Dire “bravo” ogni tanto non traumatizza nessuno e non rovina la relazione educativa.
Semplicemente, ci sono momenti in cui possiamo usare parole più utili per sostenere autostima, motivazione interna e senso di competenza.
Per esempio, invece di fermarci al risultato:
“Bravissima!”
Possiamo valorizzare il processo:
“Ti sei impegnata tanto.”
“Hai trovato una soluzione da sola.”
“Non hai mollato anche quando era difficile.”
Perché un bambino che cresce cercando solo approvazione esterna rischia di sentirsi competente solo quando qualcun altro lo conferma.
Questo non significa dover pesare ogni parola o vivere la genitorialità con ansia.
Significa solo sviluppare maggiore consapevolezza nel modo in cui comunichiamo.
Ed un po’ di senso critico, che non guasta mai 🥰
Tu cosa ne pensi?fammelo sapere qui sotto 👇
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Ci sono bambini che crescono sentendosi “troppo”.
Troppo sensibili, troppo vivaci, troppo fragili.
E poi ci sono bambini che crescono sentendosi amati.
Guardati con occhi che dicono:
“Tu vai bene così.”
“Tu sei importante.”
“Tu meriti amore anche quando sbagli.”
E spesso la differenza sta tutta lì:
in qualcuno che ha creduto in loro quando ancora non sapevano farlo da soli.
Perché il modo in cui veniamo accolti da piccoli diventa la voce con cui parleremo a noi stessi da grandi.
Diventa il nostro valore.
La nostra sicurezza.
Il modo in cui permetteremo agli altri di amarci.
Ogni abbraccio, ogni presenza, ogni “ci sono” costruisce qualcosa che durerà per tutta la vita.
E credo che essere genitori è più questo che tutto il resto:
diventare il primo posto sicuro in cui un figlio impara di meritare amore e rispetto. 🤍
Leggi, prima di pensare “eh ma non si può più dire nientehhh”, per favore. ❤️ Ogni condivisione ha basi scientifiche ed ha il puro scopo di migliorare la qualità relazionale tra adulti e bambini. 👇🏼
Quante volte, senza accorgercene, diciamo ai bambini che urtano qualcosa:
“Che cattivo il tavolo!”
“Brutto scivolo!”
“Che monella la sedia!”
Sembrano frasi innocenti, e di base dette in buona fede.
Ma nel tempo possono insegnare ai bambini a cercare sempre fuori da sé la causa di quello che accade.
In pedagogia e psicologia questo si chiama locus of control:
🔹 locus esterno = “succede per colpa degli altri o dell’ambiente”
🔹 locus interno = “posso comprendere il mio comportamento e imparare da ciò che succede”
Attenzione: responsabilizzare NON significa colpevolizzare.
Un bambino non deve sentirsi sbagliato se cade, urta o commette un errore.
Ma può essere accompagnato a sviluppare consapevolezza, autonomia e capacità di lettura della realtà.
Invece di dire:
❌ “Che cattivo il mobile!”
Possiamo dire:
✅ “Ti sei fatto male ? La prossima volta facciamo attenzione a dove passiamo.”
Piccoli cambiamenti nel linguaggio creano grandi cambiamenti nella crescita emotiva dei bambini. ❤️
Sono la Dott.ssa Ludovica Grottanelli, pedagogista e coordinatrice di servizi educativi 0-6.
Mi occupo di educazione emotiva, genitorialità consapevole e relazione adulto-bambino.
Salva questo reel e seguimi per altri contenuti simili. ✨
‼️REEL IRONICO, prima che venga linciata 😂
Scherzi a parte, lo sviluppo delle autonomie parte da ciò che vivono ogni giorno con noi.
I bambini osservano, imitano, provano.
È così che costruiscono competenze, sicurezza e fiducia nelle proprie capacità: partecipando alla vita quotidiana, anche nelle cose più semplici.
E poi diciamocelo… a volte questa cosa torna utile anche a noi genitori 😂
Perché quel “faccio io!” può trasformarsi in:
✨ mettere i vestiti nel cesto
✨ passare il panno
✨ apparecchiare
✨ buttare una carta
Piccole mansioni, sostenibili per la loro età, che non sono “aiuti” casuali ma vere occasioni di crescita. La Montessori ci aveva visto lungo amici miei! 😂
Invialo a chi sai!
12/05/2026
Ci sono stati anni in cui mi sono sentita persa, confusa, lontana dalla persona che volevo diventare.
Come tanti ragazzi e ragazze, ho attraversato momenti difficili, pieni di dubbi, cambi di strada e paure sul futuro.
Poi ho incontrato ciò che mi faceva sentire davvero “al posto giusto”: il mondo dell’infanzia, della pedagogia, dell’accompagnamento alle famiglie 💛
Oggi sono una pedagogista specializzata nella fascia 0-6 anni e nel perinatale, e ogni giorno metto nella mia professione non solo la formazione e lo studio, ma anche tutta la mia esperienza umana.
Condivido questo pezzo di me perché so quanto sia facile pensare di essere indietro o fuori strada. Ma ci si ritrova. E quando motivazione e determinazione incontrano qualcosa che ci appassiona davvero, possono nascere cose bellissime ✨
Mi ricordo il mio primo posto di lavoro da educatrice di nido: un luogo che mi procurava il magone solo al pensiero. Avevo 21 anni e una voglia incredibile di imparare, fare, relazionarmi con i bambini, comprendere i loro bisogni ma anche imparare a gestire un gruppo classe simile (venivo dalla scuola dell’infanzia). Progettare, organizzare, riordinare… un entusiasmo spento immediatamente da colleghe che, oltre a non saper entrare in sintonia con i bambini, mi escludevano da discorsi, uscite in pausa pranzo (e menomale) e progettazione. Quando mi hanno chiesto di rinnovare un contratto inesistente, non ho esitato a fuggire. Nonostante avessi necessità di lavorare, un posto in cui il tuo potenziale ed il tuo entusiasmo vengono spenti miseramente non è mai una buona scelta, credimi.
Ad oggi so per certo che la sottile differenza tra come trattiamo i bambini e come trattiamo gli adulti non è poi così sottile: loro ci imitano, prendono il nostro esempio da monito per costruire la propria identità. E mostrare un atteggiamento corretto verso gli adulti intorno a noi insegna loro molto più di tante attività strutturate.
Essere gentili é una scelta, prendersi cura di qualcuno é una scelta. Dare il buon esempio é nostra responsabilità.
Se ti ritrovi in queste parole, scrivilo nei commenti 👇🏼
Cara educatrice, a Marzo ci aspettano grandi cose…. ✨🌱 STAY TUNED ✨
10/02/2026
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Tempo di qualità: breve, vero, trasformativo. Cosa dice la scienza a riguardo?
Molti genitori, nonni e caregiver mi dicono:
“Vorrei fare di più, ma ho poco tempo.”
La pedagogia e le neuroscienze ci dicono una cosa molto chiara:
👉 non è la quantità di tempo a fare la differenza, ma la qualità della presenza.
🧠 Studi sullo sviluppo infantile (Harvard Center on the Developing Child, John Bowlby, Daniel Siegel) dimostrano che:
• interazioni brevi ma emotivamente sintonizzate
• momenti di attenzione reale, senza distrazioni
• scambi autentici fatti di sguardi, voce e ascolto
hanno un impatto profondo sullo sviluppo emotivo, cognitivo e relazionale del bambino.
In pedagogia si parla di relazione responsiva:
non serve esserci sempre, serve esserci davvero quando ci siamo.
🌱 Il tempo di qualità non è:
1. intrattenimento continuo
2. attività perfette e complesse
3. presenza fisica senza connessione emotiva
È quotidianità condivisa:
una storia letta insieme, una passeggiata, una chiacchiera, un gioco a terra anche di pochi minuti.
👶 Non è mai troppo presto. E non è mai troppo tardi.
Ogni incontro autentico costruisce sicurezza.
Ogni momento di presenza può rafforzare (o riparare) il legame.
📌 Salva questo post come promemoria gentile nei giorni di fatica
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