15/05/2026
“WHAT’S NEXT? INTELLIGENZE E TALENTI IN DIALOGO”
In un tempo in cui l’innovazione tecnologica e l’intelligenza artificiale stanno trasformando profondamente il mondo della formazione, del lavoro e delle relazioni sociali, diventa sempre più importante offrire alle nuove generazioni occasioni concrete di incontro, confronto e orientamento. Ed è in questa prospettiva che, lo scorso 28 e 29 aprile si è svolto, presso l’Edificio Marco Polo in Viale dello Scalo San Lorenzo 82, il multi evento “What’s Next? Intelligenze e talenti in dialogo”, dedicato ai giovani e pensato per accompagnarli nella lettura delle sfide del presente e nella costruzione consapevole del proprio futuro.
A rappresentare l’IIS “Gaetano De Sanctis” sono stati gli studenti delle classi 4A, 3AS, 4AS, 4BL, 5ES, 4FS, 3GS e 4GS, impegnati nella partecipazione alla RomeCup 2026 che si conferma come uno dei più importanti appuntamenti, capace di mettere in rete scuole, università, centri di ricerca, imprese e istituzioni in un percorso condiviso di formazione, orientamento e sperimentazione educativa.
La prima giornata dell’evento si è inserita in un contesto formativo di grande rilievo, caratterizzato dalla presenza di docenti universitari, esperti del settore e giovani talenti impegnati nello sviluppo di idee innovative. Questa prima sessione di lavori è stata dedicata a momenti di approfondimento, confronto e formazione: incontri con relatori, testimonianze, interventi di esperti del mondo universitario, della ricerca e dell’innovazione, oltre a spazi di dialogo diretto in cui gli studenti hanno potuto porre domande, condividere riflessioni e confrontarsi sui temi emergenti legati all’intelligenza artificiale e alle nuove tecnologie.
Particolarmente significativo è stato l’intervento di uno studente della classe 4BL, Nicola Vilcapuma che, con una domanda ben articolata e di forte attualità, ha attirato l’attenzione dei relatori, dando avvio a un momento di dialogo molto apprezzato anche dal pubblico presente. Il quesito posto ha toccato uno dei nodi più delicati del rapporto tra uomo e tecnologia: «In scenari in cui intelligenza artificiale e uomo collaborano per prendere decisioni, quali sono secondo lei i rischi principali di affidarsi troppo all’AI e come possiamo mantenerci critici e consapevoli?». La risposta dei relatori ha offerto agli studenti un’importante chiave di lettura, sottolineando come il vero rischio non risieda nella tecnologia in sé, quanto piuttosto nel modo in cui essa viene utilizzata. È stato evidenziato, innanzitutto, il pericolo di sviluppare un’eccessiva fiducia nei sistemi di intelligenza artificiale, spesso percepiti come strumenti oggettivi e infallibili, quando in realtà riflettono dati, modelli e scelte elaborati dall’uomo e, proprio per questo, possono contenere limiti o errori. Un secondo aspetto richiamato è stato quello della progressiva perdita del senso critico: delegare completamente alla macchina potrebbe infatti ridurre la capacità di interrogarsi, analizzare e formulare giudizi autonomi. Infine, è emerso il tema della responsabilità, ricordando come, nelle decisioni condivise tra uomo e tecnologia, la responsabilità etica e professionale debba rimanere sempre in capo alla persona.
A conclusione degli interventi, i relatori hanno lasciato agli studenti una riflessione particolarmente significativa: per utilizzare l’intelligenza artificiale in modo consapevole è necessario considerarla uno strumento e non un sostituto del pensiero umano. Verificare le informazioni, comprendere i limiti dei modelli e mantenere uno sguardo critico sui risultati prodotti dall’AI rappresentano condizioni indispensabili per un uso maturo e responsabile della tecnologia. In altre parole, non dobbiamo diventare utenti passivi, ma partner consapevoli e critici.
La seconda giornata è stata dedicata alla competizione tra le scuole selezionate a livello nazionale per l’evento, che hanno avuto l’opportunità di confrontarsi attraverso la presentazione di progetti, idee innovative e prototipi di start-up, in un clima dinamico e altamente stimolante. La partecipazione del nostro Istituto nasce da una precisa scelta educativa, fortemente sostenuta dalla Dirigente scolastica, Cosima Stefania Chimienti, che ha creduto fin dall’inizio nel valore formativo del progetto, incoraggiando con determinazione la presenza dell’Istituto in un contesto nazionale così qualificante e che ha offerto agli studenti opportunità concrete di confronto con il mondo dell’innovazione, della ricerca e delle nuove tecnologie.
A rappresentare l’IIS “G. De Sanctis” nella fase competitiva, sono state due studentesse dell’indirizzo scientifico della classe 4FS e 4AS, Chiara Bodo e Chiara De Santis, che hanno presentato un progetto dedicato al tema della sicurezza stradale e AI. Il prototipo, sviluppato con il supporto delle nuove tecnologie, prevede un dispositivo basato sull’AI capace di rilevare eventuali condizioni di alterazione del conducente, segnalando attraverso un indicatore luminoso verde uno stato di idoneità alla guida e, attraverso un segnale rosso, una possibile condizione di ebbrezza. Un’idea concreta e fortemente orientata alla prevenzione e alla tutela della vita.
Il percorso si è poi concluso con la valutazione da parte della commissione giudicatrice e, con grande soddisfazione per tutta la comunità scolastica, con il conferimento al nostro Istituto del primo premio nella categoria dedicata alla sicurezza stradale, riconoscendo la qualità, l’originalità e la forte valenza educativa del progetto presentato.
Le testimonianze raccolte a caldo raccontano molto più di un successo: restituiscono il valore di un percorso costruito con costanza, responsabilità e passione. Di seguito uno stralcio dell’intervista alle studentesse.
Cosa vi ha motivato a partecipare a questo tipo di esperienza formativa?
«Abbiamo seguito una prima fase di formazione teorica, che inizialmente è risultata la parte più complessa, soprattutto nel comprendere come le conoscenze acquisite sarebbero state applicate nella pratica. Successivamente, la parte laboratoriale è stata molto coinvolgente: lavorando in gruppi e utilizzando i computer, abbiamo potuto sperimentare concretamente l’uso di alcuni software e mettere in pratica quanto appreso. È stata un’esperienza stimolante e molto utile per il lavoro di squadra e l’apprendimento attivo. Il percorso è stato arricchito anche dal confronto con gli altri studenti e dalla soddisfazione finale per il riconoscimento ottenuto».
Quali sono state le principali difficoltà che avete incontrato durante questa esperienza?
«La fase iniziale è stata sicuramente quella più impegnativa, soprattutto per il percorso di formazione che ha previsto fino a otto ore di attività presso l’università. Non è stato sempre semplice mantenere concentrazione e continuità, ma proprio questo ci ha aiutato a metterci in gioco e a vivere l’esperienza con maggiore responsabilità. Grazie anche al supporto della Prof.ssa Chiara Pinci, referente del progetto e al confronto con gli organizzatori, siamo riuscite a orientarci gradualmente nel percorso. Successivamente, la parte pratica e laboratoriale è diventata ancora più coinvolgente, permettendoci di applicare concretamente quanto appreso e di vivere il progetto con entusiasmo e partecipazione».
Forse è proprio questa la risposta più autentica alla domanda racchiusa nel titolo “What’s Next?”: il futuro prende forma quando intelligenze, talenti e valori entrano realmente in dialogo. E i nostri studenti, in queste due intense giornate, hanno dimostrato che essere protagonisti dell’innovazione non significa semplicemente utilizzare nuove tecnologie, ma imparare a orientarle con coscienza, umanità, spirito critico e senso di responsabilità.
Per conoscere più da vicino il progetto presentato dalle nostre studentesse, è possibile visionare su YouTube:
youtube.com/watch?v=3KxJSbe7m60&list=PL0TEr-_iNPY1q6q8PWS0HWYq4x3Y8-ZwD&index=32