Maria Antonietta Gulino - Presidente CNOP

Maria Antonietta Gulino - Presidente CNOP Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi. Qui condivido aggiornamenti, iniziative e riflessioni.

Lavoro ogni giorno per promuovere la psicologia, tutelare la professione e valorizzare il ruolo dello psicologo nella società.

Ogni settembre la scuola ricomincia apparentemente nello stesso modo. Le aule si riaprono, tornano gli orari, i programm...
18/09/2026

Ogni settembre la scuola ricomincia apparentemente nello stesso modo. Le aule si riaprono, tornano gli orari, i programmi, i compiti, le attese degli adulti. Eppure, per chi attraversa quella porta, non è mai lo stesso ritorno. Bambine, bambini, ragazze e ragazzi rientrano in classe portando con sé ciò che è accaduto durante l’estate.

Forse dovremmo partire proprio da qui. Prima ancora di essere alunni e studenti, sono persone. E riconoscere come stanno non è qualcosa che viene prima o dopo il compito educativo della scuola: ne fa parte.

Ed è proprio nei luoghi quotidiani che il disagio, quando c’è, comincia spesso a farsi vedere. Non necessariamente con parole chiare.

Oggi ansia, isolamento, difficoltà nelle relazioni tra pari, bullismo e cyberbullismo, dipendenze e uso problematico dei social attraversano, con intensità e forme differenti, l’esperienza di molti giovani. Sarebbe un errore aspettare che una fragilità diventi sofferenza conclamata prima di occuparsene. Prevenire significa esserci prima.

È anche per questo che da tempo sostengo la necessità di una 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐬𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚. Non uno psicologo chiamato soltanto quando “c’è un problema”, quasi fosse l’ultima stanza alla quale bussare, bensì una competenza inserita nella vita della comunità scolastica, capace di lavorare con studenti, insegnanti e famiglie, di leggere i contesti, sostenere le relazioni, intercettare precocemente le difficoltà e costruire connessioni con i servizi del territorio quando necessario.

Nessuna istituzione, da sola, può rispondere alla complessità della crescita. Scuola, famiglie, psicologi e servizi territoriali hanno responsabilità differenti e complementari e possono diventare una rete soltanto quando imparano realmente a dialogare. 𝐀𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐧𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐞 𝐢 𝐠𝐞𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢, del resto, 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚𝐭𝐢 𝐬𝐨𝐥𝐢 di fronte a difficoltà educative e relazionali sempre più complesse.

Vai all’articolo 👇
https://www.huffingtonpost.it/blog/2026/09/18/news/il_ritorno_a_scuola_non_e_uguale_per_tutti_ripartiamo_dallascolto-22736036/

Oggi si sono riuniti per la prima volta in presenza e online al Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi i membri...
11/09/2026

Oggi si sono riuniti per la prima volta in presenza e online al Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi i membri del Tavolo Tecnico di Psicologia del lavoro e delle organizzazioni di cui faccio parte.

È stato importante potersi confrontare e progettare insieme le strade da intraprendere per valorizzare questo ambito della psicologia.
Sempre di più c’è bisogno di professionisti preparati e adeguatamente formati per intervenire nel mondo del lavoro e delle organizzazioni.

Tengo molto a questo Tavolo e agli obiettivi che può raggiungere, alle strade che può costruire e al contributo che possiamo dare per il benessere di tutti i lavoratori e le lavoratrici.

Ringrazio il coordinatore Dott. Giuseppe Lavenia e tutte e tutti i componenti del Tavolo per l’impegno e il confronto stimolante e proficuo.

«I dati sui suicidi e sui tentativi di suicidi sono ogni anno più preoccupanti. Investire sulla prevenzione è diventata ...
10/09/2026

«I dati sui suicidi e sui tentativi di suicidi sono ogni anno più preoccupanti. Investire sulla prevenzione è diventata una necessità stringente».

Ogni nove minuti, nel mondo, un adolescente si toglie la vita. Sono circa 160 ragazze e ragazzi ogni giorno. Numeri che raccontano solo la parte più visibile di un fenomeno molto più ampio, fatto anche di tentativi di suicidio, autolesionismo, ideazione suicidaria e sofferenza psicologica che spesso non arriva all’attenzione dei servizi.

Il suicidio è un fenomeno complesso e multifattoriale. Vulnerabilità individuali e condizioni di vita si intrecciano: solitudine, isolamento, conflitti, dipendenze, lutti, violenza, discriminazione, difficoltà economiche e relazionali possono contribuire ad aumentare il rischio.
La sofferenza non sempre si palesa e non sempre trova parole per essere raccontata. Può passare attraverso cambiamenti nel comportamento, progressivo isolamento, gesti autolesivi, difficoltà crescenti nelle relazioni. Per questo riconoscere i segnali precocemente significa imparare a vedere ciò che spesso rimane nascosto.

L'adolescenza è una fase di particolare vulnerabilità, ma anche una fase nella quale possiamo intervenire efficacemente sui fattori di protezione.

«Prevenire il suicidio significa imparare a riconoscere la sofferenza quando ancora cerca parole».

Famiglie, scuola, professionisti della salute e comunità devono essere messi nelle condizioni di riconoscere la sofferenza e di sapere come orientare una persona verso un aiuto competente.

Chiedere aiuto è fondamentale, ma altrettanto fondamentale è fare in modo che dall’altra parte ci sia qualcuno pronto e capace di ascoltare.

Vai all'articolo 👉🏻 https://onehealthfocus.it/suicidio-i-numeri-di-una-tragedia-globale-ogni-9-minuti-un-adolescente-si-toglie-la-vita-gulino-cnop-la-prevenzione-deve-abitare-i-luoghi-della-vita-quotidiana/

Oggi ritorno in studio dopo diverso tempo non per incontrare i pazienti, ma per fare l’intervista che andrà oggi sul Tg3...
05/09/2026

Oggi ritorno in studio dopo diverso tempo non per incontrare i pazienti, ma per fare l’intervista che andrà oggi sul Tg3.

Qualche giorno fa in Toscana, a Barberino del Mugello è stata uccisa Lorena.
Commentare un femminicidio è sempre tanto difficile. Tanto difficile è ripetere sempre le stesse parole per analizzare l’uccisione di una donna perché donna.

Ma dobbiamo continuare senza perdere mai il fiato a:
- parlarne perché parlare di salute, di relazioni e amore “sano” non è mai abbastanza
- ⁠promuovere sin da piccoli formazione e educazione alle emozioni, alla frustrazione davanti a un rifiuto, alla gestione affettiva del fallimento senza mai perdere di vista la libertà e l’autodeterminazione
- ⁠promuovere, a scuola, nelle associazioni sportive, nelle strutture aggregative, anche lavorando con le famiglie, modelli culturali fondati sul rispetto e sulla libertà di decidere di sé e della propria vita senza giudizio o colpa
- ⁠chiedere aiuto ai professionisti quando, da ragazze e ragazzi, donne e uomini, non riusciamo a gestire emozioni complesse, relazioni conflittuali e frustrazioni affettive
- ⁠invitare a denunciare atti violenti, cogliendone i segnali precocemente, chiedendo aiuto e sostegno a chi ci vuol bene.
- ⁠lavorare in sinergia e tutela per accompagnare una donna quando denuncia perché non si senta sola ed esposta a ritorsioni in tutti i passaggi successivi.

𝐋’𝐀𝐦𝐨𝐫𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐭𝐨.

𝐼𝑙 1522 𝑒̀ 𝑖𝑙 𝑛𝑢𝑚𝑒𝑟𝑜 𝑛𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑎𝑛𝑡𝑖𝑣𝑖𝑜𝑙𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑒 𝑠𝑡𝑎𝑙𝑘𝑖𝑛𝑔 𝑎𝑡𝑡𝑖𝑣𝑜 24 𝑜𝑟𝑒 𝑠𝑢 24.

Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi

La disabilità cambia il tempo di una famiglia, un tempo scandito da terapie, visite, notti interrotte, scelte difficili,...
03/09/2026

La disabilità cambia il tempo di una famiglia, un tempo scandito da terapie, visite, notti interrotte, scelte difficili, imprevisti e tante tante rinunce. Cambiano il lavoro, la coppia, le amicizie, le vacanze, perfino quei gesti consueti che prima non richiedevano neanche di essere pensati. E dentro tutto questo c’è l’amore, che però non può essere un obbligo alla resistenza.

"Da soli non ce la facciamo". Sono le parole lasciate da Luca e Valentina prima della tragedia di Pietralata, dove si sono procurati la morte insieme alla loro bambina Bianca, cinque anni, affetta da una grave e rara patologia. Sono parole difficili da attraversare.

Sarebbe ingiusto pretendere di spiegare ciò che è accaduto attraverso l’analisi di una sola causa. Di fronte a una tragedia così estrema, il rispetto viene prima delle interpretazioni. Eppure quella frase resta. Perché dice qualcosa che riguarda molte famiglie che vivono accanto alla malattia rara, alla disabilità grave, alla non autosufficienza: nessuno può esser lasciato da solo a prendersi cura di un familiare, per sempre.

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https://www.huffingtonpost.it/blog/2026/09/03/news/quelle_parole_disperate_da_soli_non_ce_la_facciamo-22635026/

𝐄𝐦𝐨𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝'𝐞𝐬𝐭𝐚𝐭𝐞Margaret Floy Washburn - Sulla connessione umanaNon c'è nulla che ci catturi quanto la mente di un'altr...
26/08/2026

𝐄𝐦𝐨𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝'𝐞𝐬𝐭𝐚𝐭𝐞

Margaret Floy Washburn - Sulla connessione umana

Non c'è nulla che ci catturi quanto la mente di un'altra persona. È da questo interesse che nascono relazioni autentiche.

𝐄𝐦𝐨𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝'𝐞𝐬𝐭𝐚𝐭𝐞Anna Freud - Sulla fragilità dell'esistenzaOgnuno di noi naviga la propria vita con gli strumenti e con...
19/08/2026

𝐄𝐦𝐨𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝'𝐞𝐬𝐭𝐚𝐭𝐞

Anna Freud - Sulla fragilità dell'esistenza

Ognuno di noi naviga la propria vita con gli strumenti e con la storia che ha, in un oceano spesso più grande di noi. Riconoscerlo non è debolezza, è consapevolezza.

Nell’augurarvi un buon Ferragosto, colgo l’occasione per ringraziarvi dell’impegno quotidiano nella professione e per l’...
14/08/2026

Nell’augurarvi un buon Ferragosto, colgo l’occasione per ringraziarvi dell’impegno quotidiano nella professione e per l’attenzione che vorrete dedicare ai percorsi avviati dal Consiglio Nazionale.

Che questo sia un momento per fermarsi, respirare, e ricordare che anche il riposo è parte del prendersi cura di sé.

𝐄𝐦𝐨𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝'𝐞𝐬𝐭𝐚𝐭𝐞Lou Andreas Salomè - Sulla conoscenza di se stessiLa psiche non è solo un campo di forze conflittuali m...
10/08/2026

𝐄𝐦𝐨𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝'𝐞𝐬𝐭𝐚𝐭𝐞

Lou Andreas Salomè - Sulla conoscenza di se stessi

La psiche non è solo un campo di forze conflittuali ma anche una infinita sorgente di creatività e di possibilità. L'estate, coi suoi ritmi più lenti, può essere il momento giusto per provare a sperimentarsi.

𝐃𝐢𝐚𝐦𝐨𝐜𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐋𝐞𝐢. 𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐞̀ 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐚: 𝐪𝐮𝐢𝐧𝐝𝐢𝐜𝐢 𝐬𝐜𝐢𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐭𝐞 𝐟𝐮𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐨𝐦𝐛𝐫𝐚.“Perché leggere questo libro? Perché è u...
07/08/2026

𝐃𝐢𝐚𝐦𝐨𝐜𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐋𝐞𝐢. 𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐞̀ 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐚: 𝐪𝐮𝐢𝐧𝐝𝐢𝐜𝐢 𝐬𝐜𝐢𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐭𝐞 𝐟𝐮𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐨𝐦𝐛𝐫𝐚.

“Perché leggere questo libro? Perché è una lettura piacevole e scorrevole. Pur non volendo essere un manuale dettagliato di psicologia, rappresenta un’ottima integrazione culturale. È un testo perfetto sia per chi questa disciplina la studia, sia per chi vuole semplicemente allargare i propri orizzonti culturali. Inoltre, restituisce spazio alle donne nella scienza, mostrandone il grande valore e la tenacia nell’aver perseguito le proprie intuizioni e i propri obiettivi.”
Con Valentina Albertini

Grazie alla redazione di
L'Altro Femminile - Donne oltre il consueto

Leggi l’articolo 👇
https://www.laltrofemminile.it/2026/08/05/diamoci-del-lei-quando-la-mente-e-donna-quindici-scienziate-fuori-dallombra/?fbclid=IwRlRTSATgQDhwZG9mBWZkaWQWUL7PJle4OZcnL7wFniIDUKf-asGtX2V4dG4DYWVtAjEwAHNydGMGYXBwX2lkCjY2Mjg1NjgzNzkAAR7332Va77YefYnkmIS1pzjOENXKtRczkOggwNLM2ecvVEshiUQD2e3ioJM99A_aem_87izIeeTYyAmuIlf2f1RhQ

Il nuovo saggio di Valentina Albertini e Maria Antonietta Gulino restituisce alle psicologhe il loro posto nella storia.

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