17/07/2026
IL DE SANCTIS IN SCENA: TEATRO, MUSICA E CANTO NELLA NOTTE BIANCA.
Ci sono giorni in cui gli spazi quotidiani della scuola si possono trasformare in un grande palcoscenico della cultura. È accaduto durante la “Notte Bianca del Liceo Classico” che ha avuto luogo lo scorso 4 giugno 2026 presso l’IIS “Gaetano De Sanctis”, dove nel tardo pomeriggio sono stati invitati genitori, nonni, famiglie e amici a partecipare alla performance interdisciplinare tra teatro, musica, canto e letteratura, in cui studenti e docenti sono stati protagonisti di un percorso culturale e artistico capace di attraversare epoche, linguaggi e sensibilità diverse.
Ad accogliere gli ospiti è stata la Dirigente scolastica, Dott.ssa Cosima Stefania Chimienti, presente insieme al team della vicepresidenza. La sua presenza ha espresso la vicinanza della dirigenza a un’iniziativa che rappresenta pienamente la missione educativa dell’Istituto: fare della scuola un luogo in cui la conoscenza incontra la creatività, il dialogo e la partecipazione.
Le attività, curate da alcuni docenti del Liceo Classico, hanno accompagnato il pubblico in un itinerario che ha unito studio, creatività e passione. La serata ha dato vita a un autentico racconto corale nel quale gli studenti hanno saputo restituire nuova voce e rinnovata attualità ai grandi temi della tradizione culturale.
Ad aprire il percorso è stata la classe III A, guidata dalla professoressa Giorgia Parlato, con "Canti di Saffo e Alceo" , un omaggio alla forza della parola poetica, capace ancora oggi di parlare al cuore e all’intelligenza di chi ascolta. La scaletta ha visto alternarsi voci, musiche, racconti e rappresentazioni, in un continuo intreccio tra passato e presente. A seguire, le classi I C e III C si sono esibite in un articolato percorso musicale intitolato “Suggestioni del Medioevo. Sonorità e parole da un tempo lontano”, curato dalle professoresse Chiara Bronzi, Paola Gozzi ed Emma Serafini. Tra i momenti più coinvolgenti, l’esecuzione corale dei brani “Alla fiera dell’Est” e “Cantico dei Cantici” di Angelo Branduardi che hanno riportato alla luce il fascino della cultura medievale attraverso musica e interpretazione, un percorso che ha dimostrato come la distanza dei secoli non attenui la forza delle grandi opere, ma continui a renderle vive e sorprendentemente attuali.
La riflessione è poi proseguita con la classe IV D, guidata dalla professoressa Elena Paroli, che ha affrontato il tema del tempo attraverso una personale rilettura di autori antichi e moderni. Ne è nato un dialogo intenso tra memoria e futuro, nel quale la letteratura si è fatta occasione per interrogarsi sul senso dell’esistenza e sul valore dell’esperienza umana.
Durante le pause previste dalla scaletta, il pubblico ha potuto vivere anche un’esperienza più raccolta e personale grazie alla Biblioteca Umana – “Miti, parole e presenze”, ideata dalla professoressa Maria Rosaria Lattari con la classe II E. La performance, ripetuta ciclicamente per gruppi di sei spettatori alla volta, ha trasformato l’ascolto in un autentico incontro. In questa dinamica gli ospiti non hanno sfogliato libri, ma storie, immagini e valori. Attraverso brevi frasi e piccole metafore, gli studenti hanno richiamato l’attenzione su ciò che bisogna considerare valore e che rischia di passare inosservato, hanno invitato gli ospiti a una riflessione corale in cui sono stati ricordati alcuni valori a partire dalla recitazione della poesia “Considero valore” di Erri De Luca. Il testo ricorda che è valore ogni forma di vita come la neve, l’assemblea delle stelle, il nome del vento che asciuga il bucato, chiedere permesso prima di sedersi, riparare un paio di scarpe, rialzarsi dopo una caduta, risparmiare acqua, la stanchezza di chi non si è risparmiato. E ancora hanno sottolineato di considerare valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco, il vino finché dura il pasto, due vecchi che si amano. L’elenco è infinito e vale la pena ricordare che è valore tacere in tempo, il viaggio di un vagabondo, l’uso del verbo amare, la clausura della monaca, un sorriso involontario, provare gratitudine senza ricordare di che, sapere in una stanza dov’è il nord. Ai visitatori è rimasto il ricordo dell’importanza di non dare nulla per scontato, ma di valorizzare ogni piccolo gesto che custodisce il significato più profondo della persona e che rende autenticamente umane le relazioni.
Il momento culminante della serata è stato affidato alla rappresentazione de “Le T***ane” di Euripide, curata dai professori Marco Pelliccioni e Fabrizio Puglisi, con il coinvolgimento delle classi I C, II E, III C, III E e IV E.
La tragedia è tornata a vivere attraverso l’intensità interpretativa degli studenti, che hanno restituito tutta la drammaticità del testo euripideo senza rinunciare a renderlo vicino alla sensibilità contemporanea. Il dolore della guerra, la sofferenza delle donne di T***a, il sacrificio delle vite innocenti, la dignità della persona e il valore della memoria hanno trovato espressione in una rappresentazione capace di emozionare profondamente il pubblico.
A rendere ancora più coinvolgente la messinscena è stata la musica dal vivo, eseguita con pianoforte, chitarra, clarinetto, violoncello e percussioni, che ha dialogato costantemente con la trama teatrale. L’esecuzione dei canti in lingua greca ha aggiunto un ulteriore elemento di autenticità, riportando in vita il suono della tragedia antica e creando uno dei momenti più intensi ed emozionanti dell’intera manifestazione.
La “Notte Bianca del Liceo Classico De Sanctis” non è stata soltanto un evento conclusivo dell’anno scolastico, ma è stata la dimostrazione concreta di come la scuola possa diventare un laboratorio di cultura e di relazioni, nel quale ogni studente trova lo spazio per mettere a frutto i propri talenti e imparare il valore del lavoro condiviso.
Per una notte l’Istituto “De Sanctis” si è illuminato di nuove star, il cui talento è frutto di un percorso quotidiano fatto di passione, impegno e fiducia reciproca. Ed è forse questo il messaggio più autentico lasciato dalla “Notte Bianca”: quando la scuola crede nei propri giovani e offre loro occasioni per esprimersi, la cultura smette di essere soltanto qualcosa da studiare e diventa un’esperienza da vivere e da condividere. In effetti, la preziosa “perla” della serata è stata la consapevolezza della presenza di una comunità educante capace di camminare insieme, docenti, studenti, personale e famiglie, trasformando mesi di studio in emozione, ricerca e arte.
In questo senso la “Notte Bianca” è diventata un appuntamento in cui la scuola si apre al territorio e il territorio risponde con partecipazione e riconoscenza. Ne è testimonianza particolarmente significativa la commozione suscitata anche tra le famiglie: la Dirigente scolastica, infatti, ha ricevuto da parte di genitori e nonni di alcuni studenti lettere di ringraziamento che hanno profondamente colpito tutta la comunità scolastica, restituendo il senso più autentico del lavoro svolto. Parole sentite che hanno confermato come esperienze di questo tipo sappiano andare oltre i confini istituzionali, diventando patrimonio affettivo e culturale condiviso.
È anche da questi gesti che si misura il valore di una scuola, nella capacità di generare bellezza, relazione e memoria e nel lasciare, a chi vi partecipa, la certezza che educare significa costruire legami che continuano a parlare anche dopo che il sipario è calato e le luci si sono spente.
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