24/09/2018
Se i pattern motori dello squat sono errati alla lunga anche un semplice squat può creare dolore alla colonna
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24/09/2018
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24/12/2017
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12/01/2016
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21/11/2015
21/11/2015
09/09/2015
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01/09/2015
IL DIAFRAMMA: ANATOMIA E FISIOLOGIA
INTRODUZIONE
Il diaframma è conosciuto per la sua elevata posizione gerarchica nel sistema respiratorio, infatti è conosciuto come il muscolo primario della respirazione.
Il diaframma in realtà non è cosi monovalente anzi le sue azioni sono ben più particolari e articolate, infatti già dando un’occhiata alla sua topografia si può immaginare che funzioni potrebbe avere.
Il diaframma è studiato da molte correnti di pensiero infatti questo muscolo è avvolto quasi da un alone di mistero dal momento in cui racchiude delle verità scientifiche e delle “verità” date più che altro dalle esperienza.
Un diaframma che lavora fisiologicamente dà benefici sorprendenti, le sfere di interesse sono:
• Benefici digestivi
• Massaggio viscerale
• Scarico delle tossine
• Nutrimento tessutale
• Irrorazione sanguigna
• Elasticità costo-vertebrale
• Mobilità cardiaca e polmonare
• Drenaggio profondo addominale e cranico
• Riequilibrio neurovegetativo e qualità del sonno
Ma le capacità del diaframma non si fermano qui, come dice in modo particolare la medicina cinese i sentimenti risiedono nei visceri, il diaframma infatti data la sua posizione e le sue connessioni anatomiche risente delle nostre emozioni, ad esempio se pensiamo ad un forte spavento il diaframma si blocca e di conseguenza si blocca il respiro. Quindi le sensazioni che viviamo si ripercuotono inesorabilmente sul diaframma.
Ma il diaframma è l’unico nel nostro corpo?diaframmi
Il termine diaframma si riferisce a qualunque lamina muscolare che vada a stabilire una parete, quindi parlare di diaframma per indicare quello toracico risulta essere generico.
Nell’ anatomia umana vengono indicati cinque diaframmi che hanno il compito di sorreggere tutto quello che hanno sopra e di permetterne il loro movimento.
I cinque diaframmi sono:
1. Diaframma tentorio
2. Diaframma ioideo o della base buccale
3. Diaframma dello stretto toracico superiore
4. Diaframma toracico
5. Diaframma pelvico
TOPOGRAFIA DEL DIAFRAMMA
Localizzazione del diaframma
Il diaframma topograficamente lo troviamo pressoché al centro del tronco,la sua superficie ricopre tutta la cavità toracica dividendola cosi dalla cavità addominale.
Topografia toracica e diaframmatica:
-la cupola diaframmatica è a livello della 5^costa
– l’emicupola di destra leggermente più alta rispetto alla sinistra per la presenza del fegato
-sotto il diaframma abbiamo tutto il contenuto dell’addome, quindi fegato, intestino, stomaco, milza ecc…
Quindi sono influenzati dagli atti respiratori; gli organi che sono attaccati sotto il diaframma e si muovono insieme con esso.
Il diaframma è contenuto nell’ipocondrio di destra, nell’epigastrio e nell’ipocondrio di sinistra.
ImmaginSe
RAPPORTI ANATOMICI
Il diaframma contrae rapporti diretti, nella sua parte cefalica, sia con i polmoni che con il cuore, infatti sul diaframma si possono distinguere le impronte dei foglietti pleurici e del foglietto pericardico. Nella parte inferiore invece i rapporti anatomici che ha sono con il fegato, con lo stomaco e con il rene sinistro.
Immaginess
ANATOMIA DEL DIAFRAMMA
INSERZIONI DIAFRAMMATICHE
Il Diaframma toracico mostra molte inserzioni, queste si distinguono in inserzioni vertebrali e costali.
Inserzioni vertebrali:
Il diaframma presenta dei pilastri fibrosi che fungono un po’ da fondamenta di questa struttura.
Le inserzioni dei pilastri del diaframma sono sulla parte antero-laterale dei corpi vertebrali di L1 L2 L3.
Il pilastro di destra è più lungo del pilastro di sinistra infatti quello di sinistra si ferma tra L2 e L3 e quello di destra tra L3 e L4.
Inserzioni costali:
Abbiamo una porzione costale che si inserisce sulla faccia interna delle ultime 6 coste. Significa che se a livello dei capezzoli sono a livello della 5^ costa, dalla 6^ costa in giù, si attacca il diaframma. La porzione sternale si attacca a livello del processo xifoideo.
Arcate tendinee:
Le arcate tendinee (arcate di Senac) collegano l’11^ e la 12^ costa (fluttuanti) e collegano anche le apofisi trasverse di L1. Vanno poi a costituire l’orifizio aortico tendineo; si incrociano e vanno a costituire muscolarmente l’orifizio esofageo e continuando ad incrociarsi con il foglietto anteriore e laterali, inoltre vanno a costituire il foro della vena cava.
ORIFIZI DIAFRAMMATICI
Il diaframma toracico separa la cavità toracica da quella addominopelvica, questo presenta sia una parte muscolare che una parte tendinea ovvero il centro frenico del diaframma. Il muscolo diaframma è attraversato da altre parti anatomiche, il passaggio di questi avviene grazie a degli orifizi che si trovano sia nella parte contrattile sia in quella aponeurotica
Vena cava (+ nervo frenico di dx)
Esofago (+ nervo Vago dx e sx)
Aorta (+ dotto toracico e vena azygos)
Frenico sx (cupola)
Forami per i nervi splancnici maior e minor dai pilastri
Forami del Morgagni (rami epigastrici sup. + arteria toracica interna + vasi linfatici provenienti da
addome anteriore e fegato)
Immagine
La parte bianca mediale è il CENTRO FRENICO, cioè la parte aponeurotica tendinea quindi quella non contrattile.
La vena cava e l’aorta sono protette dalle contrazioni muscolari dal momento in cui la vena cava passa totalmente nel centro frenico mentre l aorta è protetta da delle arcate tendinee.
L’orifizio gastro-esofageo è invece nella parte muscolare, altro motivo per il quale un diaframma che non si muove correttamente può portare a una costrizione dell’esofago e quindi a dei problemi della digestione o a dei reflussi gastroesofagei.
ARCATE DI SENAC E RAPPORTI CON ALTRI MUSCOLI
Le arcate diaframmatiche dell’11^-12^ costa e di L1 e L2 sono direttamente a contatto con il muscolo grande psoas, con il quadrato dei lombi e muscolo piccolo psoas.
Queste sono delle arcate tendinee che lasciano passare i ventri muscolari, le due arcate più interne si chiamano arco diaframmatico mediale (dove passano gli psoas) quelle più esterne invece arco diaframmatico laterale (dove passa il quadrato dei lombi).
Il nervo frenico permette la contrazione del diaframma ogni volta che inspiriamo ed espiriamo.Le diramazioni del nervo frenico: passa a sinistra a livello del ventre muscolare e a dx passa vicino all’orifizio della vena cava e quindi in una struttura tendinea.
Quindi il primo non sarà protetto dalle contrazioni diaframmatiche come lo sarà il secondo.
FISIOLOGIA DEL DIAFRAMMA
Inspirazione ed espirazione
Il diaframma durante la cinetica respiratoria compie un movimento su un piano frontale, questo aumenta il diametro verticale durante l ispirazione e diminuisce il diametro durante l’espirazione, inoltre muove le coste espandendole durante l’ispirazione e rilasciandole con l’espirazione.
Si può considerare dunque il diaframma come il muscolo essenziale nella meccanica respiratoria in quanto da solo riesce ad aumentare il tre diametri del volume toracico:
• Aumento del diametro verticale
• Aumento diametro trasversale per l’ innalzarsi delle coste inferiori
• Aumento del diametro antero-posteriore per l’innalzarsi delle superiori mediato dallo sterno
In INSPIRAZIONE il diaframma compie due movimenti differenti:
all’inizio dell’inspirazione il centro frenico si abbassa ed incontra la tensione delle strutture soprastanti, ma abbassandosi incontra anche la resistenza delle strutture sottostanti come il fegato e lo stomaco, diventando cosi un punto fisso. Le fibre muscolari laterali si contraggono su questo punto fisso.
Quando il centro frenico scende, aumenta il diametro longitudinale, le coste superiori si alzano, aumenta il diametro antero-posteriore; il centro frenico fa punto fisso, le fibre laterali si accorciano, e alzano le ultime coste. Quindi aumenta il diametro trasversale.
In ESPIRAZIONE il diaframma, passivamente, si rilassa e risale.
Il diaframma è un muscolo volontario o involontario?
E’ involontario, ma posso modificare il movimento del diaframma non contraendo la muscolatura respiratoria accessoria ma cercando di respirare con l’addome.
Movimento e muscoli dell’addome
Da questa immagine possiamo vedere come si muove il diaframma su un piano sagittale e frontale con il suo andamento in inspirazione/espirazione. I muscoli accessori espiratori più potenti sono gli addominali, questi oltre a lavorare sinergicamente con il diaframma toracico hanno il compito di far fare una espirazione forzata.
Possiamo dunque capire che l’azione del diaframma senza la presenza degli addominali sarebbe molto minore.
Durante l’ispirazione: la contrazione del diaframma abbassa il centro frenico ma presto interviene la resistenza dei visceri addominali che vengono posti in tensione in modo particolare dalla cintura addominale, senza di essi il contenuto dell’addome scivolerebbe in avanti e basso impedendo cosi al centro frenico di avere un appoggio solido, impedendo a sua volta al diaframma di sollevare le coste inferiori.
Durante l’espirazione: il diaframma si rilascia e la contrazione degli addominali abbassa cosi la parte inferiore del torace, diminuendo i diametri antero-posteriore e trasverso della gabbia toracica. Inoltre aumentando la pressione addominale, spingono la massa dei visceri verso l’ alto facendo cosi risalire il centro frenico il che diminuisce il diametro toracico verticale.
Il ruolo del diaframma e dei muscoli addominali esprime quello che è definito come antagonismo sinergico dal momento in cui quando il diaframma è in ispirazione il tono dei muscoli addominali diminuisce mentre quando il tono dei muscoli addominali aumenta, cioè in espirazione, il tono diaframmatico pian piano diminuisce.
16/08/2015
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29/05/2015
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