SICOF Scuola Italiana Consulenti Familiari

SICOF Scuola Italiana Consulenti Familiari

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Per tutti gli amici Consulenti: ci sono ancora posti disponibili!!! (Iscrizione online)
"Ognuno sta solo sul cuore della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera".
Il Consulente della coppia e della famiglia di fronte alle solitudini della pandemia.
DOMENICA 10 GENNAIO dalle 9:00 alle 13:00
COME CONTENERE L’ANSIA DA PRESTAZIONE

Ho trovato questo testo di Osho che potrebbe essere di aiuto a contenere l’ansia da prestazione consulenziale. Mi spiego. Non di rado capita, soprattutto ai Consulenti Familiari di fresca nomina ma anche a quelli con più lunga esperienza di servizio, di avvertire una sottile sensazione di sconforto, dovuta al senso di inadeguatezza di fronte alla pesantezza delle situazioni problematiche vissute insieme al cliente. Succede anche che tale sensazione, non ben governata, si trasformi in una vera e propria dichiarazione di fallimento professionale.
Come uscirne? Magari leggendo il seguente brano e ricordando quanto scriveva Rogers: “Nella consulenza occorre sapersi rendere gradatamente superflui”.

“Un guaritore (ascoltatore, consulente familiare…) non è veramente un guaritore, perché non c’è niente che lui faccia: la guarigione accade attraverso di lui, lui deve solo annullarsi. Essere guaritore significa proprio non essere. Meno ci sei tu, meglio la guarigione può accadere. Più ci sei tu, più il passaggio è bloccato.
E’ Dio, o il tutto, o comunque tu preferisca chiamarlo, il guaritore. E’ la totalità a guarire. Una persona malata è semplicemente qualcuno che ha creato dei blocchi tra sé e il tutto, c’è una sconnessione. La funzione del guaritore è quella di riconnettere. Ma quando dico che la funzione del guaritore è di riconnettere, non intendo dire che il guaritore debba fare qualche cosa. Il guaritore è solo una funzione, chi fa è Dio, è il tutto.
Allora guarire diventa quasi un’esperienza di preghiera, un’esperienza di Dio, dell’amore, del tutto” (Osho)
CONCENTRAZIONE E COMPASSIONE😎

Un giovane che aveva gravi problemi si presentò un giorno in un monastero e chiese di parlare con l’abate. “La vita è per me un peso insopportabile”, gli dichiarò. “Quando mi alzo la mattina, mi chiedo perché lo faccio; ogni giorno è una sofferenza; non so più a chi rivolgermi. Ho sentito dire che il Buddismo promette la liberazione dal dolore, già qui in questa vita. Ma io non sono capace di lunghi sforzi: non potrei passare anni a meditare o a fare sacrifici. Avrei bisogno di un metodo semplice e immediato, di una via breve. Mi sapete dire se esiste?”
L’abate gli domandò: “Che cosa sai fare?”. “Non so fare niente e non sono nemmeno capace di studiare.” “Ma c’è qualcosa che ti piace fare?”. “Soltanto una cosa: giocare a scacchi”.
L’abate ordinò che gli venissero portate una scacchiera e una spada. Poi mandò a chiamare un monaco. “Tu mi hai giurato obbedienza” gli disse. “Ora devi mantenere il tuo voto. Giocherai una partita a scacchi con questo giovane. Ma bada bene: se perderai, ti taglierò la testa con questa spada. Se invece sarà lui a perdere, taglierò la sua testa. Vi prometto, comunque, che chi morirà raggiungerà in quel momento l’illuminazione”.
I due giovani fissarono pallidi l’abate e capirono che non stava scherzando. Ma non se la sentirono di tirarsi indietro. Erano infatti lì per quel motivo: per raggiungere l’illuminazione e, con essa, la liberazione da ogni sofferenza. E sapevano di dover rischiare ogni cosa, anche la vita. Così acconsentirono e incominciarono a giocare.
Entrambi si concentrarono come non avevano mai fatto: le loro gocce di sudore cadevano sulla scacchiera, che ormai rappresentava tutta la loro vita, tutto il loro mondo. Vincere o morire: non c’era una terza possibilità.
L’abate li osservava impassibile con la spada in mano. Il giovane si trovò dapprima in svantaggio, ma poi il monaco fece una mossa sbagliata, che in breve lo mise in difficoltà. “La vittoria non può più sfuggirmi” pensò il giovane. E si mise a guardare l’avversario. Vide che aveva solo qualche anno più di lui, notò l’espressione seria e capì che doveva aver trascorso anni in quel monastero, sottoponendosi a prove e sacrifici. Certo, anche l’altro sentiva la sofferenza della vita e voleva liberarsene; e si era, per questo, impegnato con tutte le sue forze. Che differenza c’era fra loro? Nessuna; solo che lui, il monaco, si era impegnato di più. Ma ora stava perdendo a quel gioco, e sarebbe morto.
Il giovane provò, a questo punto, una grande compassione per il suo avversario e non desiderò più vincere. Compì una serie di errori deliberatamente, finché fu vicino alla sconfitta definitiva, allo scacco matto.
A quel punto l’abate si alzò, sollevò in alto la spada e l’abbatté…non sul colle del giovane, ma sulla scacchiera, che andò in frantumi.
“Non c’è né vincitore né vinto” dichiarò. “E quindi non taglierò la testa di nessuno”. Poi aggiunse rivolto al giovane: “Due sole cose sono necessarie: la concentrazione e la compassione. Tu oggi le hai sperimentate entrambe. Eri completamente concentrato nel gioco e, in quella concentrazione, hai potuto sentire compassione per il tuo avversario. Questa è la via che cerchi”.
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Questa storiella illustra in modo inequivocabile il comportamento funzionale di un ascoltare adulto. Singolare, al riguardo, il comportamento dell’abate, che oltre a non lasciarsi irritare dalla domanda iniziale del giovane…e dalle sue prime risposte quasi provocatorie, vuole accedere all’intimo della persona utilizzando la tecnica del “domandare” proprio in riposta ad una “domanda”.
Questa tecnica fa parte della cultura ebraica e permette di andare all’anima del domandare, non lasciandosi ingannare dalla primitiva richiesta esteriore.
Narra un aneddoto che una volta fu chiesto ad un ebreo come mai fosse consuetudine, presso gli ebrei, di rispondere ad una domanda ponendo un’altra domanda; e l’ebreo rispose “E perché no?”.
La metafora sotterranea della possibilità di vivere in compresenza dell’angoscia di morte (spada di Damocle) non necessità di approfondimenti.
Da sottolineare invece il passaggio dinamico, da parte del giovane problematico, dal livello del pensare (concentrazione) a quello del sentire (compassione)… che avviene quando, anziché pensare alle mosse da fare sulla scacchiera, si mette ad osservare il monaco giocatore. In questo momento nasce l’empatia.
CONCENTRAZIONE E COMPASSIONE

Un giovane che aveva gravi problemi si presentò un giorno in un monastero e chiese di parlare con l’abate. “La vita è per me un peso insopportabile”, gli dichiarò. “Quando mi alzo la mattina, mi chiedo perché lo faccio; ogni giorno è una sofferenza; non so più a chi rivolgermi. Ho sentito dire che il Buddismo promette la liberazione dal dolore, già qui in questa vita. Ma io non sono capace di lunghi sforzi: non potrei passare anni a meditare o a fare sacrifici. Avrei bisogno di un metodo semplice e immediato, di una via breve. Mi sapete dire se esiste?”
L’abate gli domandò: “Che cosa sai fare?”. “Non so fare niente e non sono nemmeno capace di studiare.” “Ma c’è qualcosa che ti piace fare?”. “Soltanto una cosa: giocare a scacchi”.
L’abate ordinò che gli venissero portate una scacchiera e una spada. Poi mandò a chiamare un monaco. “Tu mi hai giurato obbedienza” gli disse. “Ora devi mantenere il tuo voto. Giocherai una partita a scacchi con questo giovane. Ma bada bene: se perderai, ti taglierò la testa con questa spada. Se invece sarà lui a perdere, taglierò la sua testa. Vi prometto, comunque, che chi morirà raggiungerà in quel momento l’illuminazione”.
I due giovani fissarono pallidi l’abate e capirono che non stava scherzando. Ma non se la sentirono di tirarsi indietro. Erano infatti lì per quel motivo: per raggiungere l’illuminazione e, con essa, la liberazione da ogni sofferenza. E sapevano di dover rischiare ogni cosa, anche la vita. Così acconsentirono e incominciarono a giocare.
Entrambi si concentrarono come non avevano mai fatto: le loro gocce di sudore cadevano sulla scacchiera, che ormai rappresentava tutta la loro vita, tutto il loro mondo. Vincere o morire: non c’era una terza possibilità.
L’abate li osservava impassibile con la spada in mano. Il giovane si trovò dapprima in svantaggio, ma poi il monaco fece una mossa sbagliata, che in breve lo mise in difficoltà. “La vittoria non può più sfuggirmi” pensò il giovane. E si mise a guardare l’avversario. Vide che aveva solo qualche anno più di lui, notò l’espressione seria e capì che doveva aver trascorso anni in quel monastero, sottoponendosi a prove e sacrifici. Certo, anche l’altro sentiva la sofferenza della vita e voleva liberarsene; e si era, per questo, impegnato con tutte le sue forze. Che differenza c’era fra loro? Nessuna; solo che lui, il monaco, si era impegnato di più. Ma ora stava perdendo a quel gioco, e sarebbe morto.
Il giovane provò, a questo punto, una grande compassione per il suo avversario e non desiderò più vincere. Compì una serie di errori deliberatamente, finché fu vicino alla sconfitta definitiva, allo scacco matto.
A quel punto l’abate si alzò, sollevò in alto la spada e l’abbatté…non sul colle del giovane, ma sulla scacchiera, che andò in frantumi.
“Non c’è né vincitore né vinto” dichiarò. “E quindi non taglierò la testa di nessuno”. Poi aggiunse rivolto al giovane: “Due sole cose sono necessarie: la concentrazione e la compassione. Tu oggi le hai sperimentate entrambe. Eri completamente concentrato nel gioco e, in quella concentrazione, hai potuto sentire compassione per il tuo avversario. Questa è la via che cerchi”.
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Questa storiella illustra in modo inequivocabile il comportamento funzionale di un ascoltare adulto. Singolare, al riguardo, il comportamento dell’abate, che oltre a non lasciarsi irritare dalla domanda iniziale del giovane…e dalle sue prime risposte quasi provocatorie, vuole accedere all’intimo della persona utilizzando la tecnica del “domandare” proprio in riposta ad una “domanda”.
Questa tecnica fa parte della cultura ebraica e permette di andare all’anima del domandare, non lasciandosi ingannare dalla primitiva richiesta esteriore.
Narra un aneddoto che una volta fu chiesto ad un ebreo come mai fosse consuetudine, presso gli ebrei, di rispondere ad una domanda ponendo un’altra domanda; e l’ebreo rispose “E perché no?”.
La metafora sotterranea della possibilità di vivere in compresenza dell’angoscia di morte (spada di Damocle) non necessità di approfondimenti.
Da sottolineare invece il passaggio dinamico, da parte del giovane problematico, dal livello del pensare (concentrazione) a quello del sentire (compassione)… che avviene quando, anziché pensare alle mosse da fare sulla scacchiera, si mette ad osservare il monaco giocatore. In questo momento nasce l’empatia.

La SICOF (Scuola Italiana Consulenti Familiari) è una Scuola triennale che forma alla professione di consulente familiare, esperto nella relazione d’aiuto.

L’obiettivo della consulenza è quello di accompagnare il cliente alla valorizzazione delle risorse personali per affrontare e risolvere il proprio disagio. La SICOF nasce a Roma nel 1976 per volontà di Padre Luciano Cupia e di Rosalba Fanelli presso il Consultorio dell’Associazione “Centro La Famiglia”, socio dell’UCIPEM (Unione Consultori Italiani Prematrimoniali e Matrimoniali). I motivi che han

Normali funzionamento

19/07/2021

Buona estate a tutti! 😊

Cari amici e care amiche,
è giunto il tempo per dedicarci a noi, in tutto ciò che abbiamo talvolta rimandato durante questo faticoso anno.
Le nostre attività riprenderanno regolarmente mercoledì 1 settembre.
Vi auguriamo una serena e rigenerante estate!

Adolescenza, “terra di mezzo” verso l’autonomia | RomaSette 02/07/2021

Adolescenza, “terra di mezzo” verso l’autonomia | RomaSette

Buona lettura 😊

Adolescenza, “terra di mezzo” verso l’autonomia | RomaSette Il ruolo dei genitori nell’accompagnare i figli in questa fase, aprendosi a orizzonti di ricerca e di senso. L'importanza di essere un luogo aperto e dialogante

Photos from Centro La Famiglia's post 21/06/2021

Eccoci di nuovo insieme 😊

Sostegno alla famiglia, luogo di relazioni e legami significativi | RomaSette 18/06/2021

Sostegno alla famiglia, luogo di relazioni e legami significativi | RomaSette

Sostegno alla famiglia, luogo di relazioni e legami significativi | RomaSette Tra appartenenza, apprendimento, stabilità e cambiamento. Come cambiano le forme della sofferenza. L'accezione positiva della parola "crisi", che attiva processi

Società: Roma, al via la nuova edizione della scuola per consulenti del Centro La Famiglia. Domani Open day online | AgenSIR 16/06/2021

Società: Roma, al via la nuova edizione della scuola per consulenti del Centro La Famiglia. Domani Open day online | AgenSIR

Società: Roma, al via la nuova edizione della scuola per consulenti del Centro La Famiglia. Domani Open day online | AgenSIR Si svolge online domani, mercoledì 16 giugno, l'Open day per la prossima edizione della Scuola italiana consulenti della coppia e della famiglia. Il percorso, promosso dal Consultorio "Centro La Famiglia" di Roma, ha durata triennale e forma alla professione di consulente familiare. "Se la pandemia...

09/06/2021

Open Day 16 giugno, porte aperte e... non mancare!

Care amiche e cari amici,
anche quest'anno siamo pronti per presentarvi il nostro corso di formazione. Un'occasione di crescita professionale e personale che può cambiarvi la vita!

Save the date: il 16 giugno ci sarà l'Open Day.

Noi ci saremo e vi aspettiamo a braccia aperte.

22/05/2021

Cari amici e are amiche,
abbiamo scelto di festeggiare questa Giornata Nazionale della Consulenza Familiare accompagnodovi in tutta la settimana con dei contributi video che raccontassero il percorso consulenziale. Oggi festeggiamo così...

"Tutte le volte in cui ci sediamo nella stanza della consulenza, ci inginocchiamo davanti a un mistero da abitare con rispetto e delicatezza. Davanti a un capolavoro che abbiamo il compito di accompagnare a splendere.

Ogni volta che ti imbatti in una persona gentile
ti trovi davanti a uno sforzo strabiliante,
un impegno immane,
hai davanti una persona che lavora su di sé
continuamente,
un operaio del cuore
che fa i turni di notte a nome di tutti

sei davanti a una persona che non si sfugge mai,
che riesce a mettere cura
anche nella sua distrazione,
che ha imparato a provocare silenzio
quando le viene offerta
una provocazione

ricorda che hai di fronte
una storia piena di storie,
passeggiate lunghissime tra le campagne di paesi
che nemmeno sappiamo pronunciare,
hai davanti a te, una persona
che non teme la solitudine,
che ha imparato a stare da sola
a farsi isola
a farsi sole

che ha fatto della sua pausa
un'ancora di salvezza
che ha fatto della sua salvezza
un'ancora per gli altri

ti trovi davanti
a chi ha conosciuto la disperazione di persona
ma non si è disperata,
che si è disparata da tutti, dispersa ovunque,
dipesa da nessuno, dispensa del mondo

ogni volta che ti imbatti in una persona gentile
ringrazia la vita
brinda all'universo
inchinati al sole
inventa una domenica
organizza una festa

ti trovi davanti a un'opera d'arte
estremamente fragile
come la tela di un dipinto,
decisamente immortale
come un dipinto"

Gio Evan

Auguri a noi, auguri a tutti i consulenti familiari.

21/05/2021

La consulenza familiare è braccia aperte, pronte ad accogliere, è mani aperte pronte a ricevere e donare nella reciprocità dell'incontro, è un abbraccio caldo che sostiene e ristora nei momenti più difficili.

21/05/2021

L'unico cambiamento possibile parte da noi. La consulenza familiare può essere uno strumento efficace per ascoltarsi e scegliere di cambiare

21/05/2021

😊

17/05/2021

La consulenza familiare è braccia aperte, pronte ad accogliere, è mani aperte pronte a ricevere e donare nella reciprocità dell'incontro, è un abbraccio caldo che sostiene e ristora nei momenti più difficili.

02/04/2021

Cari amici e cari amici,
vi auguriamo di trascorrere giorni sereni
con tutto il nostro affetto!!!

13/03/2021

Oggi 391 partecipanti al nostro 34° Seminario annuale di Formazione... grazie di cuore a tutti voi per aver partecipato così numerosi e con tanto entusiasmo!!!

05/03/2021
26/02/2021

Carissimi amici del Centro La Famiglia di Via della Pigna.
Il ricordo di p. Luciano (mai sopito) oggi si fa più intenso e il suo volto accogliente si fa strada tra le persone più care.
Migliaia di uomini e donne, di famiglie, hanno gioito del suo incontro, della sua parola e del suo abbraccio.
Le sue idee, innovative e contestate al suo tempo, oggi sono diventate patrimonio comune. I consulenti familiari uniti hanno visto aprirsi un campo di azione specifico, professionale e vasto. Ha seminato molto e tanti, e noi vorremmo essere tra questi, hanno raccolto e fatto fruttare quel seme. Nessuno si senta proprietario esclusivo di quella eredità ma nemmeno pensi di dividere o sminuire la bellezza di quei doni. Siamo al servizio e basta.
Ma alla radice del suo "fare" vi era un essere. Una fede che ha rinnovato fino al quella mattina del 26 febbraio.
Ve la ripropongo come p. Luciano l'ha scritta nel suo libro: Come una carezza".

Lascio la parola a lui.

"Da sempre ho rincorso la misericordia di Dio, alla scoperta della sua tenerezza. L'ho trovata nelle persone che ho incontrato. Ho frequentato uomini e donne. Mi sono addomesticato di più con i piccoli.
Meno con i grandi. Attraverso i miei studi (filosofia,teologia e psicologia) ho tentato di capire il cuore dell'uomo.
Nel frattempo ho cercato Dio, sempre presente nella mia vita. Ho anche tanto viaggiato per il mondo e soprattutto per l’Italia. Sempre alla ricerca di Lui. Mi è difficile dire come l'ho trovato, quando l'ho trovato o quando sono andato a sbattergli contro.
Sembrerebbe ovvio o facile per un prete. Ma non lo è! Forse tra i bimbi lebbrosi incontrati a Bombay. Forse negli occhi dei bimbi e delle donne di un villaggio in Malawi. Forse nell’ascolto di storie di sofferenza di drogati, ragazze madri, figli soli o maltrattati, coppie in crisi, eccetera. Forse, più semplicemente, nelle persone che ho tentato di amare e da cui sono stato sicuramente tanto amato.
Ho capito che quando si dice che Dio è dappertutto, ciò corrisponde a una grande verità. Si ,è veramente dappertutto, in ogni angolo di strada, in ogni cuore di uomo e di donna. E ti attende con pazienza. E tanta tenerezza. La sua presenza mi ha fatto impazzire di gioia.

Ricordo quel mio collega universitario, ateo e mangiapreti, che un giorno mi disse :”Non posso credere al vostro Dio”. “Perché?”, chiesi io. E lui mi rispose: “perché è un Dio intollerante e triste”. Alle mie rimostranze continuò: “Prova ad andare in chiesa e vedrai volti tristi e corrucciati; sentirai delle prediche piene di anatemi, di castighi”.
Angosciato provai a visitare chiese e a sentire prediche. Aveva ragione quel mio amico! Visitai chiese e vidi volti emaciati che si accostavano alla comunione compunti senza slancio, senza gioia. Ascoltai prediche e udii molto spesso parole di condanna, che potevano indurre alla disperazione. Allora mi dissi: cercherò il volto sorridente di Dio, predicherò il suo amore e la sua tenerezza. E ho visto occhi illuminarsi di gioia e cuori riaprirsi alla speranza.
Così ho cominciato a scoprire quel volto di speranza e di gioia, che è Dio. E sfogliando la Bibbia ho scoperto che quel mio amico si sbagliava. Non sono riuscito a comunicarglielo. Morì mentre mi trovavo per studi in Canada. Quando lo seppi visitai sua moglie, la quale mi riferì che mi aveva cercato. “Voglio quel pretino”. Ma non fu possibile. Ed è rimasta in me una ferita profonda e pruriginosa. Il mio collaboratore, Gigi Avanti ha tentato di risanarla, scrivendo nei suoi ricordi: “Chissà che ora quel mangiapreti, non lo stia proteggendo in qualche posto di una piccola parrocchia celeste…”.
Vorrei tanto crederci.
Ho sempre gli occhi aperti alle tante sofferenze di persone sole, abbandonate da amici, alle coppie in conflitto e incapaci di amare, ai tanti ragazzi o ragazze figli di genitori separati, alle persone emarginate, che hanno pensato che anche Dio le abbia abbandonate. A tutti coloro ho voluto dire: Vedete come Dio è sempre lì e vi aspetta. Lui sì rispetta la vostra volontà e non vi forza e non vi sbatte il Vangelo in testa. Attende solo un vostro cenno per potervi abbracciare e accarezzare."

Questa una delle sue testimonianze che affido a ciascuno di voi e che uniti raccogliamo e portiamo avanti.
Vi abbraccio.
p. Alfredo

Quaresima | CentroLaFamiglia 18/02/2021

Quaresima | CentroLaFamiglia

Quaresima | CentroLaFamiglia La sua Parola, la condivisione con gli altri, il silenzio che riusciremo a fare dentro di noi per ascoltare Dio e gli altri, per amarci, per riuscire a donare agli altri piccoli doni di noi, saranno la nostra guida.

20/01/2021

Cari amici e care amiche,
siamo felici di proporvi il nostro 3° appuntamento di formazione invernale al quale siamo tutti invitati a partecipare e invitati ad invitare.
Vi aspettiamo numerosi!!!

Cari amici e care amiche,
vi ringraziamo per la numerosa partecipazione al precedente atelier e per la fiducia che ogni volta ci confermate.
Noi ci siamo e in questo periodo in cui siamo costantemente chiamati ad affrontare grandi cambiamenti, interni ed esterni, vi proponiamo un momento formativo per ascoltare ed ascoltarci.
Ecco per voi il nostro atelier dal titolo:

"Niente è più come prima.
Come aiutare il Cliente ad accogliere il cambiamento fuori e dentro di sé."

Tutte le informazioni nella locandina.
Nel primo commento troverete il link per l'iscrizione.

Vi aspettiamo numerosi come sempre!

19/01/2021

Vi aspettiamo numerosi!!!

Cari amici e care amiche,
vi ringraziamo per la numerosa partecipazione al precedente atelier e per la fiducia che ogni volta ci confermate.
Noi ci siamo e in questo periodo in cui siamo costantemente chiamati ad affrontare grandi cambiamenti, interni ed esterni, vi proponiamo un momento formativo per ascoltare ed ascoltarci.
Ecco per voi il nostro atelier dal titolo:

"Niente è più come prima.
Come aiutare il Cliente ad accogliere il cambiamento fuori e dentro di sé."

Tutte le informazioni nella locandina.
Nel primo commento troverete il link per l'iscrizione.

Vi aspettiamo numerosi come sempre!

[01/05/21]   Iscrizioni chiuse causa esaurimento posti 👍🏻😌

04/01/2021

Una buona occasione di formazione.
Vi aspettiamo numerosi!

Non mancate!

07/12/2020

Centro La Famiglia

Siamo qui per TE! 🤗

Siamo qui per TE! 🤗

19/10/2020

Non fErmarti, fOrmati!!! Noi ci siamo🤗

Non fErmarti, fOrmati!!! Noi ci siamo🤗

01/10/2020

Cari amici e care amiche,
quest'anno il nostro Open Day sarà online e per partecipare è necessario inviare una mail a:

[email protected]

per ottenere il link e potersi collegare all'evento.

Diffondete l'invito tra i vostri contatti, vi aspettiamo numerosi come tutti gli anni!!!

15/09/2020
28/05/2020
24/04/2020

Cari amici, care amiche,
in questo periodo prolungato di quarantena, seppur distanti vogliamo esservi vicini e offrirvi il nostro sostegno e e le nostre competenze professionali con un ascolto a "distanza".

08/04/2020
19/03/2020
09/03/2020
24/01/2020

Cᴀʀɪ ᴀᴍɪᴄɪ ᴇ ᴄᴀʀᴇ ᴀᴍɪᴄʜᴇ,
ᴠɪ ᴘʀᴇsᴇɴᴛɪᴀᴍᴏ ɪʟ ɴᴏsᴛʀᴏ 34ᴇsɪᴍᴏ sᴇᴍɪɴᴀʀɪᴏ ᴀɴɴᴜᴀʟᴇ ᴅɪ ғᴏʀᴍᴀᴢɪᴏɴᴇ ᴘᴇʀᴍᴀɴᴇɴᴛᴇ.

SALVA LA DATA! Lᴀ ʀᴀʙʙɪᴀ ᴇ̀ ᴜɴ'ᴇᴍᴏᴢɪᴏɴᴇ ᴘᴏᴛᴇɴᴛᴇ, ᴄᴀᴘᴀᴄᴇ ᴅɪ ᴅɪsᴛʀᴜɢɢᴇʀᴇ ɢʟɪ ᴀʟᴛʀɪ, ᴍᴀ ᴀɴᴄʜᴇ ᴄʜɪ ʟᴀ ᴍᴀɴɪғᴇsᴛᴀ. Eᴘᴘᴜʀᴇ ʟᴀ sᴜᴀ ғᴏʀᴢᴀ ᴘᴜᴏ̀ ᴇssᴇʀᴇ ᴛʀᴀsғᴏʀᴍᴀᴛᴀ ɪɴ ᴇɴᴇʀɢɪᴀ ᴠɪᴛᴀʟᴇ, ɪɴ ᴀғғᴇʀᴍᴀᴢɪᴏɴᴇ ᴅɪ sᴇ́.
Cᴏᴍᴇ ᴛᴜᴛᴛᴇ ʟᴇ ᴇᴍᴏᴢɪᴏɴɪ, ʟᴀ ʀᴀʙʙɪᴀ ɴᴏɴ ᴇ̀ ᴍᴀɪ ɢɪᴜsᴛᴀ ᴏ sʙᴀɢʟɪᴀᴛᴀ.
ᴄ'ᴇ̀ ᴇ ʙɪsᴏɢɴᴀ ᴘʀᴇɴᴅᴇʀɴᴇ ᴀᴛᴛᴏ, ᴄᴏᴍᴘʀᴇɴᴅᴇʀʟᴀ ᴇ ɢᴇsᴛɪʀʟᴀ ᴀʟ ᴍᴇɢʟɪᴏ.
Sᴄᴏᴘʀɪ ᴄᴏɴ ɴᴏɪ ᴄᴏᴍᴇ sɪ ᴘᴜᴏ̀ ᴍᴀɴɪғᴇsᴛᴀʀᴇ, ᴄᴏᴍᴇ ᴄᴀᴘɪʀʟᴀ ᴇᴅ ᴀғғʀᴏɴᴛᴀʀʟᴀ.

Vɪ ᴀsᴘᴇᴛᴛɪᴀᴍᴏ ɴᴜᴍᴇʀᴏsɪ!!!

21/12/2019
16/10/2019

𝐶𝑎𝑟𝑖 𝑎𝑚𝑖𝑐𝑖, 𝑐𝑎𝑟𝑒 𝑎𝑚𝑖𝑐ℎ𝑒,

𝑣𝑖 𝑖𝑛𝑓𝑜𝑟𝑚𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡’𝑎𝑛𝑛𝑜, 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑢𝑒𝑡𝑢𝑑𝑖𝑛𝑒, 𝑜𝑟𝑔𝑎𝑛𝑖𝑧𝑧𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑙’𝑎𝑡𝑒𝑙𝑖𝑒𝑟 𝑝𝑒𝑑𝑎𝑔𝑜𝑔𝑖𝑐𝑜-𝑒𝑠𝑝𝑒𝑟𝑖𝑒𝑛𝑧𝑖𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑎𝑙 𝑡𝑖𝑡𝑜𝑙𝑜:

“𝐹𝑎𝑟𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑖𝑙 𝑝𝑟𝑜𝑝𝑟𝑖𝑜 𝑆𝑒́: 𝐶𝑒𝑛𝑡𝑟𝑎̀𝑡𝑖 𝑒 𝑐𝑒𝑛𝑡𝑟𝑎𝑡𝑖 ”

𝐿𝑒 𝑑𝑎𝑡𝑒 𝑝𝑟𝑒𝑣𝑖𝑠𝑡𝑒 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑑𝑖 𝑠𝑎𝑏𝑎𝑡𝑜 23 𝑁𝑜𝑣𝑒𝑚𝑏𝑟𝑒 𝑒 𝑑𝑜𝑚𝑒𝑛𝑖𝑐𝑎 24 𝑁𝑜𝑣𝑒𝑚𝑏𝑟𝑒 2019. 𝑆𝑖 𝑠𝑣𝑜𝑙𝑔𝑒𝑟𝑎̀ 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑉𝑖𝑙𝑙𝑎 𝑃𝑟𝑖𝑚𝑎𝑣𝑒𝑟𝑎 𝑎 𝑅𝑜𝑚𝑎, 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑒 𝑜𝑟𝑒 9.00 𝑑𝑒𝑙 𝑠𝑎𝑏𝑎𝑡𝑜 𝑓𝑖𝑛𝑜 𝑎𝑙𝑙𝑒 𝑜𝑟𝑒 13.00 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑑𝑜𝑚𝑒𝑛𝑖𝑐𝑎. 𝑃𝑟𝑒𝑛𝑑𝑒𝑡𝑒𝑛𝑒 𝑛𝑜𝑡𝑎.

𝐿’𝐴𝑡𝑒𝑙𝑖𝑒𝑟 𝑑𝑖 𝑑𝑢𝑒 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑖 𝑒̀ 𝑎𝑝𝑒𝑟𝑡𝑜 𝑎 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑖 𝑔𝑙𝑖 𝑒𝑥-𝑎𝑙𝑙𝑖𝑒𝑣𝑖 𝑆𝑖𝑐𝑜𝑓 𝑒 𝑎𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑢𝑙𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑓𝑎𝑚𝑖𝑙𝑖𝑎𝑟𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑣𝑜𝑔𝑙𝑖𝑜𝑛𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑖𝑛𝑢𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑡𝑒𝑜𝑟𝑖𝑐𝑜/𝑒𝑠𝑝𝑒𝑟𝑒𝑛𝑧𝑖𝑎𝑙𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑚𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜𝑟𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑝𝑟𝑖𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑎𝑝𝑒𝑣𝑜𝑙𝑒𝑧𝑧𝑎.

Vi aspettiamo numerosi!!!

13/09/2019

𝑉𝑢𝑜𝑖 𝑟𝑒𝑔𝑎𝑙𝑎𝑟𝑡𝑖 𝑢𝑛𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑖𝑣𝑎 𝑑𝑖 𝑐𝑟𝑒𝑠𝑐𝑖𝑡𝑎 𝑝𝑒𝑟𝑠𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒?
𝑉𝑢𝑜𝑖 𝑜𝑓𝑓𝑟𝑖𝑟𝑡𝑖 𝑢𝑛𝑎 𝑜𝑝𝑝𝑜𝑟𝑡𝑢𝑛𝑖𝑡𝑎̀ 𝑝𝑟𝑜𝑓𝑒𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑛𝑒𝑙 𝑐𝑎𝑚𝑝𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑟𝑒𝑙𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑎𝑖𝑢𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑙’𝑎𝑙𝑡𝑟𝑜?

𝑃𝑎𝑟𝑡𝑒𝑐𝑖𝑝𝑎 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑡𝑢 𝑎𝑙𝑙’𝑂𝑃𝐸𝑁 𝐷𝐴𝑌 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑆𝑐𝑢𝑜𝑙𝑎 𝐼𝑡𝑎𝑙𝑖𝑎𝑛𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝐶𝑜𝑛𝑠𝑢𝑙𝑒𝑛𝑡𝑖 𝐹𝑎𝑚𝑖𝑙𝑖𝑎𝑟𝑖 (𝑆.𝐼.𝐶𝑂.𝐹 𝑑𝑖 𝑅𝑜𝑚𝑎)!!!

𝐼𝑙 𝐶𝑜𝑛𝑠𝑢𝑙𝑒𝑛𝑡𝑒 𝐹𝑎𝑚𝑖𝑙𝑖𝑎𝑟𝑒 𝑒̀ 𝑢𝑛𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑓𝑒𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑙𝑒𝑔𝑎𝑙𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑟𝑖𝑐𝑜𝑛𝑜𝑠𝑐𝑖𝑢𝑡𝑎 𝑠𝑒𝑐𝑜𝑛𝑑𝑜 𝑙𝑒 𝑑𝑖𝑠𝑝𝑜𝑠𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑎𝑟𝑡.7 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑙𝑒𝑔𝑔𝑒 14 𝑔𝑒𝑛𝑛𝑎𝑖𝑜 2013, 𝑛.4.

𝐶ℎ𝑖𝑎𝑚𝑎𝑐𝑖 𝑎𝑙𝑙𝑜 06 67 89 407
𝑜 𝑚𝑎𝑛𝑑𝑎𝑐𝑖 𝑢𝑛’𝑒𝑚𝑎𝑖𝑙 𝑎𝑙𝑙’𝑖𝑛𝑑𝑖𝑟𝑖𝑧𝑧𝑜 𝑖𝑛𝑓𝑜@𝑠𝑐𝑢𝑜𝑙𝑎𝑐𝑜𝑛𝑠𝑢𝑙𝑒𝑛𝑡𝑖𝑓𝑎𝑚𝑖𝑙𝑖𝑎𝑟𝑖.𝑖𝑡
𝑒 𝑠𝑐𝑜𝑝𝑟𝑖 𝑙𝑎 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑜𝑓𝑓𝑒𝑟𝑡𝑎 𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎𝑡𝑖𝑣𝑎!!!

[09/02/19]   Avviso per i clienti.
Dopo la pausa estiva che vi auguriamo sia stata come la nostra ricca di "caldi e morbidi", oggi riprenderanno tutte le attività del nostro Centro. Buon lunedì a tutti 😊

[08/05/19]   Addolorati per il grave lutto che ha colpito noi tutti: la prematura scomparsa di don Edoardo Algeri, presidente della Confederazione Italiana dei Consultori Familiari di ispirazione cristiana. Porgiamo alla famiglia ed alla CFC le nostre più sentite condoglianze, p. Alfredo con l’Equipe del Consultorio Centro La Famiglia e lo Staff SICOF

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Open Day 16 giugno, porte aperte e... non mancare!
Non fErmarti, fOrmati!!! Noi ci siamo🤗

Ubicazione

Telefono

Indirizzo


Via Della Pigna 13/A
Rome
00186

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00
Martedì 11:00 - 15:00
15:30 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00
Giovedì 11:00 - 15:00
16:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00
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