16/06/2026
Comunicato stampa
In Albania, dal 30 maggio, sono in atto delle accese proteste ambientaliste contro un enorme progetto turistico di lusso legato alla società di investimento di Jared Kushner, genero del presidente americano Donald Trump.
A far esplodere le proteste sono state le immagini diffuse sui social network e dai media internazionali, che mostravano un manifestante trascinato via da agenti di sicurezza privata.
Il progetto coinvolge l’ex isola militare di Sazan all’ingresso della baia di Valona, spiaggia di Zvërnec e laguna di Vjosa-Narta, aree sensibili di enorme valore ambientale e strategico che il governo Rama ha concesso lo status di investimento strategico.
Sono pezzi di natura, identità e sovranità albanese.
Le proteste di questi giorni nascono dalla paura che il resort di lusso di queste dimensioni possa modificare in modo irreversibile un pezzo di costa ancora relativamente incontaminato e di enorme impatto sociale e ambientale.
A manifestare sono la società civile, soprattutto giovani e famiglie che non arrivano a fine mese.
La massiccia mobilitazione del popolo, nota come "rivoluzione dei fenicotteri", contro il primo ministro Edi Rama, chiede principalmente: trasparenza, immediata sospensione dei lavori di costruzione e porre fine a un modello di governo che viola il patrimonio nazionale e l'interesse pubblico.
Ora la vicenda è anche giudiziaria.
La procura speciale anticorruzione SPAK ha aperto un’inchiesta ufficiale sulla provenienza dei capitali, proprietà e aree protette.
Nessuno è contrario agli investimenti stranieri, ma è doveroso garantire trasparenza.
E per questo la protesta non è solo contro un resort. È contro un metodo. Contro l'idea che la terra possa essere come un bene privato.
Contro la sensazione che tutto sia negoziabile, tranne la dignità di chi vive quei luoghi.
Il popolo e’ stanco di vedersi privare della giustizia sociale, della corruzione dilagante, della mancanza di futuro.
Questo è ciò che accade da 35 anni. Oggi basta.
Le proteste hanno spinto anche la Commissione Europea a intervenire, chiedendo all'Albania di allinearsi alle normative ambientali dell'Unione Europea.
Albania si è ritrovata di nuovo unita dopo 35 anni, le proteste sono quotidiani, sempre alle ore 18:00 davanti alla sede del governo, sostenute anche da decine di manifestazioni dalla diaspora albanese in Italia e nel mondo.
Con le proteste di Tirana e della diaspora nel mondo sodalizza anche nostra associazione Comunità Albanese in Italia "Besa",
insieme ai studenti e la società civile di origine albanese residente a Roma e Provincia.
Il messaggio di migliaia di persone della società civile scesa nelle piazze è chiarissimo:
Rama dimettiti!
l’Albania non è in vendita!
Mail: [email protected]